Una donna di poco più di cinquant'anni, separata, che torna a casa alle 23 dopo una serata di ballo liscio. Stuprata sotto il portone del suo palazzo a Cologno. Ma la vera violenza, racconta oggi sua figlia Claudia a Vanity Fair, non si è fermata a quella notte di vent'anni fa: è continuata con le parole, gli sguardi, il giudizio. "Se fosse rimasta a casa", "se non fosse uscita", "se non fosse andata a ballare". E quella frase che ancora oggi risuona come una condanna: "Se l'è cercata".
Claudia aveva 27 anni quando accadde. Era tornata a vivere con la madre dopo aver perso il compagno, morto prematuramente a soli trent'anni nel 1997. Quella sera anche lei era uscita a ballare. Al rientro trovò la polizia ad aspettarla davanti casa. Furono gli agenti ad accompagnarla in ospedale e a raccontarle l'orrore che sua madre aveva vissuto poche ore prima, mentre almeno due auto rallentavano senza fermarsi e due uomini scendevano solo per insultarla invece di aiutarla.
Il caso finì su tutti i giornali non solo per la brutalità dello stupro, ma per l'indifferenza che lo circondò e per l'identità dello stupratore: un giovane italiano di buona famiglia cattolica, amico del sindaco dell'epoca. "Il fratello aveva costruito una chiesa a Cologno, la madre era catechista", spiega Claudia. "Il sindaco non è mai venuto a trovare mia madre. È andato subito in carcere da lui, tentando di convincerlo a intestare i beni ad altri per risultare nullatenente e non dover risarcire nel processo civile". Solo l'intervento tempestivo dei carabinieri, che avvisarono l'avvocato della famiglia, fermò il piano.
Nel processo penale con rito abbreviato, l'uomo venne condannato a sei anni e mezzo. In appello la pena fu ridotta a un solo anno e il condannato venne mandato in una comunità religiosa. Il processo civile contro i passanti indifferenti fu invece interamente a carico delle vittime, aggiungendo un peso economico e psicologico insostenibile a chi aveva già subito la violenza.
Ma ciò che Claudia vuole sottolineare oggi non è solo l'inadeguatezza delle pene. È il marchio sociale che sua madre ha dovuto portare per vent'anni. "Separarsi a 56 anni, per una donna del Sud, era già un'onta. Dopo lo stupro lo è stato ancora di più", spiega. "Solidarietà ne ha trovata pochissima. Non era vedova, come molti pensarono o vollero pensare per rendere la sua storia più accettabile. Era separata da qualche anno. E questo, per molti, faceva la differenza nel modo di guardarla".
La famiglia fu costretta a cambiare casa. Per un periodo le ospitò il padre di Claudia, che nonostante la separazione era rimasto in buoni rapporti con l'ex moglie, soprattutto dopo la morte del genero. "Ci siamo salvati così, in famiglia. Ho fatto tutto da sola: avvocati, processi, aiutare mia mamma a rimettersi in piedi. Ci ha messo tanto. E la paura non è mai passata", racconta Claudia. Ancora oggi, quando madre e figlia passano da quella via, la donna che ha superato gli 80 anni sta male. La paura si è spostata, trasformata: ora è terrore per la figlia.
"Mi chiama spesso, si agita se esco. Io vivo sola, ma vicino a lei", continua Claudia. Le cicatriche psicologiche di una violenza sessuale non guariscono con gli anni, non si attenuano con il tempo. Si trasformano, si ramificano, colpiscono intere famiglie.
"Ora siamo nel 2025. Le cose sono cambiate, ma non abbastanza", conclude Claudia. "I femminicidi e le violenze continuano. E mentre diciamo che le donne devono denunciare, poi il sistema le colpevolizza, le processa, le lascia sole. Quando sento parlare di riforme sugli stupri, come il Ddl Stupri, penso che il punto non siano solo le definizioni o le pene sulla carta. Il problema è culturale e giudiziario: se continui a chiedere a una donna cosa faceva, com'era vestita, perché era lì, allora la violenza resta sua responsabilità". Una storia di vent'anni fa che suona drammaticamente attuale, un monito su quanto ancora ci sia da fare per cambiare non solo le leggi, ma soprattutto la mentalità che continua a fare delle vittime le vere imputate.
Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!