Brigitte Bardot lascia tutto agli animali in eredità

Dall'apice della carriera con 65 milioni di dollari, l'attrice ha devoluto gran parte del suo patrimonio alla fondazione per gli animali, lasciando al figlio solo la quota di legge.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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L'eredità di Brigitte Bardot, scomparsa lo scorso 28 dicembre all'età di 91 anni, rivela una storia di rinunce radicali e scelte controcorrente che hanno trasformato l'icona del cinema mondiale in una delle più determinate attiviste per i diritti degli animali. La diva che ha fatto sognare milioni di spettatori negli anni '60 ha deliberatamente smantellato il proprio impero economico per costruire qualcosa di più duraturo: la Fondation Brigitte Bardot, oggi principale beneficiaria di un patrimonio che include la leggendaria La Madrague, la villa simbolo di Saint-Tropez stimata tra i 25 e i 30 milioni di euro. Una strategia successoria che ha di fatto escluso gran parte dei beni più preziosi dall'eredità destinata all'unico figlio Nicolas-Jacques Charrier, pur nel rispetto formale della legge francese.

Al culmine della carriera, il patrimonio di Bardot toccava i 65 milioni di dollari, una cifra monstre per l'epoca. Eppure l'attrice stessa ammise senza mezzi termini: «Dopo aver sperperato la maggior parte dei miei guadagni da star, non avevo più alcun reddito». Una dichiarazione che suona quasi provocatoria, ma che fotografa perfettamente il rapporto conflittuale della Bardot con il denaro accumulato durante gli anni d'oro di Hollywood. Per dare vita alla Fondazione nel 1986, organizzò un'asta clamorosa mettendo all'incanto gioielli, oggetti personali e cimeli della sua carriera cinematografica, raccogliendo 3 milioni di franchi dell'epoca.

Yves Bigot, biografo ufficiale dell'attrice, spiegò che Bardot «si era spogliata di tutto ciò che le apparteneva, tutto ciò legato alla sua carriera cinematografica e anche a ciò che le era stato donato». Un gesto che non fu solo simbolico: l'attrice confessò candidamente di sentirsi «poco legata al denaro» e di non essere stata in grado di raccogliere da sola una somma così rilevante. Una scelta radicale che prefigurava già la direzione futura del suo patrimonio, destinato a finanziare rifugi e campagne di protezione animale anziché arricchire eredi o alimentare il lusso personale.

«Dopo aver sperperato la maggior parte dei miei guadagni da star, non avevo più alcun reddito»

Il cuore della strategia patrimoniale di Bardot ruota attorno a La Madrague, la residenza esclusiva sulla Costa Azzurra che divenne inizialmente la sede operativa della Fondazione. Nel 1991 l'attrice compì il passo decisivo: donò la nuda proprietà della villa all'ente benefico «per costituire una dotazione necessaria all'ottenimento dello status di fondazione riconosciuta di pubblica utilità». Christophe Marie, vice-direttore della Fondazione, commentò: «È andata fino in fondo. Ha donato uno dei beni più preziosi per creare una base finanziaria solida». Oggi la struttura benefica gestisce circa 100 dipendenti e 500 volontari, sostenuta per l'89% proprio dai lasciti della sua fondatrice.

Ma La Madrague non è stata l'unica proprietà sacrificata sull'altare della causa animale. Bardot donò anche la villa di Bazoches-sur-Guyonne, trasformata in rifugio per animali, e una proprietà a Savolles utilizzata per ospitare sia animali che locatarie, con affitti mai realmente riscossi e di fatto equiparabili a donazioni. Nel suo portafoglio immobiliare figuravano inoltre La Garrigue, una seconda residenza nelle colline di Saint-Tropez meno celebre ma comunque prestigiosa, e una villa a Cannes con vista sull'Estérel, messa in vendita nel 2020 per circa 6 milioni di euro. Il valore complessivo di queste proprietà secondarie si aggira intorno agli 8 milioni di euro.

Sul piano strettamente legale, la situazione successoria presenta aspetti delicati. In Francia vige il principio degli eredi «forzosi»: l'unico figlio Nicolas-Jacques Charrier ha diritto per legge ad almeno il 50% del patrimonio residuo, anche qualora la madre avesse voluto escluderlo dal testamento. Tuttavia, la lungimiranza della strategia architettata da Bardot ha fatto sì che i beni più preziosi e redditizi fossero già transitati alla Fondazione attraverso donazioni anticipate. Risultato: pur rimanendo formalmente erede legale, Nicolas-Jacques potrebbe non ricevere materialmente le proprietà iconiche come La Madrague, che costituiva il gioiello della corona dell'impero Bardot. La Fondazione diventa così il vero «erede economico» della vita dell'attrice, mentre al figlio spetta la quota minima garantita dalla legislazione francese.

Quanto al riposo eterno, Brigitte Bardot riposerà nel cimitero marino di Saint-Tropez accanto ai genitori, secondo quanto confermato da fonti comunali all'agenzia France Presse. Non potrà invece realizzare il suo desiderio originario di essere sepolta nel giardino de La Madrague, vicino al piccolo cimitero per animali che aveva creato. «Le formalità sono state completate. Le autorità hanno approvato un luogo specifico, lontano da occhi indiscreti», aveva spiegato l'attrice. «Amo il luogo del mio riposo eterno: l'ho scelto consapevolmente. Visitare la mia tomba prima di esserci sarebbe come affrontare la mia stessa fine. Non ho fretta: avrò tutto il tempo per essere in quel posto più tardi». Parole che suonano oggi come un testamento spirituale, coerente con una vita vissuta secondo principi radicali fino all'ultimo respiro. La data del funerale non è stata ancora comunicata ufficialmente.

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