Si è spenta all'alba di oggi nella sua villa di Altavilla, sulle colline di Alba, Maria Franca Ferrero, vedova del leggendario Michele Ferrero e figura discreta ma fondamentale nella storia dell'impero dolciario che ha conquistato il mondo con Nutella, Ferrero Rocher e Kinder. Aveva 87 anni e fino all'ultimo ha mantenuto quel profilo riservato che l'ha sempre contraddistinta, lontana dai riflettori ma profondamente legata al territorio piemontese e alle radici dell'azienda diventata colosso internazionale con 36 stabilimenti e presenza in oltre 170 Paesi.
Nata a Savigliano il 21 gennaio 1939, Maria Franca Fissolo era entrata nella storia Ferrero quasi per caso, assunta nel 1961 come traduttrice e interprete nello stabilimento di Alba proprio mentre l'azienda muoveva i primi passi verso l'espansione internazionale. Dopo gli studi al liceo e alla Scuola per Interpreti di Milano, fu proprio tra le mura della fabbrica che incontrò Michele Ferrero, il genio creativo dietro la celebre crema alla nocciola. "Anche se è stato scritto decine di volte, non sono mai stata la segretaria di Michele Ferrero", aveva precisato lei stessa in un'intervista. "Quel che è vero è che con lui fu il classico colpo di fulmine, un amore a prima vista".
Il matrimonio arrivò nel 1962, suggellando un'unione che sarebbe durata oltre mezzo secolo e avrebbe accompagnato la trasformazione di un'impresa familiare piemontese in una delle multinazionali alimentari più riconoscibili al mondo. L'anno successivo nacque Pietro, il primogenito tragicamente scomparso nel 2011 in Sudafrica, seguito nel 1964 da Giovanni, oggi alla guida del gruppo come presidente esecutivo.
Presidente onoraria della holding Ferrero International S.A. e presidente della Fondazione Ferrero, Maria Franca aveva ricevuto nel 2024 il titolo di cavaliere di gran croce al merito della Repubblica italiana, riconoscimento del suo impegno non solo imprenditoriale ma anche filantropico. Solo lo scorso 19 dicembre l'assemblea straordinaria della società l'aveva nominata all'unanimità presidente onorario a vita, testimonianza del rispetto e della stima che l'accompagnavano dentro e fuori i confini aziendali.
Sebbene la famiglia avesse vissuto a lungo tra Bruxelles e Monaco, seguendo le necessità dell'espansione internazionale dell'impero Ferrero, Maria Franca non aveva mai reciso il legame profondo con Alba e le Langhe. Negli ultimi anni aveva scelto di tornare stabilmente nella città piemontese, rafforzando la propria presenza sul territorio e comparendo pubblicamente soprattutto in occasione di eventi istituzionali e delle iniziative della Fondazione Ospedale di Verduno, intitolato alla memoria di Michele e Pietro Ferrero.
Gli ultimi anni della sua vita erano stati segnati da lutti devastanti: prima la perdita del figlio Pietro nel 2011, poi quella del marito Michele nel 2015. Nonostante il dolore, aveva continuato a guidare la Fondazione Ferrero seguendo il motto che aveva sempre ispirato la famiglia: "Lavorare, creare, donare". Lascia il figlio Giovanni, le nuore Paola e Luisa e cinque nipoti, custodi di un'eredità che va ben oltre i confini dell'industria dolciaria e che ha segnato profondamente la storia economica e sociale italiana del secondo Novecento.
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