La Rai si ritrova nel mezzo di un botta e risposta al vetriolo che sta facendo discutere il mondo della televisione italiana. Protagonisti della faida sono Luca Barbareschi, conduttore di Allegro ma non troppo su Rai Tre, e Sigfrido Ranucci, storico volto di Report. Una querelle che è partita da una questione apparentemente banale – il mancato lancio di un programma – per trasformarsi in un vero e proprio scontro che coinvolge accuse di malcostume, finanziamenti pubblici e attacchi personali. Un caso che dimostra come anche all'interno della tv di Stato possano scoppiare tensioni degne delle migliori soap opera.
Tutto ha avuto inizio quando Barbareschi ha pubblicamente denunciato un comportamento che definisce "maleducato" da parte di Ranucci: il conduttore di Report si dimenticherebbe sistematicamente di lanciare Allegro ma non troppo, trasmissione che va in onda subito dopo il suo programma di inchieste. "Vorrei ringraziare il grande conduttore di Report e ricordargli che mi chiamo Luca Barbareschi. Lui fa fatica a dirlo, gli costerebbe poco dire che dopo il suo programma c'è il nostro", aveva dichiarato Barbareschi, sottolineando come il lancio del programma successivo sia una prassi consolidata nella televisione italiana, "ce lo insegnò Berlusconi", ha specificato.
La risposta di Ranucci non si è fatta attendere ed è arrivata in modo dirompente: nell'ultima puntata di Report, il giornalista ha dedicato un'inchiesta proprio al collega, chiedendo al proprietario del Teatro Eliseo di restituire 8 milioni di euro di finanziamenti pubblici. Un contrattacco che ha spostato il confronto su un piano completamente diverso, trasformando una discussione professionale in un vero e proprio caso giornalistico.
Barbareschi non ha preso bene l'affondo del collega e in un'intervista rilasciata a Il Corriere della Sera è passato al contrattacco senza mezzi termini. Il conduttore ha respinto le accuse spiegando che "la legge sull'Eliseo non l'ho fatta io, ma è stata pensata quando era premier Paolo Gentiloni. Non mi sono messo in tasca nemmeno un euro, li ho usati tutti per il teatro". Parole che mirano a chiarire la sua posizione rispetto all'inchiesta di Report.
Ma le dichiarazioni dell'attore e regista non si sono fermate alla difesa personale. Barbareschi ha infatti lanciato un attacco frontale al programma e al suo conduttore, arrivando a ribattezzarlo ironicamente "Torpor" per la noia che gli provocherebbe. "Ranucci mi annoia. Milena Gabanelli faceva una bella trasmissione, lui no. Ed è un impiegato della Rai come me", ha dichiarato senza peli sulla lingua, tirando in ballo la storica conduttrice che ha reso Report uno dei programmi di inchiesta più seguiti e rispettati della televisione italiana.
L'escalation verbale ha raggiunto il suo apice quando Barbareschi, già protagonista di recenti discussioni televisive come quella con Caterina Balivo a La volta buona, ha lanciato una provocazione che difficilmente passerà inosservata: "Non gli voglio male. È uno dei tanti finti eroi che poi finiscono nel nulla. Lo sfido a duello. A cazzotti o con la spada, scelga lui". Una boutade che testimonia quanto la tensione tra i due sia ormai palpabile e che solleva interrogativi sul clima interno alla Rai Tre.
Resta da vedere come evolverà questa faida che vede contrapposti due volti noti della terza rete Rai, con stili e approcci televisivi completamente diversi. Se Report continuerà ad approfondire la questione dei finanziamenti al Teatro Eliseo o se Ranucci deciderà di rispondere alle provocazioni del collega, la tensione tra i due sembra destinata a proseguire. Per ora, il pubblico assiste a uno scontro che illumina le dinamiche interne della televisione pubblica e che potrebbe avere ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.
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