101 anni fa John T. Scopes fu dichiarato colpevole per aver insegnato l’evoluzione

Il 21 luglio 1925, a Dayton, Tennessee, l’insegnante John T.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Il 21 luglio 1925, a Dayton, Tennessee, l’insegnante John T. Scopes fu dichiarato colpevole di aver insegnato l’evoluzione umana violando il Butler Act. Il giudice gli impose una multa di 100 dollari, poi annullata per un vizio procedurale.

Cosa successe nel processo Scopes del 1925?

John T. Scopes accettò di diventare l’imputato di un caso pilota contro la legge che vietava nelle scuole pubbliche del Tennessee l’insegnamento di teorie contrarie alla creazione biblica dell’uomo. Il processo si svolse dal 10 al 21 luglio 1925 nel tribunale della Contea di Rhea, a Dayton, capoluogo della contea.

L’iniziativa era sostenuta dall’American Civil Liberties Union, mentre alcuni esponenti locali vedevano nel processo un’occasione per attirare visitatori e giornalisti. Secondo lo Smithsonian Institution, la sfida giudiziaria nacque anche come operazione pubblicitaria per la città.

La difesa era guidata da Clarence Darrow; l’accusa aveva come protagonista William Jennings Bryan, ex segretario di Stato e tre volte candidato alla presidenza. Darrow chiese infine un verdetto di colpevolezza per consentire l’appello, e la giuria condannò Scopes in pochi minuti.

Perché il processo Scopes diventò un evento nazionale?

Il processo diventò nazionale perché trasformò una norma scolastica in uno scontro pubblico fra scienza, religione, libertà accademica e potere politico. Radio, quotidiani e cinegiornali portarono la piccola Dayton dentro le case americane, facendo del tribunale uno dei primi grandi spettacoli mediatici dedicati alla scienza.

Il confronto più famoso avvenne quando Darrow interrogò Bryan sulla lettura della Bibbia. La discussione mostrò quanto facilmente una questione scientifica potesse diventare un test di appartenenza culturale.

Cosa è cambiato dal 1925 a oggi?

La posizione giuridica dell’evoluzione nelle scuole pubbliche si è rafforzata. Nel 1927 la Corte Suprema del Tennessee annullò la condanna perché la multa superiore a 50 dollari era stata fissata dal giudice anziché dalla giuria, evitando però di bocciare il Butler Act, rimasto in vigore fino al 1967.

Nel 1968, con Epperson v. Arkansas, la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiarò incostituzionali i divieti contro l’insegnamento dell’evoluzione. Nel 1987, con Edwards v. Aguillard, respinse anche l’obbligo di affiancarle la cosiddetta scienza della creazione; nel 2005, il caso Kitzmiller v. Dover stabilì che l’intelligent design aveva natura religiosa e non scientifica.

La frattura culturale resta visibile. Nella ricerca nazionale pubblicata dal Pew Research Center nel 2025, il 47% degli adulti statunitensi ha dichiarato che l’evoluzione umana è stata guidata o consentita da Dio, il 33% che è avvenuta senza intervento divino e il 17% che gli esseri umani non si sono evoluti.

Nel 2024 il West Virginia ha approvato una legge che consente agli insegnanti di rispondere a domande sulle teorie relative all’origine della vita; nel 2025 Associated Press ha segnalato nuove polemiche per i riferimenti biblici inseriti nel curriculum del Texas. Sui social il vecchio conflitto assume la forma di clip, slogan e contenuti virali nei quali la credibilità scientifica viene trattata come una scelta identitaria.

Cosa sarebbe successo se il Butler Act fosse stato dichiarato incostituzionale nel 1927?

Nel 1927 i giudici di Nashville entrano nel merito e cancellano il Butler Act: la sentenza afferma che uno Stato non può selezionare i contenuti scientifici in base a una dottrina religiosa. Il telegramma raggiunge John T. Scopes mentre i giornali preparano titoli enormi: la legge ha perso.

Negli altri parlamenti statali, i progetti contro l’evoluzione diventano più difficili da difendere. Gli editori scolastici, meno preoccupati di perdere interi mercati regionali, mantengono Charles Darwin, la selezione naturale e l’origine comune nei manuali degli anni Trenta.

Una generazione di studenti incontra così l’evoluzione come parte ordinaria della biologia. Quando nel dopoguerra la sintesi evoluzionistica unisce genetica e selezione naturale, gli insegnanti dispongono già di programmi e lessico condivisi; dopo il lancio sovietico dello Sputnik nel 1957, la riforma scientifica americana accelera da una base più solida.

Il movimento religioso conservatore concentra allora le proprie energie su scuole private, editoria e formazione familiare. L’evoluzione conserva oppositori, ma perde parte della sua funzione di simbolo politico nazionale; negli anni Ottanta la strategia della scienza della creazione trova meno amministrazioni scolastiche disposte a trasformarla in norma.

All’inizio del nuovo millennio, Dover discute soprattutto di qualità dei laboratori e aggiornamento degli insegnanti. L’intelligent design circola in conferenze e comunità religiose, senza ottenere il caso giudiziario capace di amplificarlo; i primi social ereditano una controversia più debole, priva dell’immagine potente dello scienziato censurato o del credente assediato.

La guerra culturale americana cerca comunque altri terreni, dalla riproduzione al clima, ma la biologia scolastica diventa un bersaglio meno efficace. Nella realtà, la Corte del Tennessee evitò la questione costituzionale, il Butler Act sopravvisse fino al 1967 e il conflitto aperto a Dayton è ancora riconoscibile nel 2026.

Perché John T. Scopes fu condannato?

John T. Scopes fu condannato perché il Tennessee vietava di insegnare che l’uomo discendesse da forme animali precedenti. La giuria lo riconobbe colpevole il 21 luglio 1925 e il giudice fissò una multa di 100 dollari, il minimo previsto.

La condanna di John T. Scopes rimase valida?

No. Nel 1927 la Corte Suprema del Tennessee annullò la condanna per il modo in cui era stata stabilita la multa, lasciando però irrisolta la costituzionalità della legge.

Oggi negli Stati Uniti è vietato insegnare l’evoluzione?

No: nelle scuole pubbliche l’evoluzione può essere insegnata come teoria scientifica e i divieti motivati da dottrine religiose sono incostituzionali. Il conflitto politico e culturale sui programmi scolastici, però, è ancora attivo.

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