C'è un lato di Riccardo Cocciante che pochi conoscono davvero: quello dell'uomo innamorato, del marito fedele, del padre orgoglioso. Dietro decenni di successi musicali che hanno segnato il panorama italiano — da "Bella senza anima" fino al fenomeno globale di Notre-Dame de Paris — si cela una storia d'amore straordinaria, nata per puro caso e destinata a durare per sempre. La protagonista silenziosa di questa storia si chiama Catherine Boutet, e da oltre cinquant'anni è la compagna di vita del maestro, scelta deliberatamente lontana da qualsiasi riflettore.
Francese di origine, come suggerisce il cognome, Catherine ha costruito la sua identità professionale nel mondo della musica parigina, lavorando a lungo in una casa discografica nella capitale francese. Prima ancora, aveva coltivato una passione per il teatro, tentando una carriera attoriale sulle scene. Un percorso che stava per proiettarla verso una direzione completamente diversa: New York, una scuola di recitazione, un futuro tutto da scrivere negli Stati Uniti.
È proprio in quel momento cruciale che il destino ha deciso di intervenire. Come ha raccontato lo stesso Cocciante al Corriere della Sera, tutto è nato da una deviazione imprevista: Catherine si trovava a Roma per salutare sua sorella, una sosta brevissima prima della partenza transatlantica. Fu lì che incontrò Riccardo. Il colpo di fulmine fu immediato e irresistibile.
Quelle parole del cantautore racchiudono tutta la potenza romantica di un incontro che avrebbe potuto non avvenire mai. Catherine rinunciò al sogno americano, al teatro, alla carriera costruita con sacrificio — e non se ne è mai pentita. Una scelta che i due hanno trasformato in una vita condivisa, suggellata dal matrimonio nel 1983, dopo anni di relazione già solida e profonda.
La coppia ha sempre incarnato lo spirito dei grandi viaggiatori: hanno vissuto tra Francia, Stati Uniti e infine hanno scelto Dublino, in Irlanda, come casa principale. Una scelta coerente con le radici cosmopolite di Cocciante, nato a Ho Chi Minh City — all'epoca Saigon — da padre italiano e madre francese, e approdato a Roma solo all'età di undici anni. Due anime irrequiete e curiose, perfettamente complementari.
Nel 1986, tre anni dopo le nozze, è arrivato David, il loro unico figlio. Anche lui, come la madre, ha preferito costruirsi una strada lontana dalla fama paterna. Cresciuto tra culture diverse, David vive oggi negli Stati Uniti e lavora come graphic designer, muovendosi con passione nel mondo creativo tra arte, musica e cultura visiva — ma sempre fuori dai riflettori.
Riccardo Cocciante ha parlato di lui con un mix di ironia affettuosa e orgoglio paterno: "Noi artisti siamo una buona erba cattiva. Bisogna prenderci con le pinze. La nostra prole non ha vita facile. Lui sfugge felicemente al suo destino. A 34 anni è diventato un talentuoso designer." Parole che rivelano quanto il maestro apprezzi la scelta del figlio di trovare la propria voce, senza vivere nell'ombra di un cognome ingombrante.
Catherine Boutet resta una figura volutamente discreta, quasi un contrappeso necessario all'esuberanza artistica del marito. In un'industria musicale dove le vite private diventano spesso materiale di consumo pubblico, la sua riservatezza appare quasi come un atto rivoluzionario. E probabilmente è stato proprio questo equilibrio — lei radicata e silenziosa, lui creativo e instancabile — a rendere il loro legame così solido nel tempo.
Con Riccardo Cocciante ancora pienamente in attività e amatissimo dal pubblico italiano e internazionale, la storia d'amore con Catherine continua a essere il fondamento invisibile ma essenziale di una carriera straordinaria. Una storia che, a pensarci bene, meriterebbe essa stessa di diventare una canzone.
Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!