Il mondo dei videogiochi piange la scomparsa di uno dei suoi designer più controversi e talentuosi. Tomonobu Itagaki, il creatore di Dead or Alive e del rilancio moderno di Ninja Gaiden, si è spento lasciando un messaggio finale pubblicato sul suo profilo Facebook da una persona a lui cara, come da sue ultime volontà. Un addio che porta con sé la firma inconfondibile di chi ha sempre vissuto secondo i propri principi, senza mai scendere a compromessi.
"La luce della mia vita sta finalmente svanendo", così iniziava il post scritto per essere pubblicato dopo la sua morte. "La mia vita è stata una serie di battaglie. Ho continuato a vincere. Ho anche causato molti problemi", proseguiva il messaggio, in cui Itagaki si dichiarava orgoglioso di aver combattuto fino alla fine seguendo i propri principi. L'unico rammarico espresso riguardava l'impossibilità di consegnare un nuovo progetto ai suoi fan: "Mi dispiace. È così che vanno le cose".
La carriera di questo designer anticonformista iniziò nel 1992, quando dopo essersi laureato in giurisprudenza alla prestigiosa Waseda University di Tokyo, venne assunto dalla Tecmo come programmatore grafico. I primi lavori furono piuttosto umili, tra cui la versione per Super Famicom di Tecmo Super Bowl, un gioco di football americano. Ma sotto la guida di veterani come Yoshiaki Inose e Akihiko Shimoji, Itagaki imparò il principio cardine che avrebbe caratterizzato tutta la sua produzione: mettere il divertimento come componente essenziale di ogni progetto.
La svolta arrivò nel 1996 con Dead or Alive, un picchiaduro tridimensionale sviluppato sulla stessa architettura hardware di Virtua Fighter. Ma fu con il secondo capitolo per Dreamcast e PlayStation 2 che Itagaki divenne una vera star dell'industria videoludica. La sua ascesa fu fulminea: nell'aprile 2001 venne nominato capo del terzo dipartimento creativo, diventando leader del Team Ninja pochi mesi dopo. Nel 2004 raggiunse il ruolo di dirigente, anche se questa posizione gli venne temporaneamente revocata nel 2006 a causa di accuse di molestie sessuali, da cui fu successivamente scagionato da un tribunale di Tokyo nel giugno 2007.
Ciò che distingueva Itagaki dai suoi colleghi giapponesi era il suo aspetto da rockstar e il suo approccio provocatorio al marketing. La sua ossessione dichiarata era inserire nei suoi picchiaduro dettagli che riteneva mancassero ai concorrenti, come le interazioni ambientali. Questa filosofia lo portò anche a sviluppare spin-off audaci come Dead or Alive Xtreme Beach Volleyball, esclusiva Xbox in cui le protagoniste femminili della serie principale si sfidavano in attività sportive su un'isola tropicale.
Nel 2004 arrivò quello che molti considerano il suo capolavoro: il rilancio di Ninja Gaiden per Xbox. Recuperando il marchio della storica serie NES, Itagaki creò un action game frenetico e spietatamente difficile, acclamato dalla critica occidentale e dai giocatori hardcore. Il sequel del 2008, Ninja Gaiden II, confermò il suo talento nel creare esperienze di gioco esigenti e gratificanti. Questo sodalizio con Microsoft non era casuale: Itagaki si considerava uno dei pochi sviluppatori giapponesi capaci di stabilire contatti diretti con il mondo occidentale, esortando pubblicamente i suoi colleghi a fare altrettanto per invertire la crisi dell'industria nipponica.
Leggendaria rimase la sua rivalità con Tekken, il picchiaduro di Namco esclusivo PlayStation. In ogni intervista con la stampa occidentale, Itagaki non perdeva occasione per definire la serie rivale inferiore e arretrata rispetto a Dead or Alive. Tuttavia, il direttore di Tekken Katsuhiro Harada ha recentemente rivelato con un lungo post che si trattava principalmente di una manovra di marketing e che tra loro non esisteva un reale astio. Lo stesso Itagaki aveva ammesso: "Non ho mai avuto rancore verso di voi, Namco o Tekken. Al contrario, vi ho rispettati tutti. Ho dovuto impiegare ogni strategia possibile. Mi dispiace per tutto".
Il rapporto con Tecmo si interruppe bruscamente nel giugno 2008, poco prima dell'uscita di Ninja Gaiden II. Itagaki annunciò le dimissioni e intentò causa all'azienda per un bonus mai ricevuto e al presidente Yoshimi Yasuda per "dichiarazioni irragionevoli e disoneste". Fondò quindi i Valhalla Game Studios con ex membri del Team Ninja, dando vita a Devil's Third, un progetto travagliato presentato all'E3 2010 che sarebbe uscito solo nel 2015 in esclusiva per Nintendo Wii U, con risultati deludenti.
Nel gennaio 2021 aveva annunciato la fondazione di Itagaki Games, esprimendo interesse a collaborare nuovamente con Microsoft. Quel progetto, purtroppo, non si è mai concretizzato. Ora resta il ricordo di un designer che ha sempre rifiutato le convenzioni, lasciando un'impronta indelebile nell'industria videoludica giapponese e mondiale.
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