Checco Zalone torna al cinema con Buen Camino

Il nuovo film di Checco Zalone arriva il 25 dicembre con mille copie e prevendite da record. Segna il ritorno della coppia Zalone-Nunziante dopo cinque anni.

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Autore: Redazione ,
Film
3' 46''
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Il cinema italiano si prepara a vivere il suo Natale più atteso degli ultimi anni. Buen Camino, il nuovo film di Checco Zalone, arriva nelle sale il 25 dicembre con circa mille copie distribuite su tutto il territorio nazionale, e le prevendite stanno già facendo tremare Hollywood. "Se continua così, il 26 dicembre James Cameron si dovrebbe svegliare e chiedersi: chi è questo Checco?", scherza il comico pugliese con la consueta ironia, ma dietro la battuta si nasconde una verità lampante: dopo cinque anni di assenza dal grande schermo, il ritorno di Luca Medici promette di rivoluzionare il box office italiano come già fece Tolo Tolo nel 2020, che conquistò 48 milioni di euro.

La vera notizia però non riguarda solo i numeri stratosferici che gli esercenti attendono come un miracolo. Buen Camino segna infatti la reunion artistica tra Zalone e il regista Gennaro Nunziante, collaborazione interrotta proprio con Tolo Tolo, che il comico aveva scelto di dirigere in prima persona. "Partiamo subito col gossip: con Gennaro non abbiamo mai litigato", spiega Zalone durante la presentazione romana del film, smontando subito i rumors che circolavano da anni. "Capita che nella vita si prendano strade diverse. Fortuna Bari è piccolissima e ci siamo ritrovati insieme alla Madonella, che è il quartiere dove abitiamo". Un sodalizio artistico che parte dal lontano 2009 con Cado dalle nubi e che torna oggi più solido che mai.

Ma chi è il Checco di questo nuovo capitolo? Non più il personaggio di estrazione popolare che ha caratterizzato i suoi primi successi, bensì un uomo ricco che si ritrova sul cammino di Santiago insieme alla figlia adolescente. "Ci chiediamo sempre: chi è Checco oggi? Il resto viene di conseguenza", spiega Nunziante. "Quando abbiamo immaginato un Checco non più di una certa classe sociale, ma ricco, portarlo sul cammino di Santiago ci sembrava che potesse stridere bene con la sua vita". Una scelta narrativa che permette di esplorare temi universali come la paternità e la crisi dell'identità maschile nella società contemporanea.

Siamo ormai una società senza padri e uno dei motivi è che l'uomo stesso, oggi, non sa bene chi è

Il film affronta infatti il rapporto tra un padre e una figlia adolescente in cerca di valori autentici, tema che tocca personalmente sia Zalone che Nunziante, entrambi padri nella vita reale. "Io stesso ho due figlie, una di tredici anni e una di dieci, e con la più grande mi sembra di cominciare a parlare una lingua diversa", confessa il comico. Per il regista si tratta di qualcosa di ancora più profondo: "Un uomo parte che è padre ma non lo sa e torna capendo cosa significa. Credo che questo sia lo stesso gioco che vivano gli uomini e soprattutto i padri oggi".

Come sempre accade con i film di Zalone, il dibattito sulla sua comicità "scorretta" si è già acceso prima ancora dell'uscita. Buen Camino non fa sconti e include battute su Schindler's List, Gaza e l'11 settembre, materiale potenzialmente esplosivo nell'era del politically correct. Ma il comico non arretra di un millimetro: "Io sostengo che invece di lamentarsi del politicamente corretto bisogna essere intelligentemente scorretti, quindi non avverto questo problema". Nunziante ricorda invece la struttura classica del cinema italiano: "Bisogna aspettare i finali, la differenza è tutta lì. Un protagonista italiano rimane lo stesso dall'inizio alla fine? Facciamo un favore agli americani. Cambia? Allora l'obiettivo è raggiunto".

Curiosamente, la preoccupazione maggiore di Zalone non riguarda le polemiche, ma il pubblico giovane. "La cosa che realmente mi spaventa è che reazione potrà avere il pubblico più giovane perché, se penso a mia figlia, non riesce a stare attenta a un contenuto che dura più di quaranta secondi", ammette con disarmante sincerità. "Mi domando come i giovani possano reggere una commedia di un'ora e mezza al cinema". Una generazione cresciuta tra TikTok e Instagram, dove i suoi sketch spezzettati raggiungono milioni di visualizzazioni, ma che potrebbe trovare difficoltà a seguire una narrazione cinematografica tradizionale.

Sulle dichiarazioni del produttore Pietro Valsecchi, che al Corriere della Sera aveva rivelato le preoccupazioni di Zalone rispetto all'opinione dell'"intellighenzia di sinistra", il comico preferisce glissare con un laconico "Gli voglio bene", dimostrando ancora una volta la capacità di non prendersi troppo sul serio pur restando fedele alla propria visione artistica. D'altronde, come sottolinea lo stesso attore con pragmatismo: "Quello che ci dicono i produttori è che se incassiamo bene noi, in realtà, va bene a tutto il comparto". Un successo di Buen Camino non sarebbe quindi solo un trionfo personale, ma un'iniezione di fiducia per l'intera industria cinematografica italiana, ancora in cerca di certezze dopo anni difficili tra pandemia e crisi delle sale.

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