55 anni fa Apollo 15 compiva il primo viaggio umano su un veicolo lunare

Il 31 luglio 1971, gli astronauti David Scott e James Irwin di Apollo 15 usarono per la prima volta un veicolo sulla…

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Autore: Redazione ,

Il 31 luglio 1971, gli astronauti David Scott e James Irwin di Apollo 15 usarono per la prima volta un veicolo sulla Luna: il Lunar Roving Vehicle, aprendo l’era della mobilità extraterrestre.

Cosa successe sulla Luna il 31 luglio 1971?

David Scott divenne il primo essere umano a guidare sulla Luna, inizialmente con un breve giro di prova. Poco dopo partì insieme a James Irwin per la prima escursione scientifica motorizzata di Apollo 15.

Il rover trasportò i due astronauti dal modulo lunare Falcon verso Hadley Rille, con una prima tappa presso Elbow Crater, distante circa 3,2 chilometri. Il mezzo portava strumenti, campioni e una telecamera controllata dalla sala missione di Houston, permettendo alla NASA di seguire le attività quasi in diretta.

Durante la prima uscita lo sterzo anteriore non funzionò, ma quello posteriore consentì di proseguire. L’attività extraveicolare durò 6 ore e 34 minuti, allora un record.

Nelle tre escursioni della missione, il Lunar Roving Vehicle percorse complessivamente circa 27,8 chilometri in poco più di tre ore di guida, con una velocità media di 9,2 chilometri orari. La mobilità degli astronauti risultò molto più ampia rispetto alle precedenti missioni Apollo.

Perché Apollo 15 portò un veicolo sulla Luna?

Apollo 15 era la prima missione Apollo di tipo J, progettata per permanenze più lunghe e ricerche geologiche più estese. Il rover elettrico consentiva a due astronauti di raggiungere crateri, pendii e affioramenti troppo lontani per una normale escursione a piedi.

La missione era partita dal Kennedy Space Center il 26 luglio 1971 ed era allunata nella regione Hadley-Apennine il 30 luglio. Alfred Worden rimase in orbita a bordo del modulo di comando Endeavour, mentre Scott e Irwin esploravano la superficie.

Il viaggio proseguiva il programma avviato dalla sfida formulata da John F. Kennedy davanti al Congresso il 25 maggio 1961: portare un uomo sulla Luna e riportarlo sano e salvo sulla Terra entro la fine del decennio. Apollo 11 aveva raggiunto quell’obiettivo nel 1969; Apollo 15 trasformò lo sbarco in esplorazione mobile.

Cosa è cambiato dal 1971 al 2026?

Il principio introdotto da Apollo 15 si è evoluto verso veicoli capaci di alternare guida umana, controllo remoto e autonomia. I rover Apollo furono utilizzati anche da Apollo 16 e Apollo 17, ma nessun essere umano ha più guidato sulla Luna dal dicembre 1972.

Il 26 maggio 2026 la NASA ha annunciato contratti da 219 milioni di dollari con Venturi Astrolab e da 220 milioni con Lunar Outpost per costruire e consegnare nuovi veicoli lunari. L’obiettivo dichiarato è schierare sistemi con e senza equipaggio sulla superficie entro il 2028.

Il CLV-1 di Astrolab, derivato dal progetto FLEX, dovrà trasportare astronauti e rifornimenti e operare anche da remoto. Il Pegasus di Lunar Outpost è progettato per la guida manuale, autonoma o teleoperata e per una durata operativa fino a un anno.

I nuovi mezzi potranno esplorare, preparare il terreno e spostare materiali anche durante l’assenza degli equipaggi. Il rover lunare sta così diventando una piattaforma permanente per scienza e logistica.

Cosa sarebbe successo se il rover di Apollo 15 si fosse guastato?

A 3,2 chilometri dal Falcon, anche lo sterzo posteriore smette di rispondere. Scott spegne i motori, Irwin scarica gli strumenti indispensabili e i due iniziano il ritorno seguendo le tracce delle ruote, mentre la telecamera rimane puntata sul veicolo immobile.

I due astronauti raggiungono il modulo con riserve ridotte. Houston cancella le altre traversate: Spur Crater resta fuori portata e la roccia che nella storia reale sarebbe diventata nota come Genesis Rock rimane sepolta nella polvere lunare.

Il quasi incidente congela i rover destinati ad Apollo 16 e Apollo 17. Una riprogettazione completa richiede tempo e denaro, mentre il programma Apollo si avvicina alla chiusura; le ultime esplorazioni restano concentrate entro la distanza percorribile a piedi.

Il successo sovietico dei Lunokhod impone allora un modello diverso: robot sulla superficie e persone in orbita. La NASA anticipa gli investimenti in teleoperazione e navigazione autonoma, accelerando lo sviluppo dei futuri esploratori marziani e riducendo il ruolo previsto per i conducenti umani.

Anche l’immaginario cambia. Senza le riprese dei rover di Apollo 16 e Apollo 17, la Luna rimane il luogo delle impronte e dei moduli fermi; giocattoli, documentari e progetti spaziali presentano il movimento extraterrestre come un compito affidato prima di tutto alle macchine.

Nel 2026 i nuovi veicoli lunari nascerebbero quindi come robot logistici ai quali concedere, solo dopo anni di prove, il trasporto degli astronauti. Nella realtà, il Lunar Roving Vehicle di Apollo 15 completò tre traversate, tornò con il suo equipaggio e aprì la strada ai rover usati nelle due missioni successive; oggi la NASA sta preparando una generazione molto più autonoma.

Chi guidò per primo un veicolo sulla Luna?

David Scott, comandante di Apollo 15, fu il primo essere umano a guidare sulla Luna il 31 luglio 1971; James Irwin viaggiò con lui durante la prima traversata con equipaggio.

Quanti chilometri percorse il rover di Apollo 15?

Il Lunar Roving Vehicle percorse circa 27,8 chilometri nelle tre escursioni di Apollo 15, ampliando in modo decisivo l’area esplorabile dagli astronauti.

Dove si trova oggi il rover di Apollo 15?

Il rover di Apollo 15 si trova ancora oggi sulla Luna, vicino al sito di allunaggio di Hadley-Apennine, dove venne lasciato al termine della missione.

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