Il caso del delitto di Garlasco torna a far discutere con un nuovo colpo di scena legato allo scontrino del parcheggio di Vigevano, uno degli elementi chiave nell'alibi di Andrea Sempio, il giovane attualmente indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Secondo quanto riportato da La Provincia Pavese nell'edizione di venerdì 20 febbraio, un testimone — che sarebbe un familiare dello stesso Sempio — avrebbe dichiarato ai Carabinieri del nucleo investigativo di Milano di sapere con certezza che quel tagliando non fu ritirato direttamente da Andrea al parchimetro, ma che gli sarebbe stato fornito da qualcun altro.
La questione ruota attorno a un biglietto di sosta da un euro, timbrato alle 10:18 del 13 agosto 2007 — il giorno stesso del delitto — presso il parcheggio di piazza Sant'Ambrogio a Vigevano. Sempio ha sempre sostenuto di essersi recato in quella città quella mattina, dopo aver aspettato il rientro della madre dal supermercato, per raggiungere una libreria che però trovò chiusa, tornando quindi a Garlasco. Lo scontrino, conservato per un intero anno, era stato consegnato ai Carabinieri nel 2018, a ben undici anni dall'omicidio. Nelle ultime ore, i legali di Sempio hanno depositato in Procura anche la copia originale del documento.
A spegnere immediatamente i facili entusiasmi è arrivata la reazione pungente dell'avvocato di Sempio, Liborio Cataliotti, ospite della trasmissione mattutina Mattino Cinque condotta da Federica Panicucci. Quando la conduttrice — dopo un acceso botta e risposta con il legale proprio sul tema dello scontrino — gli ha letto il passaggio dell'articolo de La Provincia Pavese, Cataliotti ha risposto con una battuta al vetriolo: "Allora tremiamo…"
L'avvocato ha poi ripercorso ironicamente la sequenza di presunte rivelazioni che si sono succedute nelle ultime settimane attorno al caso: "Il giorno in cui sono stato nominato, mi sono trovato trenta telecamere davanti, tutte di giornalisti interessati a quella che sembrava essere una notizia vera: un super testimone che smentiva la versione dello scontrino. Io ho trasecolato e mi sono limitato a dire 'Aspettiamo che abbia un nome e un cognome'." Una risposta che segnala la volontà della difesa di non cedere al clamore mediatico, attendendo elementi concreti e verificabili.
Cataliotti ha chiuso con una posizione netta sulla credibilità delle rivelazioni circolate finora: "Preferirei non commentare finché non vedo consacrato in un bel verbale, con una firma e un giuramento, queste dichiarazioni." Una precisazione che pesa come un macigno nel dibattito pubblico sul caso, ricordando come rumors e indiscrezioni giornalistiche non equivalgano a prove processuali.
Il delitto di Garlasco continua dunque a tenere banco nell'opinione pubblica italiana a distanza di quasi vent'anni, con la vicenda giudiziaria che si arricchisce di nuovi capitoli. Con Sempio formalmente iscritto nel registro degli indagati e la difesa che mantiene una linea di fermezza, le prossime settimane potrebbero riservare ulteriori sviluppi, soprattutto se il presunto testimone dovesse formalizzare le proprie dichiarazioni davanti agli inquirenti con tutte le garanzie processuali del caso.
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