L'anime torna a dominare il box office nordamericano con una forza travolgente. Chainsaw Man: Reze Arc, distribuito da Sony/Crunchyroll, ha conquistato il primo posto nel weekend con un incasso stimato di 18,2 milioni di dollari, beneficiando di una domenica migliore del previsto che ha portato 4,5 milioni al botteghino. Il film diretto da Tatsuya Yoshihara, tratto dal celebre manga, si conferma come il nono titolo anime a superare la soglia dei 10 milioni nel weekend d'apertura negli Stati Uniti, segnale inequivocabile che questo genere ha ormai conquistato stabilmente il pubblico occidentale. Con un incasso globale che ha già raggiunto i 108 milioni di dollari (il 40% arrivato dal Giappone a settembre), Chainsaw Man rappresenta per Sony una nuova solida franchise nel panorama dell'animazione giapponese, proprio nel momento in cui gli studios tradizionali faticano a trovare formule vincenti.
Il successo dell'anime non è casuale ma frutto di una strategia di marketing mirata e intelligente. Sony e Crunchyroll hanno saputo parlare direttamente ai loro fan attraverso una campagna promozionale partita dall'Anime Expo di Los Angeles a luglio, con panel dedicati allo studio di produzione MAPPA e attivazioni sul piano espositivo. Due settimane prima dell'uscita, il New York Comic-Con ha ospitato proiezioni a sorpresa e contenuti esclusivi dal backstage. La distribuzione ha anche organizzato screening per influencer anime all'Alamo Drafthouse di Los Angeles e una proiezione IMAX al quartier generale del circuito in California, coinvolgendo creator con milioni di follower. I formati premium hanno trainato il 63% degli incassi del weekend, con l'AMC Empire di New York come sala più redditizia con 72mila dollari.
Al secondo posto si piazza a sorpresa Regretting You di Paramount, l'adattamento del romanzo di Colleen Hoover diretto da Josh Boone, con 13,685 milioni di dollari. Il film con Allison Williams, McKenna Grace, Dave Franco e Scott Eastwood ha beneficiato di un'ottima tenuta domenicale, calando solo del 17% rispetto al sabato con 3,8 milioni. Con un pubblico femminile all'83% e un definitivo recommend del 77% tra le donne secondo PostTrak, la pellicola dimostra che esiste spazio per il controprogramming rosa in un autunno dominato da franchise action e horror. Paramount ha capitalizzato intelligentemente sull'opportunità di puntare su un titolo per donne proprio durante le World Series, quando il pubblico maschile è incollato alla TV.
Black Phone 2 di Universal/Blumhouse scivola in terza posizione nel suo secondo weekend con 12,9 milioni, in calo del 53%. Nonostante un drop più ripido rispetto al primo capitolo (-48%), il sequel incassa più del predecessore nello stesso frame temporale, totalizzando 48,9 milioni in dieci giorni, il 3% in più rispetto all'originale che chiuse a 90,1 milioni. La performance suggerisce che il franchise horror ha ancora margini di crescita, anche se dovrà dimostrare migliori capacità di tenuta nelle prossime settimane.
Delude invece Springsteen: Deliver Me From Nowhere, il biopic su Bruce Springsteen distribuito da 20th Century Studios che si ferma a 8,887 milioni di dollari nel weekend d'apertura. Il film diretto da Scott Cooper, con Jeremy Allen White nei panni del Boss durante la lavorazione dell'album Nebraska, ha sofferto di una data d'uscita sfortunata in pieno periodo World Series e NFL, proprio quando il suo pubblico target (59% over 45) è meno disponibile. Con un costo netto di 55 milioni e un incasso globale di appena 16,1 milioni, ben sotto i 20 milioni previsti dallo studio, il progetto rischia di diventare un flop commerciale nonostante la qualità della performance di White e il coinvolgimento personale di Springsteen nella promozione.
Il problema di fondo è che un film intimista sulla depressione di una rockstar durante un periodo creativo buio non è esattamente ciò che i fan corrono a vedere al cinema. A complicare le cose, il 61% su Rotten Tomatoes dalla critica dopo le prime a Telluride e il CinemaScore B+ testimoniano una ricezione tiepida. Disney sperava in una release natalizia come per A Complete Unknown, il biopic su Bob Dylan che ha beneficiato del periodo festivo e del romanticismo tra i personaggi di Timothée Chalamet e Monica Barbaro, conquistando un CinemaScore A- e otto nomination agli Oscar. Il biopic su Springsteen, portato in Disney dal nuovo chief David Greenbaum dopo che A24 non riusciva a far quadrare i conti, si rivela più un film d'autore che un titolo commerciale da grande studio.
In territorio arthouse, Bugonia di Yorgos Lanthimos con Emma Stone debutta in edizione limitata su 17 sale con Focus Features, registrando una media per sala di 41.700 dollari e un totale di 710mila dollari. Si tratta della quinta migliore media per sala dell'anno, alimentata dal 90% di recensioni positive dopo le anteprime a Venezia e Telluride. La commedia politico-aziendale, costata 55 milioni e acquisita da Focus per 45 milioni, rappresenta la quinta collaborazione tra il regista greco e Stone. Il piano di distribuzione prevede un'espansione a 1.800 sale durante il weekend di Halloween, con una strategia diversa rispetto ai precedenti film del duo come The Favourite e Poor Things, che cavalcarono l'onda della stagione dei premi durante il periodo natalizio.
Il weekend complessivo ha generato circa 75,4 milioni di dollari, in crescita dell'8% rispetto alla settimana precedente ma in calo del 20% rispetto allo stesso periodo del 2023, quando Venom: The Last Dance apriva con 51 milioni. L'autunno 2024 si conferma un periodo complicato per Hollywood, dove solo anime, horror e fenomeni come Taylor Swift riescono a portare pubblico nelle sale, mentre i film prestigiosi faticano a trovare la loro audience. Chainsaw Man dimostra ancora una volta che Sony ha individuato in Crunchyroll una miniera d'oro capace di garantire risultati costanti, costruendo una nuova franchise solida dopo Demon Slayer in un mercato sempre più imprevedibile.
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