La Protezione Civile mantiene alta la guardia su cinque regioni italiane per la giornata di lunedì, mentre il Sud e le isole continuano a fare i conti con una situazione meteorologica critica. L'allerta gialla interessa territori dalla Sardegna al Veneto, passando per Campania, Calabria e Sicilia, dove i fenomeni più preoccupanti si concentrano tra rischio idrogeologico e possibili esondazioni. Una perturbazione che non accenna a dare tregua e che ha già lasciato segni devastanti nelle ultime ore.
Particolarmente critica appare la situazione nell'entroterra siciliano, dove Niscemi, comune di circa 25mila abitanti in provincia di Caltanissetta, sta vivendo momenti di grande emergenza. Una frana iniziata nel primo pomeriggio ha costretto le autorità a evacuare circa 500 persone dalle zone ritenute più vulnerabili. Le lesioni sull'asfalto hanno generato panico tra i residenti, mentre il sindaco Massimiliano Conti non ha esitato a definire la situazione come un "evento franoso drammatico".
Lo smottamento del terreno, aggravato dalle intense precipitazioni che hanno colpito l'area, interessa un'ampia fascia del territorio comunale che si estende dal quartiere Sante Croci fino al torrente Benefizio e contrada Pirillo, passando per il Belvedere. La memoria storica del paese riporta a un episodio analogo avvenuto 29 anni fa nella medesima zona, segno di una fragilità del suolo che le piogge torrenziali hanno riportato drammaticamente alla luce. Il primo cittadino ha disposto la chiusura delle scuole e attivato il Centro operativo comunale, mentre l'intera comunità rischia l'isolamento: l'unica arteria di collegamento con la statale Gela-Catania rimane la provinciale 11.
In Sardegna l'allerta meteorologica è stata prolungata fino alle 23.59 di lunedì, con particolare attenzione al rischio idrogeologico fino alle 21 e a quello idraulico per l'intera giornata. L'ultimo bollettino della Protezione civile regionale ha esteso le zone di attenzione all'intero territorio insulare, un ampliamento che testimonia la gravità della situazione. A Cagliari, in particolare, restano in vigore misure speciali per il quartiere di Pirri, dove in alcune strade viene fortemente sconsigliato parcheggiare per evitare che i veicoli vengano danneggiati o ostacolino eventuali operazioni di soccorso.
Anche la Campania ha deciso di prorogare fino alle 18 di lunedì l'allerta gialla attualmente in corso. Le aree maggiormente sotto osservazione comprendono l'intero territorio napoletano, dalla Piana campana alle isole del Golfo, dall'area vesuviana fino alla Penisola Sorrentino-Amalfitana. L'attenzione si estende anche verso l'interno, con l'Alto Volturno, il Matese, i Monti di Sarno e Picentini, fino a raggiungere il Cilento nelle sue diverse articolazioni territoriali.
La Protezione civile regionale campana prevede precipitazioni locali con possibili rovesci di moderata intensità, fenomeni che potrebbero generare criticità immediate sul territorio. Il rischio principale resta quello idrogeologico localizzato, con conseguenze che spaziano dagli allagamenti all'innalzamento dei livelli dei corsi d'acqua, fino alle temute frane favorite dalla fragilità dei suoli già saturi d'acqua. Non mancano le preoccupazioni per possibili cadute di massi nelle zone collinari e montane.
Le autorità regionali hanno invitato i Centri Operativi Comunali a mantenere la massima operatività, implementando tutte le misure necessarie per prevenire i fenomeni legati al dissesto idrogeologico. La raccomandazione più pressante riguarda il monitoraggio costante dei comunicati della Sala Operativa regionale, strumento essenziale per gestire in tempo reale eventuali peggioramenti della situazione meteorologica e adottare tempestivamente le necessarie contromisure di protezione civile.
L'ondata di maltempo che ha già messo in ginocchio diverse aree del Mezzogiorno con il ciclone Harry, che ha devastato in particolare la costa ionica siciliana, dimostra come il territorio italiano continui a essere vulnerabile di fronte a fenomeni meteorologici estremi. La combinazione tra piogge intense e fragilità geologica crea un mix pericoloso che richiede attenzione costante e sistemi di prevenzione sempre più efficaci.
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