Il Venezuela riapre le sue porte alla diplomazia italiana e restituisce la libertà ad Alberto Trentini, il cooperante veneziano che ha trascorso 423 lunghi giorni nelle celle del carcere di massima sicurezza El Rodeo a Caracas. Nella notte, dopo mesi di trattative condotte nel massimo riserbo, Trentini è stato finalmente liberato insieme a Mario Burlò, imprenditore torinese anch'egli detenuto nella capitale venezuelana dal 2024. Entrambi si trovano ora al sicuro presso l'ambasciata d'Italia a Caracas, in attesa di essere rimpatriati con un aereo partito questa mattina da Roma.
La svolta decisiva è arrivata dopo il cambio di potere in Venezuela, con la caduta di Maduro e il giuramento della nuova presidente Delcy Rodriguez. Nei giorni scorsi, dopo la liberazione dei primi ostaggi politici, il nome di Trentini era circolato nelle liste dei prigionieri destinati al rilascio, ma governo italiano e famiglia avevano mantenuto uno stretto riserbo per non compromettere le delicate fasi finali della trattativa. Una strategia che si è rivelata vincente.
L'annuncio ufficiale è arrivato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha seguito personalmente il caso fin dall'inizio. "La loro liberazione è un forte segnale. L'Italia apprezza molto questo gesto del nuovo Presidente Delcy Rodriguez", ha dichiarato Tajani, sottolineando l'importanza politica di questa liberazione per i rapporti bilaterali tra Roma e Caracas. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso "gioia e soddisfazione", rivelando di aver già parlato telefonicamente con entrambi i connazionali: "Sono in buone condizioni. Un aereo per riportarli a casa è già partito da Roma".
Secondo quanto riportato da Repubblica, che ha dato per prima la notizia della liberazione pubblicando anche una foto dei due italiani, Trentini e Burlò sono stati avvertiti del loro rilascio ieri pomeriggio intorno alle 15 ora locale, le 20:30 in Italia. Immediatamente è scattato il trasferimento dal carcere di El Rodeo all'ambasciata italiana, dove l'ambasciatore Giovanni Umberto De Vito li ha accolti personalmente, facendo preparare due stanze per permettere loro di riposare prima del viaggio verso casa.
Le condizioni di salute di Alberto Trentini sono risultate buone nonostante i lunghi mesi di detenzione in uno dei carceri più duri del Venezuela. Il cooperante veneziano potrà finalmente riabbracciare i suoi familiari, che in questi 423 giorni hanno vissuto nell'angoscia e nell'attesa, mantenendo sempre un profilo basso per non ostacolare le trattative diplomatiche. La liberazione rappresenta un successo della diplomazia italiana e apre nuove prospettive nei rapporti con il Venezuela della nuova presidente Rodriguez, segnando potenzialmente l'inizio di una fase di distensione dopo anni di tensioni sotto la presidenza Maduro.
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