Le indagini sulla tragica morte di tre cacciatori avvenuta lo scorso 28 gennaio nei boschi di Montagnareale, in provincia di Messina, stanno entrando nella fase più delicata. La Procura di Patti ha ufficialmente stretto il cerchio intorno al quarto uomo presente quella mattina: l'amico di una delle vittime, che ha sostenuto di essersi allontanato dal gruppo prima che si consumasse la strage. I Carabinieri del RIS di Messina hanno sequestrato i suoi fucili da caccia e i suoi indumenti, sottoponendo l'indagato al test dello stub per rilevare eventuali tracce di polvere da sparo.
L'uomo, difeso dall'avvocato Tommaso Calderone, è formalmente indagato per l'omicidio di Antonio Gatani, 82 anni di Patti, e dei fratelli Giuseppe e Devis Pino, rispettivamente di 44 e 26 anni, originari di San Pier Niceto. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'indagato avrebbe accompagnato Gatani alla battuta di caccia quella mattina, per poi sostenere di essersi separato dal gruppo e di non aver partecipato all'attività venatoria. Un dettaglio cruciale: quando i carabinieri sono giunti sul luogo del ritrovamento dei corpi, lui non era presente.
La ricostruzione fornita dall'uomo agli investigatori, tuttavia, non avrebbe convinto il procuratore capo Angelo Cavallo e la sostituta procuratrice Roberta Ampolo, titolari dell'inchiesta. Il test dello stub, esame che utilizza un tampone per rilevare residui di sparo su mani e indumenti, potrebbe rivelarsi determinante, anche se gli inquirenti non escludono possibili complicazioni nell'interpretazione dei risultati: l'indagato è un cacciatore abituale e potrebbero essere trascorsi diversi giorni dalla tragedia, durante i quali potrebbe aver partecipato ad altre battute di caccia.
La macabra scoperta risale alla mattina del 28 gennaio, quando un passante che transitava lungo il bosco di contrada Caristia ha allertato il 112 dopo essersi imbattuto nei tre cadaveri. La scena che si è presentata agli occhi dei soccorritori ha subito fatto ipotizzare una lite degenerata in tragedia: secondo le prime ricostruzioni, infatti, Antonio Gatani e i fratelli Pino non si conoscevano affatto, rendendo ancora più misteriose le dinamiche che hanno portato alla loro morte violenta.
Gli investigatori stanno lavorando senza sosta per ricostruire gli ultimi istanti di vita delle tre vittime e per comprendere quale sia stato il movente di quello che appare sempre più come un triplice omicidio. Presso la Procura di Patti è in corso un vertice investigativo per coordinare le prossime mosse dell'indagine, mentre l'analisi balistica sui fucili sequestrati e l'esito definitivo del test dello stub potrebbero fornire elementi decisivi nelle prossime ore.
Nel frattempo, le comunità di Patti e San Pier Niceto si preparano a dare l'ultimo saluto alle vittime. I funerali di Antonio Gatani si terranno venerdì 6 febbraio nella sua città, mentre nello stesso giorno, alle ore 15, si svolgeranno le esequie dei fratelli Pino a San Pier Niceto, celebrate secondo il rito dei Testimoni di Geova. Una doppia cerimonia funebre che segnerà la fine di una vicenda che ha sconvolto l'intera provincia messinese, ma che potrebbe rappresentare solo l'inizio di un lungo iter giudiziario per far luce su una delle tragedie più misteriose degli ultimi anni.
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