Can Yaman a Sanremo 2026: «Sono single»

Can Yaman è il primo co-conduttore del Festival di Sanremo 2026 accanto a Carlo Conti, confessando emozione e vulnerabilità davanti alla sala stampa.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Can Yaman sbarca sul palco dell'Ariston e lo fa in grande stile: l'attore turco più amato d'Italia è ufficialmente il primo co-conduttore del Festival di Sanremo 2026, seduto alla sinistra di Carlo Conti con un'abbronzatura che, a detta di molti, supera persino quella del direttore artistico. Un ingresso nel mondo dello show italiano che profuma di storia televisiva, tra emozioni trattenute a stento e una verve autoironica che ha già conquistato la sala stampa.

L'attore, noto al grande pubblico per il reboot di Sandokan, non ha nascosto l'agitazione del momento, confessando con il sorriso che a volte preferisce non riflettere troppo sulle cose per evitare di lasciarsi sopraffare dall'emozione. «Sono spaventato, però fingo di essere rilassato. Ho delle mie vulnerabilità, che non faccio vedere», ha dichiarato davanti ai giornalisti, aggiungendo di essere atterrato a Roma alle due di notte dopo le riprese della sua nuova serie action in Spagna. Una dichiarazione che mescola umiltà e carisma in dosi perfettamente calibrate.

Una cosa è certa fin da subito: Can Yaman non canterà. Lo ha chiarito in modo netto già al momento della chiamata di Conti, con una battuta che ha strappato risate: «Se un giorno interpreterò un personaggio che deve cantare, mi dovranno pagare bene». Nessuna esibizione canora quindi, ma una presenza scenica che promette comunque di rubare la scena al teatro più famoso d'Italia.

La serata inaugurale riserva però un momento di televisione pura: per la prima volta nella storia, il nuovo Sandokan incontra il vecchio Sandokan. Can Yaman e Kabir Bedi, l'indimenticabile interprete della serie cult degli anni Settanta, si trovano faccia a faccia sul palco dell'Ariston in quello che si può definire senza esagerare un autentico momento Carrambata per le generazioni che hanno vissuto entrambe le ere del Tigre della Malesia.

«A me piacerebbe girare tre stagioni di fila, perché poi si invecchia, si ingrassa, dovrò perdere di nuovo dei chili: sono a 100 e dovrò scendere a 85»

L'incontro con Bedi è anche l'occasione per fare il punto sulla seconda stagione di Sandokan: le notizie non sono le più rosee per i fan impazienti. Le riprese, inizialmente previste per questa estate, sono state rinviate a data da destinarsi. Il motivo? Il successo del primo capitolo ha alzato l'asticella delle ambizioni produttive, con i responsabili che puntano ora a una dimensione ancora più globale, con budget conseguentemente più importanti. Yaman nel frattempo pensa già al futuro: dopo la serie spagnola, tornerà in Italia per girare Bro (come "brother"), una sitcom da 20 minuti per circa 40 episodi, che segna il suo debutto nel registro comico.

Inevitabile che la conferenza stampa scivolasse anche sul terreno sentimentale. Alla giornalista che gli ha chiesto della sua situazione amorosa, Yaman ha risposto dichiarandosi single e chiedendo ironicamente se avesse candidati da proporgli. Carlo Conti, dal canto suo, ha prontamente ricordato di essere felicemente sposato, ricevendo in cambio un secco «Mi dispiace» dall'attore turco. Il tutto con la leggerezza di chi sa gestire i riflettori senza mai perdere il controllo della situazione.

Yaman si è poi aperto su un lato inaspettato della sua personalità musicale, rivelando una passione profonda per la musica italiana. Su Laura Pausini, con cui condividerà il palco durante la kermesse, ha dichiarato: «Se io fossi stato un cantante in un'altra vita, avrei fatto le scelte che ha fatto lei. Conosco tutte le sue canzoni». E tra i brani del cuore spunta anche Questo piccolo grande amore di Claudio Baglioni, insieme a melodie turche che in passato erano considerate sovversive dal regime. Ha scherzato sul fatto di non volerle intonare in pubblico per evitare di diventare virale e «farsi arrestare di nuovo».

Un riferimento tutt'altro che casuale: due mesi fa Can Yaman era stato fermato per 24 ore nell'ambito di un'indagine su un presunto traffico di sostanze stupefacenti in ambienti mondani di Istanbul, un caso che aveva fatto molto rumore in Italia e in Turchia. In conferenza stampa l'attore è stato lapidario e diretto: «Non c'è stato un caso». Tre parole, nessuna ulteriore spiegazione, e il sipario è calato sull'argomento con la stessa velocità con cui si era aperto.

Con Sanremo 2026 che si avvicina, i fan italiani e turchi possono aspettarsi un co-conduttore che porta sul palco dell'Ariston un mix esplosivo di ironia, autoironia e fascino mediterraneo. E se la sitcom Bro confermerà la sua versatilità comica, quello che si preannuncia per Yaman è un anno di grande fermento creativo, tra l'Italia, la Spagna e chissà, forse presto, i set internazionali che puntano a portare Sandokan davvero nel mondo.

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