Saint-Tropez ha detto addio a Brigitte Bardot in una cerimonia funebre intima e paradossale, che ha rispecchiato fino all'ultimo la personalità indomabile dell'icona francese. La star, scomparsa a 91 anni lo scorso 28 novembre alla Madrague, la sua villa-rifugio fuori paese, ha voluto un ultimo saluto riservato a pochi intimi, lontano dallo sfarzo hollywoodiano e dal circo mediatico che aveva tanto detestato in vita. Eppure, proprio quel mito di Saint-Tropez che lei stessa aveva contribuito a creare negli anni Cinquanta con E dio creò la donna di Roger Vadim, e dal quale poi si era allontanata con insofferenza, si è riversato per le strade del celebre borgo provenzale per renderle omaggio.
La cerimonia nella piccola chiesa di Notre-Dame-de-l'Assomption ha visto la presenza dell'ultimo marito Bernard d'Ormale, del figlio Nicolas-Jacques Charrier arrivato dalla Norvegia dopo anni di rapporti difficili, e di Marine Le Pen, leader del Rassemblement National e amica di lunga data della famiglia. La presidente del partito di estrema destra francese è stata accolta con tutti gli onori, testimonianza di un legame che Bardot non aveva mai nascosto fin dagli anni Settanta, quando frequentava il patriarca Jean-Marie Le Pen in tempi in cui richiedeva "un bel coraggio".
Decine di agenti hanno presidiato l'area, separando nettamente gli invitati muniti di badge dai fan e curiosi, che hanno seguito le esequie su tre schermi giganti piazzati in città. Tra loro, al cafè Sénéquier sul porto, dove dal 1887 si respira l'atmosfera della vecchia Saint-Tropez, centinaia di persone hanno voluto salutare B.B. nonostante il suo leggendario cattivo carattere. "Mia madre l'ha sempre adorata", ha raccontato Françoise, una signora sessantenne. "Quando la inseguiva a Saint-Tropez e lei le diceva 'basta, lasciatemi tranquilla!', lei tornava a casa felice, orgogliosa di avere litigato con Brigitte Bardot".
Proprio quel rapporto conflittuale con la notorietà ha definito gli ultimi decenni di vita dell'attrice. Bardot si era presto stancata della folla, dei miliardari in elicottero e dei turisti che arrivavano con la nostalgia di un tempo che non avevano mai vissuto, quando lei girava scalza e semisvestita per il villaggio di pescatori incarnando la Francia libera, felice e ottimista del dopoguerra. "Ho amato Saint-Tropez prima che diventasse una vetrina. Il successo ha distrutto tutto", si era lamentata negli anni, rifugiandosi alla Madrague con i suoi amati animali.
Durante la cerimonia, Mireille Mathieu ha cantato davanti ai familiari e agli amici più stretti, mentre i Gipsy Kings, gruppo che B.B. aveva scoperto e sostenuto, hanno accompagnato con le loro chitarre il corteo funebre. La sorella 87enne Mijanou, impossibilitata a raggiungere la Francia da Los Angeles, ha fatto leggere un commovente messaggio: "Sento la tua presenza gioiosa e felice. Ti prego, resta con me fino a quando ti raggiungerò". Assente invece qualsiasi rappresentante di peso del governo Macron, dopo che l'Eliseo aveva proposto un omaggio solenne a Parigi simile a quello tributato a Johnny Hallyday, proposta declinata dalla famiglia. A rappresentare l'esecutivo solo la ministra Aurore Bergé.
L'ultima immagine di Bardot, quella esposta in chiesa mentre abbraccia un cucciolo di foca negli anni Settanta, parla alle nuove generazioni di animalisti e ai ragazzi che oggi popolano i social con foto di gattini. Bernard d'Ormale, l'uomo che le era accanto all'alba del 28 novembre quando ha esalato l'ultimo respiro sussurrando "piou piou" (pulcino), aveva conosciuto la star proprio grazie a Jean-Marie Le Pen durante una cena negli anni Settanta.
La devozione della Francia per Brigitte Bardot si può spiegare con quel tono tipicamente francese di continuo e totale je vous emmerde, "andate al diavolo": al mondo del cinema, allo star system, ai paparazzi, all'ingiunzione della maternità, al lusso imposto, all'obbligo di gentilezza con gli ammiratori e persino al bon ton che sconsigliava di frequentare l'estrema destra. Marine Le Pen, arrivata a Saint-Tropez circondata dagli onori riservati a un capo di Stato, ha dichiarato: "Era fuori questione che io non fossi presente. Una donna gigantesca. Di lei restano la libertà, l'impertinenza, la franchezza, e il sacrificio che ha fatto per una causa".
Nonostante il carattere spigoloso, Bardot rispondeva personalmente a tutte le lettere dei fan, un gesto che oggi suona quasi anacronistico. "Merci Brigitte", è stato il coro unanime che si è levato da Saint-Tropez, per l'insolenza, la capacità di amare gli animali più degli esseri umani, e per aver incarnato fino all'ultimo una libertà assoluta, scomoda, autentica. La "zingara bionda", come la chiamavano, ha lasciato un'eredità che va ben oltre il cinema: quella di una donna che ha sempre fatto esattamente ciò che voleva, quando lo voleva, senza chiedere il permesso a nessuno.
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