5 anni fa Gianmarco Tamberi e Marcell Jacobs vincevano due ori olimpici in 16 minuti a Tokyo

Il 1° agosto 2021, ai Giochi olimpici di Tokyo 2020, Gianmarco Tamberi vinse l’oro nel salto in alto e, 16 minuti dopo,…

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Il 1° agosto 2021, ai Giochi olimpici di Tokyo 2020, Gianmarco Tamberi vinse l’oro nel salto in alto e, 16 minuti dopo, Marcell Jacobs conquistò i 100 metri in 9,80: due titoli che cambiarono la percezione italiana dell’atletica.

Cosa successe il 1° agosto 2021 a Tokyo?

Gianmarco Tamberi diventò campione olimpico del salto in alto insieme a Mutaz Essa Barshim. Entrambi superarono 2,37 metri senza errori, fallirono tre volte a 2,39 e decisero di condividere il titolo invece di disputare lo spareggio, una possibilità prevista dal regolamento. ([World Athletics](https://worldathletics.org/news/report/tokyo-olympic-games-men-high-jump-report))

Pochi minuti dopo, Marcell Jacobs corse la finale olimpica dei 100 metri in 9,80 secondi, precedendo Fred Kerley e Andre De Grasse. Fu il nuovo record europeo e il primo oro olimpico italiano nella gara maschile più breve dell’atletica. ([World Athletics](https://worldathletics.org/results/olympic-games/2021/the-xxxii-olympic-games-athletics-7132391/men/100-metres/final/result))

Jacobs era già diventato il primo italiano a raggiungere quella finale e in semifinale aveva corso in 9,84. L’abbraccio con Tamberi sulla pista dello Stadio Olimpico di Tokyo condensò i due successi in una sola immagine.

Perché Tokyo 2020 si disputò nel 2021?

I Giochi della XXXII Olimpiade si svolsero dal 23 luglio all’8 agosto 2021 perché la pandemia di COVID-19 aveva imposto il rinvio del programma originario. Furono i primi Giochi olimpici rinviati, anziché cancellati, e i primi disputati in un anno dispari. ([Giochi della XXXII Olimpiade](https://it.wikipedia.org/wiki/Giochi_della_XXXII_Olimpiade))

Il nome Tokyo 2020 venne mantenuto per continuità commerciale e di branding. La maggioranza delle competizioni si tenne senza pubblico, dentro impianti nei quali applausi registrati, tecnici e compagni di squadra sostituivano il rumore abituale delle tribune. ([Comitato Olimpico Internazionale](https://newsroom.olympics.com/record/1121/media_id/3095))

Perché quei 16 minuti cambiarono il racconto dell’atletica italiana?

I due ori trasformarono salto in alto e 100 metri in un’unica storia nazionale, immediata anche per chi seguiva l’atletica solo durante le Olimpiadi. Il successo di Tamberi aveva la forma di un ritorno: un grave infortunio alla caviglia gli aveva impedito di partecipare a Rio 2016.

La vittoria di Jacobs occupava invece un territorio mai raggiunto dall’Italia. Nessun velocista azzurro aveva conquistato l’oro olimpico dei 100 metri e il campione uscente, Usain Bolt, aveva dominato le tre edizioni precedenti.

Da quella sera l’atletica azzurra poté essere raccontata attraverso volti, gesti e tempi riconoscibili: la mezza barba e il vecchio gesso di Tamberi, la partenza di Jacobs, il 9,80 e l’abbraccio sulla pista. I 16 minuti d’oro diventarono una sequenza narrativa, ancora oggi più potente delle due gare considerate separatamente.

Cosa è cambiato dal 2021 a oggi?

Dal 2021 i due ori sono diventati l’inizio di carriere ancora centrali nel racconto dell’atletica italiana. Jacobs aggiunse a Tokyo l’oro nella staffetta 4×100, vinse il mondiale indoor dei 60 metri nel 2022 e confermò il titolo europeo dei 100 a Roma nel 2024.

