Andrea Pucci scaricato da Conad, la sua reazione

Dopo la rinuncia a Sanremo, Conad annulla il contratto per un evento aziendale con Andrea Pucci citando le recenti vicende mediatiche che lo riguardano.

Immagine di Andrea Pucci scaricato da Conad, la sua reazione
Autore: Redazione ,
Attualità
3' 28''
Fonte

Il caso Andrea Pucci continua a generare conseguenze concrete sulla carriera del comico milanese. Dopo la rinuncia forzata alla co-conduzione di una serata del Festival di Sanremo 2025, arriva un'altra tegola: Conad ha stracciato il contratto che lo vedeva ingaggiato per un evento aziendale. La catena di supermercati ha comunicato la decisione con una mail formale, motivando lo strappo con le "vicende successe negli ultimi giorni a livello mediatico". Una scelta che segna l'escalation di una polemica esplosa dopo l'annuncio di Carlo Conti e che ora si traduce in ricadute professionali tangibili per lo showman.

A rendere pubblica la vicenda è stato lo stesso Pucci, che ha condiviso nelle sue Instagram Stories lo screenshot della comunicazione ricevuta dall'area comunicazione di Conad. Il messaggio non lascia spazio a interpretazioni: "Non possiamo legare il nostro nome a fatti e/o persone che sono coinvolte in qualsiasi diatriba e/o polemica", recita la mail inviata dalla società. Una presa di distanza netta che testimonia come le polemiche mediatiche possano avere ripercussioni immediate sul mondo del lavoro, anche per personaggi pubblici affermati.

La reazione del comico non si è fatta attendere, affidata come spesso accade al suo registro ironico e sarcastico. "La Conad ha cambiato idea. Ora non faccio più ridere, ma neanche la spesa come rimborso? Ahaha", ha commentato Pucci, cercando di sdrammatizzare con la sua cifra stilistica. E ancora: "Se va avanti così dovrò andare fuori dai loro store a chiedere l'elemosina". Un tentativo di alleggerire una situazione che evidentemente pesa, ma che non cancella la gravità professionale del momento.

"Non possiamo legare il nostro nome a fatti e/o persone che sono coinvolte in qualsiasi diatriba e/o polemica"

La bufera si era scatenata immediatamente dopo l'annuncio di Conti, che aveva scelto Pucci come uno dei co-conduttori del Festival. Il direttore artistico e conduttore toscano è stato investito a sua volta da critiche per quella scelta, considerata da molti inopportuna. Il problema? Una serie di uscite controverse del comico negli anni, rapidamente riemerse e amplificate sui social network. Dichiarazioni su politica, immigrazione, magistratura e figure pubbliche che molti hanno giudicato divisive e inappropriate per il palco dell'Ariston.

Tra i contenuti che hanno generato maggiore indignazione, uno sketch davanti alla sede del Pd con le serrande abbassate: "Chiuso per fallimento, rinnovo locali. Ciao", disse Pucci in un video poi condiviso anche dalla leghista Silvia Sardone. È circolato anche un suo monologo su sicurezza e magistratura in cui ironizzava: "Se arrivi in casa e c'è qualcuno che sta rubando, devi aprire la porta e dire 'scusa, sono arrivato un po' prima'". Battute che, decontestualizzate o meno, hanno riacceso il dibattito su quale tipo di comicità sia oggi accettabile su un palco istituzionale come quello sanremese.

Particolarmente pesanti sono stati ritenuti gli attacchi personali rivolti alla segretaria del Pd Elly Schlein. "Già che ci sei, dentista e orecchie no? Ridicola", scrisse commentando una sua foto. In un'altra occasione la definì "un mix fra Alvaro Vitali e Pippo Franco". Anche Rosy Bindi finì nel mirino con un sarcastico "Sei più bella che intelligente". E ancora, dichiarazioni sul mondo femminile ("le donne nascono stitiche ma quando devono cagare il c...o sono bravissime") e su Tommaso Zorzi all'epoca dei tamponi Covid, con riferimenti volgari che hanno indignato buona parte del pubblico.

Nel mirino è finito anche l'uso del termine "zecche", espressione dispregiativa comunemente riferita alla sinistra, che Pucci avrebbe utilizzato in passato. Lo stesso comico si è più volte definito "di destra", senza nascondere il proprio orientamento politico. Una legittima posizione personale che tuttavia, unita al tono di certe battute, ha sollevato interrogativi sulla sua idoneità a rappresentare un evento nazionale e trasversale come il Festival di Sanremo.

Dopo giorni di polemiche crescenti, Pucci aveva annunciato di aver fatto un passo indietro, spiegando di essere stato costretto dalla situazione. Lo showman ha parlato di "minacce" e "insulti" ricevuti dalla sua famiglia, motivazione che ha aggiunto un ulteriore livello di complessità a una vicenda già intricata. Una questione che ha riaperto il dibattito sui confini della satira, sulla responsabilità dei personaggi pubblici e sul clima sempre più polarizzato che caratterizza il dibattito pubblico italiano, dove ogni scelta viene immediatamente scrutinata e può trasformarsi in un boomerang professionale.

Non perderti le nostre ultime notizie!

Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!