22 anni fa iTunes Store raggiunse 100 milioni di download con Somersault degli Zero 7

L'11 luglio 2004, alle 22:21, iTunes Store raggiunse 100.000.000 di brani scaricati legalmente: il download fu Somersault (Dangermouse remix) degli Zero 7, dopo il lancio del 28 aprile 2003.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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L'11 luglio 2004, alle 22:21, iTunes Store raggiunse 100.000.000 di brani scaricati legalmente: il download fu Somersault (Dangermouse remix) degli Zero 7, dopo il lancio del 28 aprile 2003.

Il brano fu acquistato da Kevin Britten, di Hays, Kansas. In 441 giorni di calendario, il negozio musicale di Apple aveva superato una media di oltre 220.000 download al giorno.

Cosa successe nel 2004 con iTunes Store?

Apple trasformò il download musicale legale in un'abitudine di massa. Il 100 milionesimo brano arrivò poco più di un anno dopo l'apertura di iTunes Music Store, integrato con iTunes 4 e pensato per acquistare canzoni da ascoltare su computer e iPod.

La pagina storica di iTunes Store registra il traguardo dell'11 luglio 2004 e indica Somersault (Dangermouse remix) come brano simbolo. Il contatore aveva già segnato 50 milioni di canzoni il 15 marzo 2004 e 70 milioni al primo anniversario del servizio, il 28 aprile 2004.

Il premio per Kevin Britten raccontava l'epoca: un iPod da 40 GB, un buono da 10.000 brani e la chiamata di congratulazioni di Steve Jobs. Il valore commerciale stava nel singolo file: una canzone scelta, pagata, scaricata e posseduta.

Cosa è cambiato dalla musica digitale del 2004 a oggi?

Dal 2004 al 2026, la musica è passata dal download proprietario all'accesso continuo. Secondo i dati IFPI riportati nel Global Music Report 2025, nel 2024 la musica registrata globale valeva 29,6 miliardi di dollari, con lo streaming al 69% dei ricavi mondiali e oltre 752 milioni di account in abbonamento.

Nel 2025, secondo Luminate citata da Associated Press, gli stream musicali globali hanno raggiunto 5,1 trilioni, in crescita del 9,6% sul 2024. Negli Stati Uniti, gli stream audio on demand sono arrivati a 1,4 trilioni.

Il centro del consumo si è spostato dalle librerie personali alle playlist, dagli album comprati ai cataloghi in abbonamento, dai negozi digitali agli algoritmi di Spotify, Apple Music, YouTube Music e TikTok. Nel 2004 contava possedere il file; oggi conta essere trovato, salvato, condiviso e riusato in video brevi.

TikTok ha aggiunto una nuova porta d'ingresso: la canzone può diventare popolare come frammento, ritornello, suono o gesto. Il brano completo arriva spesso dopo, sulle piattaforme di streaming, quando l'attenzione sociale si è già formata.

Cosa sarebbe successo se iTunes Store non avesse raggiunto 100 milioni di download?

Nel luglio 2004, i grandi discografici guardano il contatore fermarsi prima della soglia simbolica e decidono che il download legale è un esperimento utile, ma troppo lento. Le riunioni nelle sedi di Universal Music Group, Sony Music, Warner Music Group, EMI e BMG tornano a parlare di album fisici, DRM più rigidi e portali separati per etichetta.

Il consumatore entra in un mercato spezzato. Un brano funziona su un lettore, un album su un altro software, un catalogo sparisce dietro una registrazione regionale; l'iPod resta desiderabile, ma diventa soprattutto una macchina per CD importati e file già trovati altrove.

Nelle camerette, nei campus e negli uffici, la scelta pratica torna verso le reti di scambio. La pirateria diventa meno una ribellione e più una scorciatoia tecnica: un'unica cartella funziona meglio di cinque negozi incompatibili. Le classifiche iniziano a misurare un consumo che l'industria vede solo in parte.

La pressione politica cresce prima. Nei parlamenti europei e al Congresso degli Stati Uniti arrivano audizioni su copyright, interoperabilità e blocchi territoriali; le aziende tecnologiche rispondono con abbonamenti chiusi, più simili alla televisione via cavo che al jukebox personale promesso da Apple.

In questo mondo, lo streaming arriva comunque, ma come accordo difensivo: cataloghi concessi per arginare la perdita di controllo, canoni bassi per recuperare utenti, artisti intrappolati in contratti costruiti sull'urgenza. Le playlist nascono prima come recinti commerciali, poi come linguaggio culturale.

TikTok, anni dopo, trova una musica più frammentata e meno standardizzata. I suoni virali esplodono lo stesso, ma ogni hit porta con sé dispute più dure su licenze, territori e versioni disponibili; l'idea di una canzone globale diventa più instabile.

La realtà prese un'altra strada: iTunes Store superò davvero i 100 milioni di download l'11 luglio 2004, accelerò la legittimazione del brano digitale e preparò il terreno al dominio attuale di streaming, playlist e piattaforme social.

Quale fu il 100 milionesimo brano scaricato da iTunes Store?

Il 100 milionesimo brano fu Somersault (Dangermouse remix) degli Zero 7. Fu scaricato legalmente l'11 luglio 2004, 22 anni fa.

Quando fu lanciato iTunes Store?

iTunes Store, allora chiamato iTunes Music Store, fu lanciato da Apple il 28 aprile 2003 insieme a iTunes 4. Il servizio rese l'acquisto di singole canzoni digitali una pratica commerciale centrale.

Perché il traguardo dei 100 milioni di download fu importante?

Il traguardo dimostrò che la musica digitale legale poteva raggiungere numeri di massa. Nel 2004 indicò il passaggio dall'album fisico al brano acquistato online, prima dell'era dello streaming.

Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/ITunes_Store; https://en.wikipedia.org/wiki/ITunes_Store; https://apnews.com/article/music-listening-habits-2025-christian-rock-latin-a5e06a001705cd7e5d3854d8fab901b8; https://www.lemonde.fr/economie/article/2025/03/19/le-marche-mondial-de-la-musique-poursuit-sa-croissance_6583558_3234.html

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