L'esame autoptico condotto presso l'Istituto di medicina legale dell'Università La Sapienza ha confermato che Maria e Pasquale Carlomagno sono morti per asfissia da impiccagione. I corpi dei due coniugi, genitori dell'uomo accusato del femminicidio di Federica Torzullo ad Anguillara, erano stati rinvenuti nella loro villetta nel tardo pomeriggio di sabato scorso. Oltre all'autopsia, sono stati effettuati i prelievi necessari per gli esami tossicologici, come previsto dalla procedura standard.
La Procura di Civitavecchia ha nel frattempo aperto un fascicolo d'indagine per istigazione al suicidio, un atto dovuto non solo per consentire l'esecuzione dell'esame autoptico, ma anche per verificare l'eventuale esistenza di pressioni psicologiche esterne che potrebbero aver spinto i due alla decisione estrema. L'attenzione degli inquirenti si concentra in particolare sulla cosiddetta "gogna mediatica" di cui i Carlomagno stessi avevano parlato nella lettera lasciata all'altro figlio.
Dopo l'arresto di Claudio per il femminicidio, i suoi genitori si erano completamente ritirati dalla vita sociale. Non parlavano più con i vicini e nessuno li aveva più visti nei giorni successivi all'arresto del figlio. Sui social network si erano scatenate ondate di insulti nei loro confronti, con diversi utenti che li accusavano di essere complici del figlio. Alcuni di questi post particolarmente aggressivi sono stati successivamente rimossi dopo la notizia del doppio suicidio, ma il danno psicologico potrebbe essere stato irreparabile.
Nel carcere di Civitavecchia, Claudio Carlomagno è ora sottoposto a sorveglianza continua dopo aver appreso della morte dei genitori. L'avvocato difensore Andrea Miroli ha confermato che il suo assistito è costantemente controllato. Secondo quanto riferito da Aldo Di Giacomo, segretario del sindacato di polizia penitenziaria Sappe, l'uomo avrebbe manifestato l'intenzione di togliersi la vita e chiesto di poter vedere il figlio di dieci anni avuto con la vittima.
La richiesta di vedere il bambino si inserisce in un momento particolarmente delicato: domani infatti si terrà presso il tribunale per i minorenni di Roma, in via dei Bresciani, l'udienza cruciale per decidere il futuro del piccolo. Secondo quanto riportato dall'agenzia La Presse, il giudice dovrà scegliere se affidare il bambino ai nonni materni oppure collocarlo temporaneamente in una casa famiglia protetta, una decisione che dovrà bilanciare l'interesse del minore con le tragiche circostanze familiari.
Come avviene in questi casi, all'interno del penitenziario sono stati attivati i rigidi protocolli carcerari previsti per prevenire atti di autolesionismo. La sorveglianza speciale prevede controlli costanti e misure di sicurezza rafforzate per impedire che il detenuto possa compiere gesti estremi nel momento di estrema fragilità emotiva seguito alla perdita dei genitori.
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