Il capodanno romano si avvicina e con esso torna puntuale il divieto di utilizzare petardi e fuochi d'artificio in città. Roberto Gualtieri ha firmato oggi, 30 dicembre, l'ordinanza che vieta l'accensione di materiale pirotecnico su tutto il territorio della Capitale. Il provvedimento sarà in vigore dalla mezzanotte del 31 dicembre fino alle 24:00 del 6 gennaio 2026, coprendo quindi l'intero periodo delle festività.
La decisione del sindaco nasce da una vicenda amministrativa piuttosto travagliata. Il Comune aveva infatti tentato di rendere permanenti i divieti modificando il regolamento di polizia urbana, ma le aziende del settore pirotecnico, rappresentate dall'associazione ASS.P.I., hanno impugnato la norma davanti al Tribunale Amministrativo Regionale. Sebbene il Tar del Lazio non avesse inizialmente sospeso le nuove regole, il successivo ricorso al Consiglio di Stato ha ribaltato la situazione, sospendendo i divieti permanenti e costringendo così l'amministrazione capitolina a tornare alla formula delle ordinanze temporanee.
Il divieto si estende a tutti i materiali esplodenti, compresi fuochi artificiali, petardi, botti e razzi, in particolare quelli classificati nelle categorie F2 e F3, anche se liberamente vendibili. La restrizione vale sia per gli spazi pubblici che per quelli privati, qualora gli effetti delle esplosioni possano ripercuotersi su aree pubbliche o proprietà altrui.
Restano esclusi dal divieto gli spettacoli pirotecnici realizzati da professionisti muniti di regolare autorizzazione e l'utilizzo di prodotti meno pericolosi della categoria F1, come fontane luminose, bengala, bacchette scintillanti e i classici lancia coriandoli. Queste eccezioni permettono comunque di celebrare l'arrivo del nuovo anno senza rinunciare completamente agli aspetti ludici della festa.
Le ragioni che giustificano l'ordinanza sono molteplici e di natura diversa. La tutela dell'incolumità pubblica rappresenta naturalmente la priorità assoluta: ogni anno si registrano infatti incidenti anche gravi, con particolare preoccupazione per i minori che rimangono feriti dalle esplosioni incontrollate. Non meno importante è la protezione degli animali domestici e selvatici, che subiscono traumi psicologici a causa dei forti botti.
La specificità del contesto romano aggiunge ulteriori elementi di criticità. Il patrimonio storico e artistico della Capitale, unico al mondo per vastità e valore, rischia danni strutturali e incendi derivanti dalle esplosioni. Monumenti, chiese e siti archeologici necessitano di una protezione particolare che giustifica pienamente misure restrittive durante le festività.
C'è poi un aspetto spesso sottovalutato ma cruciale: l'impatto ambientale. Le rilevazioni degli ultimi anni hanno documentato picchi anomali di PM10 e polveri sottili durante la notte di San Silvestro, con conseguenze negative sulla qualità dell'aria respirata dai cittadini. L'esplosione di materiale pirotecnico rilascia infatti nell'atmosfera sostanze nocive che si aggiungono all'inquinamento già presente nelle aree urbane.
Chi non rispetterà l'ordinanza dovrà affrontare sanzioni economiche che vanno da un minimo di 25 euro fino a un massimo di 500 euro. Oltre alla multa, è previsto anche il sequestro amministrativo del materiale esplodente trovato in possesso dei trasgressori. Il prefetto di Roma è stato informato del provvedimento per coordinare le attività di controllo e vigilanza sul territorio durante tutto il periodo festivo.
L'ordinanza rappresenta dunque un compromesso tra la volontà dell'amministrazione di proteggere cittadini e patrimonio artistico e i limiti imposti dalle decisioni della giustizia amministrativa, che hanno impedito l'introduzione di un divieto permanente come quello inizialmente voluto dal Comune.
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