Il ritorno di Checco Zalone al cinema dopo cinque anni di assenza si carica di un significato inaspettatamente personale. Buen Camino, in sala dal 25 dicembre, non è solo l'ennesima commedia dell'artista pugliese: è un viaggio che riflette la sua stessa vita da padre separato di due figlie adolescenti. La storia di un papà ricchissimo che segue la figlia lungo il cammino di Santiago diventa metafora di un percorso di riavvicinamento che l'attore conosce bene nella realtà, con Gaia (che a febbraio compirà 13 anni) e Greta (10 anni a gennaio).
La separazione da Mariangela Eboli, la donna che aveva incontrato nel 2005 in un locale di Casamassima dove lei gestiva il karaoke, è avvenuta nel febbraio 2024 dopo quasi vent'anni insieme. "In realtà non ci eravamo mai sposati. E siamo in buoni rapporti", confessa Luca Medici in un'intervista al Corriere della Sera, spegnendo anche le voci di gossip che lo volevano insieme a Virginia Raffaele. "L'ho rivista l'altro giorno, per la prima volta dal tempo del video sul Covid e l'immunità di gregge. Ci abbiamo riso su", racconta con la solita ironia, aggiungendo una battuta che chiude definitivamente la questione: "Virginia sa che non glielo darò mai".
Nel film, che segna il ritorno alla collaborazione con il regista Gennaro Nunziante dopo la parentesi da regista solitario in Tolo Tolo, Zalone interpreta un personaggio che non fa nulla e ne va fiero: ricchissimo "non per merito ma per eredità", proprietario di una piccola azienda di divani quotata in Borsa. Lo vediamo in due versioni: biondo con parrucca e trolley, poi calvo con zaino in spalla. "Una parrucca professionale", racconta entusiasta. "Credi davvero di avere i capelli, pensi che sono proprio tuoi". Ma poi succede qualcosa e la toglie.
La figlia del protagonista si chiama Cristal, "come lo champagne", ed è interpretata dalla diciassettenne Letizia Arnò. "Bravissima", la definisce Zalone. Nel cast anche l'attrice spagnola Beatriz Arjona, descritta con la consueta irriverenza: "Bella, interessante, però neppure lei è una gran figa, ma non lo scriva. Anzi, lo scriva; tanto non lo capisce".
Nella vita reale, l'attore pugliese si confronta quotidianamente con le sfide della paternità moderna. La figlia maggiore Gaia "sta giustappunto entrando nella fase adolescenziale" e va a cavallo tutti i giorni. "Non è il tennis. Il cavallo lo devi curare, farlo girare ogni giorno. Se ti fai vedere dopo una settimana il cavallo è incazzatissimo e te la fa pagare", spiega. È il terzo cavallo che le compra, una cavalla di nome Etta. "E pensare che io i cavalli ero abituato a mangiarli: da noi in Puglia si fanno le braciole. Ora è tabù".
Le richieste di Natale delle figlie arrivano via WhatsApp, con lettere scritte a mano, fotografate e inviate digitalmente, con una precisione che fa sorridere: "Modulate in base al reddito. Nonno Sandro e nonna Tonia: cover bianca dell'I-Pad. Zio Fabio: anello Pandora. Zio Checco: anello più prodotti per skin care. Papà: I-Phone 17. Bianco. Deve essere Pro, con tre foto, grazie". La risposta paterna è lapidaria e caratteristica: "Col cazzo!".
La famiglia Medici è molto presente nella vita dell'artista. Il fratello Fabio, identico a lui ma "povero, fa lo steward per Air Dolomiti", compare nelle richieste natalizie. L'altro fratello Francesco collabora a tutte le sue attività ma viene scambiato per una guardia del corpo per la stazza. "La gente per fortuna non sa che è buonissimo, quindi lo teme. Quando mi manda affanculo, il che accade spesso, si scandalizzano". I genitori vivono nella sua prima casa: "Gliel'ho lasciata quando non ero ancora ossessionato dal denaro".
Proprio l'ossessione per il denaro è diventata tema pubblico con la rottura professionale con il produttore storico Pietro Valsecchi, che in un'intervista ha accusato Zalone di essere diventato "ossessivo e molto attento ai soldi" e di aver speso 24 milioni di euro in Tolo Tolo per cercare il "riconoscimento dell'intellighenzia di sinistra". La replica è al vetriolo: "Capisco che possa essere risentito: è umano, questo è il primo film che non faccio con lui. Sono attento al denaro proprio per poter finalmente piacere all'intelligentsia di sinistra".
Sul fronte politico, Zalone si definisce uno che "perde sempre le elezioni". Nel 1996 votò Berlusconi, e perse. Nel 2013 Renzi, stessa sorte. "Ma in fondo Berlusconi e Renzi erano la stessa cosa", commenta sardonico. Dell'ex Cavaliere racconta un aneddoto memorabile: invitato a cena da Pier Silvio Berlusconi, si ritrova a tavola anche il padre. "Ci offrì un vino buonissimo, il barbaresco di Gaja". Poi, "ubriaco di barbaresco", sbaglia porta e trova Berlusconi che "intrattiene le sue giovani amiche". "Era un po' egoriferito: parlava solo lui. Era difficilissimo carpire la sua attenzione, voleva stare al centro del mondo. Ma ora sta simpatico a tutti. Lo rimpiangiamo".
Quanto a Giorgia Meloni, rivela un contatto diretto: "Mi mandò un whatsapp chiedendo di incontrarmi". Gli amici, "tutti fascistoni, quindi suoi fan", insistevano perché accettasse. Il cammino di Santiago, Zalone lo ha fatto davvero, ma "in macchina". E aggiunge ridendo: "È durissimo lo stesso".
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