Una giovane di diciannove anni è stata trovata senza vita in un condominio milanese di via Paolo Paruta, nella mattinata di lunedì 30 dicembre. Il corpo di Aurora Livoli, originaria di Roma ma residente nella provincia di Latina, giaceva nel cortile interno del civico 74, scoperto intorno alle otto e trenta dalla custode dello stabile. La Procura di Milano ha immediatamente aperto un fascicolo per omicidio volontario, affidato al pubblico ministero Antonio Pansa.
La ricostruzione degli ultimi movimenti della ragazza si basa principalmente sulle immagini catturate da una telecamera di videosorveglianza privata. Le riprese mostrano Aurora mentre accede al cortile condominiale nel cuore della notte, accompagnata da un uomo. La sequenza è inquietante nella sua apparente normalità: lei cammina davanti, lui la segue a breve distanza. Non emergono dalle immagini segni evidenti di conflitto o tensione tra i due.
Circa sessanta minuti dopo l'ingresso nel complesso residenziale, le telecamere registrano l'uscita dell'uomo, questa volta da solo. Nel frattempo, all'interno del cortile comune a diverse palazzine con accesso anche da via Padova, si consumava probabilmente la tragedia. Gli investigatori stanno concentrando le ricerche proprio sull'identificazione di questo individuo, che potrebbe fornire elementi cruciali per ricostruire gli ultimi istanti di vita della giovane.
Aurora era scomparsa dalla sua abitazione il 4 novembre e la famiglia aveva denunciato l'allontanamento. L'ultimo contatto telefonico risaliva al 26 novembre, quando la ragazza aveva rassicurato i suoi cari sulle proprie condizioni, dichiarando però di non voler fare ritorno a casa e senza specificare dove si trovasse. Da quel momento, il silenzio.
Il cadavere presentava condizioni che hanno immediatamente allertato gli inquirenti. Segni di ecchimosi sul collo e lividi sul volto erano chiaramente visibili. Gli abiti indossati corrispondevano a quelli ripresi dalle telecamere: un giubbotto, un pantalone scuro e scarpe da ginnastica con suola bianca. Tuttavia, la ragazza era stata trovata parzialmente vestita, circostanza che ha orientato subito le indagini verso una morte violenta.
I carabinieri del Raggruppamento investigazioni scientifiche hanno effettuato rilievi accurati sulla scena del crimine. Il pantalone era mezzo abbassato, sotto non c'erano indumenti intimi. Mancavano anche il reggiseno e la maglietta sotto il giubbotto, mentre ai piedi le scarpe da tennis erano state infilate senza calze. Nelle immediate vicinanze del corpo sono stati repertati slip, una maglia e alcune sigarette.
L'identificazione della vittima non è stata immediata. Aurora non aveva con sé documenti, portafogli o telefono cellulare. Sul corpo non erano presenti tatuaggi o cicatrici distintive. Per questo motivo, inizialmente le forze dell'ordine avevano diffuso un fotogramma tratto dalle telecamere per cercare di dare un nome alla giovane donna.
L'autopsia, già disposta dalla Procura, dovrà chiarire le cause precise del decesso e fornire dettagli fondamentali sulla dinamica dell'accaduto. Gli esami medico-legali potrebbero confermare o escludere ipotesi di violenza sessuale e determineranno con precisione il momento della morte, informazioni essenziali per orientare le ricerche dell'uomo ripreso dalle telecamere.
Tutta l'area è stata passata al setaccio dagli investigatori alla ricerca di ulteriori elementi che possano ricostruire con certezza gli eventi di quella notte. Il quartiere, servito da diverse vie d'accesso, presenta caratteristiche che potrebbero aver favorito movimenti non facilmente controllabili, rendendo più complesso il lavoro degli inquirenti nel tracciare gli spostamenti sia della vittima che del suo accompagnatore.
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