A ottant'anni suonati, Claudio Lippi rompe un silenzio lungo oltre due decenni e sbarca su Instagram con un video destinato a far discutere. L'ex volto storico della televisione italiana ha deciso di tornare a parlare direttamente con il pubblico dopo che alcune voci – rilanciate anche da Fabrizio Corona nel suo format Falsissimo – lo davano addirittura in terapia intensiva e "in fin di vita". Una fake news che ha spinto il conduttore ad aprire un profilo social su suggerimento della figlia Federica, superando 24mila follower in meno di 24 ore.
"Sono vivo, non sono in terapia intensiva come avrete probabilmente visto", esordisce Lippi nel primo video pubblicato, smontando subito le ricostruzioni circolate online. Seduto comodamente a casa, l'ex conduttore non usa mezzi termini: "Sono tempi in cui si inventano le cose anziché dire la verità. Dire la verità per me è essenziale. Io ho un solo credo: il rispetto e la dignità". Un messaggio chiaro, diretto, che sa tanto di manifesto generazionale contro la disinformazione dilagante nell'era dei social.
Ma la decisione di approdare su Instagram non è solo difensiva. Lippi ci tiene a precisare che non si tratta di nostalgia o di un canto del cigno: "Qualcuno dirà che potrei andare in pensione. No, in pensione no". Il veterano della tv italiana – sessant'anni di carriera alle spalle – vuole riallacciare quel filo diretto con il pubblico che ha rappresentato la linfa vitale del suo lavoro. "È un modo dopo 21 anni di silenzio per riprendere il rapporto con quella che per me è vita, il rapporto con il pubblico", spiega, sottolineando come non gli interessi "l'età, lo stato sociale o la cultura, ma le persone".
Sorprendente, nel primo video, la difesa di Fabrizio Corona, proprio colui che involontariamente aveva contribuito a diffondere le voci false sulla sua salute. "Ha iniziato con coraggio", afferma Lippi, pur riconoscendo le caratteristiche controverse dell'ex re dei paparazzi. E poi una stoccata al sistema televisivo: "La televisione è uno strumento straordinario ma tutto sommato non è tutto vero, ma dietro ci sono i circolini". Una frase che non è passata inosservata e che ha scatenato critiche da chi lo accusa di aver "sputato nel piatto da cui ha mangiato".
Nel secondo reel, pubblicato il giorno seguente, Lippi replica piccato alle accuse. Racconta di aver "sofferto moltissimo" e di essere stato "boicottato da una certa situazione che si è creata nel 2006", una vicenda che promette di raccontare nei prossimi contenuti. La sua uscita di scena, spiega, non è stata un abbandono ma una scelta consapevole: sentiva che gli veniva chiesto di fare qualcosa che non gli apparteneva, voleva capire "che televisione stavamo affrontando".
Nel post che accompagna il video, il conduttore si fa ancora più esplicito nel chiarire la sua posizione. "Le mie parole, quando arrivano, sono semplici osservazioni. Osservazioni di un mondo che oggi non mi appartiene più", scrive, riferendosi a meccanismi e schemi televisivi che non riconosce più come suoi. Non è superiorità o giudizio, precisa, ma semplicemente "differenza". Rispetta chi ha scelto strade diverse, ma rivendica con fierezza la propria coerenza.
C'è però una ferita ancora aperta, e Lippi non la nasconde. Parla di "una delusione silenziosa nata dall'esclusione", non perché abbia rifiutato il confronto, ma perché non è voluto entrare in un sistema che non rispecchiava i suoi valori. Una scelta di coerenza che "ha avuto un prezzo", ammette. "L'ho pagato. Senza clamore, senza vittimismo, senza accuse. Con la consapevolezza che non tutto ciò che si perde è una sconfitta".
Ora il pubblico italiano attende di scoprire cosa riserverà questo ritorno inaspettato. Se la lunga storia promessa da Lippi – quella che potrebbe non finire nemmeno a Ferragosto – verrà davvero raccontata, potrebbe offrire uno spaccato inedito sulla televisione italiana degli ultimi vent'anni, vista dagli occhi di chi ha deciso di restarne fuori pur di non scendere a compromessi. Una voce fuori dal coro che, a ottant'anni, ha ancora molto da dire.
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