Bordighera, nuova testimonianza contro Manuela Aiello

La testimonianza di un'assistente sanitaria rivela una frase shock del nonno alle sorelline, mentre emergono contraddizioni nelle versioni fornite.

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Autore: Redazione ,
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La tragica morte della piccola Beatrice, la bimba di soli due anni trovata senza vita a Bordighera, si arricchisce di nuovi inquietanti dettagli che aggravano pesantemente la posizione di Manuela Aiello, la madre 43enne attualmente in carcere con l'accusa di omicidio preterintenzionale. Una testimonianza particolarmente scottante emerge dall'ordinanza di custodia cautelare: l'assistente sanitaria del suocero della donna avrebbe riferito agli inquirenti di aver sentito distintamente il padre di Manuela dire alle sorelline della vittima una frase agghiacciante. Il nonno avrebbe affermato davanti alle bambine che la loro mamma aveva ucciso la sorellina, una dichiarazione che l'uomo stesso ha successivamente smentito, sostenendo di aver usato parole più delicate, parlando della piccola come di qualcuno che ora si trovava "in cielo".

Le contraddizioni nelle testimonianze e nelle versioni fornite dalla stessa Aiello costituiscono il cuore dell'inchiesta condotta dalla procura di Imperia. Il quadro che emerge dagli atti processuali è quello di una bambina che presentava evidenti segni di violenza già nei giorni precedenti il decesso. Il nonno materno ha confermato di aver visto Beatrice il giorno prima della morte, notando chiaramente due lividi sulla fronte della nipotina. La spiegazione offerta da Manuela in quella circostanza fu che la piccola se li era procurati cadendo dalla culla. Anche la nonna materna, il venerdì precedente alla tragedia, aveva osservato i medesimi segni sul viso della bambina, ricevendo dalla figlia la stessa giustificazione.

Ma è proprio sulle versioni contrastanti fornite dalla madre che gli investigatori stanno concentrando l'attenzione. Secondo quanto riportato nell'ordinanza, il lunedì successivo, quando ormai il corpo senza vita di Beatrice era stato scoperto, Manuela avrebbe cambiato completamente la sua ricostruzione dei fatti, sostenendo questa volta che la figlia era caduta dalle scale e non più dalla culla. Un cambio di versione che ha insospettito ulteriormente gli inquirenti, già alle prese con molteplici testimonianze discordanti ma concordi nel confermare la presenza di traumi visibili sul volto della piccola.

Ho sentito distintamente il padre di Manuela dire alle sorelle della bimba che la mamma ha ammazzato tua sorella

Tra i testimoni escussi figura anche la figlia di un uomo accudito da Manuela, che ha raccontato agli investigatori di essersi accorta che Beatrice presentava ematomi sul volto già dal 30 gennaio 2025. Preoccupata per le condizioni della bambina, la donna aveva contattato Aiello per informarsi sulla salute della piccola. In quell'occasione, la madre le aveva riferito che la figlia era caduta su una scala di cemento e che l'aveva portata in ospedale, senza però specificare presso quale struttura sanitaria si fosse recata. Secondo il racconto di Manuela, i medici le avrebbero assicurato che non c'erano problematiche di salute da segnalare, una versione che ora gli inquirenti stanno verificando attraverso controlli presso le strutture ospedaliere della zona.

Le indagini tecniche condotte dai Ris stanno fornendo ulteriori elementi cruciali per ricostruire le ultime ore di vita della bambina. Dopo un primo sopralluogo durato circa dieci ore, gli specialisti dell'Arma sono tornati nell'abitazione del compagno di Manuela Aiello a Perinaldo per un secondo intervento che si è protratto per cinque ore. Durante questa operazione sono stati prelevati lenzuola, indumenti e campioni organici, materiale che verrà sottoposto ad accurati esami di laboratorio. Particolare attenzione è stata dedicata anche al sequestro di una telecamera che l'uomo aveva installato sul tetto dell'abitazione.

Secondo le ricostruzioni dei consulenti della procura di Imperia, il decesso di Beatrice sarebbe avvenuto proprio nell'abitazione del compagno di Manuela, situata nel piccolo comune di Perinaldo. Solo successivamente, la donna avrebbe caricato in auto il corpo ormai privo di vita della figlia, trasportandolo fino a Bordighera. Soltanto a quel punto Aiello avrebbe contattato il 118, innescando la macchina dei soccorsi che purtroppo non ha potuto fare altro che constatare il decesso della piccola. Gli inquirenti stanno ora lavorando per stabilire con precisione la dinamica e la tempistica degli eventi, mentre proseguono gli accertamenti medico-legali sul corpicino della bambina.

L'inchiesta procede a ritmo serrato, con gli investigatori impegnati a verificare ogni singola testimonianza e a confrontare le molteplici versioni raccolte. La posizione di Manuela Aiello appare sempre più compromessa, mentre la comunità locale resta sconvolta da una vicenda che ha colpito profondamente l'opinione pubblica. Nei prossimi giorni sono attesi gli esiti degli esami autoptici e delle analisi condotte dai Ris, elementi che potrebbero fornire risposte definitive sulle cause del decesso della piccola Beatrice e sulle responsabilità nell'ambito di questa drammatica vicenda.

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