Gianmarco Tamberi completò la propria collezione vincendo il mondiale outdoor di Budapest nel 2023. Nel 2024 conquistò a Roma il terzo titolo europeo consecutivo con 2,37 metri e chiuse la stagione vincendo la Diamond League. ([World Athletics](https://worldathletics.org/news/series/2024-review-jumps))

Il 1° luglio 2026 Jacobs ha corso in 9,67 a Eisenstadt con vento di +4,1 metri al secondo: un risultato non omologabile come record, mentre il suo 9,80 di Tokyo resta il primato europeo. Tamberi, il 26 luglio 2026, si è fermato a 2,20 agli Assoluti di Firenze e deve valutare la partecipazione agli Europei di Birmingham: cinque anni dopo, la loro storia agonistica è ancora aperta. ([FIDAL](https://www.fidal.it/content/FIDAL-Crazy-Jacobs%21-Vola-nel-vento-in-9-67-%28%2B4-1%29/185345), [RaiNews](https://www.rainews.it/articoli/2026/07/atletica-leggera-ttmberi-solo-220-ai-campionati-assoluti-europei-a-rischio-931cad4e-5f82-4023-873e-2ad8c1799239.html))

Cosa sarebbe successo se Tamberi e Jacobs non avessero vinto?

La scarpa di Tamberi tocca appena l’asticella a 2,37. La barra cade, Barshim conserva il percorso più pulito e conquista da solo l’oro dopo i tre errori di entrambi a 2,39. L’italiano stringe l’argento, mentre il vecchio gesso con la scritta Road to Tokyo resta accanto alla pedana come il simbolo di un ritorno quasi completo.

Sulla pista, pochi minuti dopo, Jacobs anticipa impercettibilmente lo sparo. Il sensore segnala la falsa partenza: cartellino rosso, squalifica, finale osservata dal corridoio mentre Fred Kerley corre verso il titolo.

La regia televisiva perde così la sequenza destinata a diventare memoria collettiva. Nessuna corsa di Tamberi verso Jacobs, nessun abbraccio con due bandiere, nessun filmato capace di unire in pochi secondi una pedana e otto corsie.

L’oro successivo della staffetta italiana 4×100 assumerebbe il tono di una rivincita di squadra. Jacobs verrebbe ricordato come il frazionista decisivo e il velocista squalificato nella finale individuale; la frase più veloce del mondo non entrerebbe nel vocabolario sportivo italiano.

Anche il salto in alto perderebbe il gesto che rese familiare il regolamento dello spareggio. Barshim vincerebbe da solo, Tamberi rimanderebbe il proprio titolo globale a Budapest 2023 e l’atletica italiana arriverebbe agli Europei di Roma 2024 priva della sua scena fondativa.

Televisioni, sponsor e piattaforme social avrebbero due storie più difficili da comprimere: una medaglia d’argento e una squalifica. L’atletica resterebbe una raccolta di specialità, mentre l’idea di una Italia capace di dominare pista e pedana nella stessa notte nascerebbe più tardi e con minore forza.

Nella realtà, il 1° agosto 2021 Tamberi superò 2,37 senza errori e Jacobs fermò il cronometro a 9,80: quei 16 minuti esistono ancora, cinque anni dopo, come una delle immagini decisive dello sport italiano.

Chi vinse il salto in alto maschile a Tokyo 2020?

Gianmarco Tamberi e Mutaz Essa Barshim vinsero insieme con 2,37 metri il 1° agosto 2021, scegliendo di condividere l’oro.

Quanto corse Marcell Jacobs nella finale olimpica dei 100 metri?

Marcell Jacobs vinse in 9,80 secondi, con vento regolare di +0,1 metri al secondo: fu il record europeo.

Perché le Olimpiadi del 2021 si chiamavano Tokyo 2020?

Il Comitato Olimpico Internazionale e gli organizzatori mantennero il nome Tokyo 2020 per continuità di marketing e branding, benché i Giochi fossero stati rinviati al 2021 per la pandemia.

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