Flavio Briatore non usa mezzi termini e punta il dito contro chi ha permesso di costruire abitazioni in zone ad alto rischio idrogeologico. L'imprenditore è intervenuto nel dibattito sul disastro di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, dove una devastante frana causata dal maltempo ha costretto all'evacuazione precauzionale di circa mille persone, con la chiusura di strade e la sospensione delle attività scolastiche. Le immagini del terreno che ha ceduto, trascinando via case, strade e terreni per oltre 25 metri, hanno scioccato l'opinione pubblica e riacceso il dibattito sulla prevenzione e sulle responsabilità istituzionali.
Ospite della trasmissione Real Politik su Rete4, condotta da Tommaso Labate, Briatore ha commentato senza filtri le drammatiche immagini provenienti dalla Sicilia. "Mi sembra una pazzia costruire le case a livello frana. E la colpa principale è di chi l'ha permesso", ha dichiarato l'imprenditore, sottolineando come quella zona fosse già stata teatro di fenomeni simili in passato, precisamente tra il 1996 e il 1997.
Il conduttore ha provocato Briatore chiedendogli se fosse d'accordo con chi sostiene che i proprietari delle abitazioni costruite in territori notoriamente instabili non dovrebbero lamentarsi o chiedere risarcimenti. La risposta è stata netta e articolata: "Sono d'accordo perché vedendo le immagini mi sembra una pazzia costruire le case a livello frana. Poi era già successo nel 1996-97 per cui è una ripetizione". Per l'imprenditore, costruire in un terreno franante è semplicemente una follia, ma le responsabilità maggiori ricadono sulle istituzioni.
Quando Labate ha chiesto esplicitamente chi avesse più responsabilità tra le istituzioni e i cittadini che hanno costruito o acquistato quelle abitazioni, Briatore non ha avuto dubbi: "Io credo che c'è qualcuno che dà i permessi, non credo siano tutte abusive, chi ha dato i permessi a costruire sicuramente ha le colpe principali". L'imprenditore ha però fatto una distinzione importante: nel caso di costruzioni illegali realizzate senza autorizzazioni, la responsabilità ricade ovviamente su chi ha edificato abusivamente.
L'analisi di Briatore si è allargata a una critica sistemica del problema: "Dare la colpa a un singolo non credo, c'è da dare la colpa a tutto il sistema". Le foto e i video della frana di Niscemi hanno colpito profondamente l'imprenditore, che le ha definite "allucinanti", ribadendo l'assurdità di permettere insediamenti abitativi in zone a così alto rischio. "Le immagini che vediamo sono una follia. Dato che era già successo, l'esperienza dovrebbe aiutare la gente a fare meno errori", ha concluso, sottolineando come la ripetizione dello stesso disastro a distanza di decenni dimostri un'evidente mancanza di pianificazione territoriale e di memoria storica.
Il caso di Niscemi riporta al centro del dibattito pubblico la questione del dissesto idrogeologico in Italia, un tema che diventa drammaticamente attuale ogni volta che il maltempo si abbatte con particolare violenza sul territorio nazionale. La vicenda siciliana solleva interrogativi sulla mancata prevenzione, sull'efficacia dei controlli urbanistici e sulla responsabilità delle amministrazioni locali che nel corso dei decenni hanno autorizzato costruzioni in aree fragili e pericolose.
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