Anguillara, bimbo affidato ai nonni e al sindaco

Un bambino di 10 anni perde in pochi giorni entrambi i genitori e i nonni paterni. Il Tribunale dei Minori di Roma lo affida ai nonni materni.

Immagine di Anguillara, bimbo affidato ai nonni e al sindaco
Autore: Redazione ,
Attualità
3' 17''
Fonte

Un bambino di appena dieci anni si trova al centro di una tragedia devastante che, nel giro di pochi giorni, lo ha privato di entrambi i genitori e dei nonni paterni. Mentre Claudio Carlomagno, reo confesso dell'omicidio della moglie Federica Torzullo, resta rinchiuso in carcere dopo il suicidio dei suoi genitori, il Tribunale per i Minori di Roma ha dovuto affrontare la delicatissima questione dell'affidamento del minore. Una storia che va oltre la cronaca nera e tocca le corde più profonde del dramma familiare, con un bambino costretto a ricostruire la propria vita tra le macerie di una famiglia distrutta.

Il Tribunale ha confermato nella giornata di mercoledì 28 gennaio la decisione già applicata il 17 gennaio: il piccolo resterà per il momento affidato ai nonni materni e al sindaco di Anguillara Sabazia, Angelo Pizzigallo, che ricopre il ruolo di tutore. Si tratta di un provvedimento temporaneo, necessario per garantire al bambino una stabilità immediata dopo lo shock subito. Sul futuro a lungo termine aleggia l'ipotesi di un affidamento alla zia Stefania, sorella della vittima, ma come chiarisce l'avvocato Carlo Mastropaolo, legale della famiglia Torzullo, parlarne ora è decisamente prematuro.

"La famiglia deciderà poi in favore di chi", ha specificato Mastropaolo, intercettato dai giornalisti fuori dalla villetta di Anguillara Sabazia dove vivevano i coniugi. Il legale si trovava sul posto proprio mentre gli investigatori disponevano accertamenti tecnici irripetibili sulla casa e sulle automobili della coppia, compresa l'estrazione dei dati GPS dalla vettura di Carlomagno, elemento che potrebbe rivelarsi cruciale per ricostruire gli spostamenti dell'uomo nei momenti cruciali.

Non era intenzione di Federica escludere il padre nella relazione con il figlio: lei era grata al marito per il suo rapporto con il figlio

Questa dichiarazione dell'avvocato Mastropaolo smonta completamente il presunto movente avanzato dall'uxoricida. Carlomagno aveva infatti sostenuto di aver ucciso la moglie, dalla quale si stava separando, nel timore di dover affrontare difficoltà nel vedere il figlio. Una ricostruzione che secondo il legale della famiglia Torzullo rappresenta "una versione di comodo" che alle sue orecchie è suonata "scomposta". La realtà, stando alle parole di chi conosceva bene Federica, sarebbe stata molto diversa: la donna apprezzava il rapporto tra padre e figlio e riconosceva a Carlomagno di essere un buon papà.

Nel frattempo, in accoglimento di un'istanza presentata dalla difesa, è prevista la restituzione degli effetti personali del bambino, compresi vestiti e giocattoli. Un dettaglio apparentemente secondario ma che assume un significato profondo: l'obiettivo è restituire al piccolo, per quanto possibile, almeno una parvenza di quotidianità. Il bambino dal 9 gennaio, giorno dell'omicidio, è stato di fatto strappato alla sua routine abituale, catapultato in un incubo dal quale difficilmente potrà risvegliarsi completamente.

Sul fronte delle indagini, Mastropaolo non esclude scenari inquietanti. Interpellato sulla possibilità della presenza di un complice, l'avvocato ha affermato che si tratta di un aspetto che non può essere escluso a priori e che dovrà essere attentamente verificato, insieme agli elementi legati alla premeditazione e alla ricostruzione dettagliata della dinamica del delitto. Un'ipotesi che, se confermata, potrebbe aprire scenari ancora più oscuri su quanto accaduto nella villetta di Anguillara.

In questo contesto di ricerca della verità emerge un dato sorprendente: la sorella di Federica ha chiesto di poter incontrare Carlomagno in carcere. "La lettura che va data di questa aspettativa fa capire la determinazione della famiglia Torzullo nel voler arrivare alla verità, che non è ovviamente quella che ha raccontato l'indagato davanti al Gip", ha sottolineato Mastropaolo. Un faccia a faccia che si preannuncia drammatico e che testimonia la necessità di comprendere fino in fondo cosa sia realmente accaduto, al di là della confessione di Carlomagno che evidentemente non convince nemmeno i familiari della vittima.

Mentre le indagini proseguono e la giustizia fa il suo corso, resta centrale la questione del futuro di un bambino che ha perso tutto. La decisione definitiva sull'affidamento arriverà solo dopo un'attenta valutazione da parte del Tribunale per i Minori, che dovrà considerare esclusivamente l'interesse superiore del minore in una situazione già drammaticamente compromessa dalla violenza e dalla perdita.

Non perderti le nostre ultime notizie!

Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!