Alex Manna sotto accusa: dubbi e depistaggi

Emergono nuovi dettagli sul femminicidio di Zoe Trinchero. Il 19enne Alex Manna, reo confesso, ha mentito su una presunta relazione con la vittima 17enne.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Il femminicidio di Zoe Trinchero continua a sconvolgere l'Italia mentre emergono sempre più dettagli inquietanti sulla notte tra il 6 e il 7 febbraio che ha portato alla morte della ragazza di appena 17 anni. Alex Manna, il 19enne che ha confessato l'omicidio, si trova ora in carcere con l'arresto convalidato, ma la sua versione dei fatti è un groviglio di bugie e depistaggi che gli inquirenti stanno faticosamente dipanando. Dalle false accuse a un innocente fino alle giustificazioni surreali sull'aggressione, passando per la menzogna su una presunta relazione con la vittima: ogni elemento del racconto di Manna si sta sgretolando sotto il peso delle contraddizioni.

La ricostruzione più agghiacciante arriva dalla migliore amica di Zoe, intervenuta a Storie Italiane il 12 febbraio. La giovane ha svelato un dettaglio cruciale: tra Alex e Zoe non c'è mai stata alcuna relazione sentimentale, contrariamente a quanto sostenuto dall'assassino. "Lui ci stava provando con Zoe da un mese e mezzo", ha rivelato l'amica, specificando che Giulia, l'attuale fidanzata di Manna, "manco sapeva che Alex quella sera lì era uscito con Zoe" perché si trovava al lavoro. Il quadro che emerge è quello di un ragazzo che inseguiva Zoe, probabilmente respinto, mentre mentiva alla propria compagna.

Le telecamere di videosorveglianza hanno cristallizzato il momento dell'orrore: alle 23:30 inquadrano Zoe e Alex insieme, a mezzanotte e 10 riprendono solo lui. Sono questi i 40 minuti maledetti durante i quali, in un punto cieco non coperto dalle telecamere, si è consumata la tragedia. Secondo quanto riferito dall'amica della vittima a Mattino Cinque, Zoe sarebbe stata uccisa per un rifiuto: "Lui le avrebbe ficcato un pugno" e quando si è reso conto che la 17enne stava perdendo i sensi avrebbe aggiunto "altri tre pugni, poi l'ha strangolata e l'ha buttata giù" nel rio Nizza.

"Ho fatto il suo nome per tentare di scamparmela", ha ammesso Manna ai carabinieri dopo aver accusato falsamente un innocente

Ma il comportamento di Alex Manna dopo l'omicidio rivela una lucidità agghiacciante. Dopo aver gettato il corpo di Zoe nel canale, il 19enne ha fatto tappa a casa della fidanzata per liberarsi del giubbotto sporco di sangue. Quindi ha raggiunto la comitiva di amici già impegnati a cercare la ragazza scomparsa e ha messo in scena la prima, clamorosa bugia: ha accusato Naudy Carbone, un 39enne completamente estraneo ai fatti, di aver aggredito lui e Zoe, sostenendo di essere riuscito a fuggire lasciando la giovane nelle mani dell'assalitore.

La falsa accusa ha avuto conseguenze drammatiche per Carbone. Quella notte si è ritrovato circa trenta persone fuori casa, pronte a linciarlo, tanto che ha dovuto chiamare i carabinieri per essere messo in sicurezza. "Poi ovviamente parlando coi carabinieri si è chiarito tutto", ha raccontato l'uomo a Mattino Cinque, spiegando che le forze dell'ordine hanno accertato "in modo tecnico" la sua totale estraneità all'aggressione mortale. Una vicenda che ha rischiato di trasformare una vittima innocente in capro espiatorio della furia cieca di una folla.

Quando finalmente sottoposto a interrogatorio serrato dai carabinieri, Manna ha confessato ma le sue giustificazioni rasentano l'assurdo. Il 19enne ha suggerito che l'esplosione di violenza potrebbe essere stata causata dal fumo passivo delle canne consumate dagli amici durante la serata, o addirittura da una non meglio specificata sostanza che ignoti avrebbero immesso nella sua birra. Spiegazioni che non hanno convinto nessuno, tanto meno gli inquirenti che continuano a indagare sul reale movente del femminicidio.

Alex Manna ha negato con forza di aver tentato un approccio sessuale con Zoe, allontanando l'ipotesi più probabile: quella di un'aggressione scatenata dal rifiuto della ragazza. Secondo la sua versione, tra lui e la vittima sarebbe nata una discussione riguardo a un presunto tradimento di lui, avvenuto tempo prima nel contesto di una relazione passata. Anche questa si è rivelata una menzogna: come confermato dalla migliore amica di Zoe, i due non hanno mai avuto una relazione. L'amica ha inoltre rivelato un particolare inquietante: "Io sapevo che Alex e Zoe la sera prima avevano avuto una discussione", suggerendo che le tensioni tra i due covassero già da tempo.

Ogni bugia di Alex Manna, ogni tentativo di depistaggio, ogni giustificazione surreale non fa che allontanare da lui ogni briciola di credibilità. Gli inquirenti continuano a lavorare per ricostruire esattamente cosa sia accaduto in quei fatidici 40 minuti, mentre l'Italia piange l'ennesima giovane vita spezzata dalla violenza. La famiglia di Zoe Trinchero attende giustizia, mentre la comunità di amici della 17enne cerca di elaborare un lutto reso ancora più insopportabile dalla consapevolezza che quella sera la ragazza è uscita con qualcuno che fingeva di essere un amico.

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