Un documento secretato che potrebbe riscrivere la storia di uno dei casi di cronaca più discussi d'Italia: la consulenza della celebre anatomopatologa Cristina Cattaneo sul delitto di Garlasco è stata formalmente depositata in Procura al Tribunale di Pavia, e le prime indiscrezioni trapelate stanno già scuotendo l'opinione pubblica. Secondo fonti qualificate citate dalla trasmissione Mattino Cinque, due elementi chiave emergerebbero dalla perizia: la finestra temporale dell'omicidio di Chiara Poggi sarebbe molto più ampia di quanto stabilito fino ad oggi, e per uccidere la giovane potrebbero essere state utilizzate più di un'arma.
Il deposito è avvenuto lunedì 23 febbraio, quando la professoressa Cattaneo si è presentata personalmente negli uffici della Procura pavese. Nonostante il documento sia blindato dal segreto istruttorio, il giorno successivo l'inviato del programma Mediaset ha riferito in diretta le prime rivelazioni raccolte: "Si parla di un tempo per l'aggressione decisamente più lungo rispetto a quello stimato fino a questo momento dalle sentenze." Una circostanza tutt'altro che secondaria, perché la forbice temporale dell'azione omicidiaria potrebbe espandersi fino a sovrapporsi pericolosamente con l'alibi di Alberto Stasi.
Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per il delitto, aveva sempre sostenuto di trovarsi a casa propria dalle 9:36 alle 12:20 del mattino del delitto, intento a lavorare alla sua tesi di laurea. Ebbene, secondo le indiscrezioni, l'aggressione avrebbe richiesto un tempo superiore ai 23 minuti precedentemente stimati — una finestra che includeva anche il rientro a casa dello stesso Stasi. Se questa ipotesi trovasse conferma ufficiale, le implicazioni processuali sarebbero di portata storica.
Non meno dirompente è l'altro elemento emerso dalla perizia Cattaneo: le lesioni riscontrate sul volto e sul capo di Chiara Poggi farebbero propendere gli esperti verso l'ipotesi che più armi distinte siano state utilizzate nel corso dell'aggressione. Un dettaglio che potrebbe cambiare radicalmente la ricostruzione della dinamica del delitto avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, in provincia di Pavia.
Il quadro investigativo, però, non si esaurisce con la consulenza medico-legale. Secondo quanto riferito dall'inviato di Mattino Cinque, è attesa entro fine febbraio o al massimo ad inizio marzo la consulenza tecnico-informatica della Procura sui computer di Chiara Poggi e Alberto Stasi, un altro tassello potenzialmente decisivo. Dopodiché, salvo ulteriori sviluppi imprevisti, le indagini dovrebbero avviarsi verso la chiusura nella tarda primavera, con quella che viene descritta come una quasi certa richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Andrea Sempio, il nuovo indagato al centro della riapertura del caso.
Il delitto di Garlasco torna così prepotentemente al centro del dibattito giudiziario e mediatico italiano, a quasi vent'anni dai fatti. Con la consulenza Cattaneo che potrebbe aprire scenari inediti sulla ricostruzione dei fatti, e con la possibile richiesta di revisione del processo a carico di Alberto Stasi all'orizzonte, le prossime settimane si preannunciano decisive per una vicenda che non ha mai smesso di interrogare la coscienza collettiva del Paese.
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