Angela Azzaro morta a 59 anni, addio alla giornalista

Angela Azzaro, giornalista impegnata sui diritti delle donne e delle minoranze, è scomparsa a 59 anni. Collaborava con La7 e diverse testate nazionali.

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Autore: Redazione ,
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Il mondo del giornalismo italiano piange la scomparsa di Angela Azzaro, figura di spicco dell'informazione politica e sociale, morta a soli 59 anni l'8 febbraio. Una notizia che ha scosso profondamente colleghi, istituzioni e i tanti telespettatori che l'avevano vista spesso protagonista nei talk show di La7, dove portava con passione e competenza i temi che le stavano più a cuore: i diritti delle donne e delle minoranze. Una voce autorevole e coraggiosa che si spegne improvvisamente, lasciando un vuoto incolmabile nel panorama giornalistico nazionale.

Originaria di Nuoro, Angela Azzaro aveva costruito la sua carriera con una solida formazione accademica: laureata in Lettere Moderne e specializzata in Criminologia con una tesi sul processo mediatico, aveva saputo unire rigore intellettuale e impegno civile. Dopo gli studi a Milano, si era trasferita nella Capitale dove aveva iniziato la sua scalata professionale, diventando caporedattrice di Liberazione al fianco di nomi storici del giornalismo italiano come Sandro Curzi e Piero Sansonetti.

Proprio in quegli anni aveva curato Queer, l'inserto culturale domenicale dedicato ai diritti LGBT+ che rappresentava una voce pionieristica nel panorama editoriale italiano. Un impegno che rispecchiava la sua militanza costante per i diritti civili, testimoniata anche dalla pubblicazione nel 2013 del saggio "Nuove tecniche di rivolta: come cambiano le lotte per i diritti e sul lavoro", oltre alla partecipazione a numerose opere collettive sulle battaglie femminili.

Una giornalista di razza innamorata delle sue idee, qualità che la faceva apprezzare anche da chi la pensava in modo diverso

Il percorso professionale di Azzaro l'aveva portata a ricoprire ruoli di crescente responsabilità: vicedirettrice prima de Il Dubbio e poi de Il Riformista dall'ottobre 2019, oltre a essere firma dell'Huffington Post. Aveva collaborato per quattro anni con L'Unità, da cui un licenziamento improvviso aveva suscitato un'ondata di solidarietà da parte dell'intero mondo giornalistico, testimonianza della stima e del rispetto che il suo lavoro aveva conquistato trasversalmente.

La notizia della sua morte ha generato un coro unanime di cordoglio. Elly Schlein, segretaria del Pd, l'ha ricordata come "donna forte e coraggiosa, giornalista tenace", suggerendo che il modo migliore per onorarla sarà "rileggere tutto ciò che ha scritto, tutto ciò che ci ha aiutati a comprendere, riflettere, agire". Un tributo significativo che sottolinea l'impatto culturale e sociale del suo lavoro.

Particolarmente toccante il ricordo di Deborah Bergamini, esponente di Forza Italia e in passato condirettore del Riformista, che ha evidenziato come Azzaro fosse apprezzata persino da chi non condivideva le sue posizioni: "Ho lavorato con lei scoprendo una giornalista di razza innamorata delle sue idee, qualità che la faceva apprezzare anche da chi la pensava in modo diverso. Se ne va un volto davvero buono e positivo del giornalismo italiano".

Non sono state rese note le cause del decesso. I funerali si terranno il 9 febbraio alle 14.00 nella Sala Santa Rita di via Montanara a Roma, dove colleghi, amici e cittadini potranno dare l'ultimo saluto a una professionista che ha fatto della battaglia per i diritti civili la cifra distintiva della sua vita professionale e personale.

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