Babysitter arrestato per pedopornografia

Un babysitter di Padova abusava dei bambini che gli venivano affidati, documentando tutto con foto e video. La scoperta durante una perquisizione.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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L'attività di babysitter occasionale pubblicizzata attraverso annunci su internet e sui quotidiani locali nascondeva una realtà agghiacciante: un ventisettenne di Padova utilizzava il suo ruolo per abusare sessualmente di bambini anche di soli cinque o sei anni, documentando tutto con foto e video. La scoperta è emersa quando la Procura di Venezia ha disposto una perquisizione domiciliare nell'ambito di un'indagine su una presunta violenza sessuale ai danni di un minore.

Gli agenti della Squadra Mobile di Padova hanno rinvenuto nell'abitazione del giovane due telefoni cellulari e due computer che contenevano migliaia di immagini e filmati pedopornografici. Le prime analisi tecniche hanno rivelato che parte del materiale era stato scaricato dalla rete nei mesi precedenti, ma la scoperta più inquietante riguarda diverse centinaia di file apparentemente autoprodotti.

In questi documenti digitali compare direttamente l'indagato mentre compie atti sessuali espliciti con bambini di età compresa tra i cinque e i sei anni. I file sono stati realizzati proprio con i dispositivi sequestrati, circostanza che conferma la natura autoprodotta del materiale. La cronologia dei contenuti si estende presumibilmente almeno fino al 2019, periodo che coinciderebbe con l'inizio della sua attività come babysitter.

Il materiale autoprodotto risale almeno al 2019

Il giovane aveva costruito la sua rete di contatti attraverso annunci pubblicitari online e sulla carta stampata, proponendosi come assistente per bambini. Questa modalità gli permetteva di entrare facilmente in contatto con famiglie alla ricerca di persone fidate per accudire i propri figli, una situazione che avrebbe sfruttato per commettere gli abusi.

Il materiale pedopornografico rinvenuto comprende contenuti datati non solo ai giorni immediatamente precedenti la perquisizione, ma si estende lungo un arco temporale di diversi anni. Questa circostanza suggerisce una attività criminosa sistematica e prolungata nel tempo, che rende ancora più urgente l'identificazione di tutte le vittime coinvolte.

Il ventisettenne si trova attualmente in carcere, dove attende il giudizio di convalida dell'arresto e l'eventuale applicazione di una misura cautelare da parte dell'autorità giudiziaria. Nel frattempo, la Polizia di Stato ha avviato un'indagine approfondita che nelle prossime settimane si concentrerà sull'analisi completa dei dispositivi sequestrati e sul compito estremamente delicato di identificare le numerosissime piccole vittime che compaiono nei materiali rinvenuti.

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