Da Bardot a Baudo, i volti che ci hanno lasciato

Il 2025 ha visto la scomparsa di personalità che hanno segnato cultura e spettacolo: da David Lynch a Brigitte Bardot, passando per Claudia Cardinale e Ozzy Osbourne.

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Autore: Redazione ,
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Il 2025 si è chiuso come un anno nero per il mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport, portando via icone che hanno segnato intere generazioni. Dal visionario David Lynch alla leggenda del pugilato George Foreman, dalla diva Claudia Cardinale al Principe delle Tenebre Ozzy Osbourne, fino alla scomparsa di Papa Francesco: un elenco di addii che ha lasciato un vuoto incolmabile. E gli ultimi giorni dell'anno hanno riservato un'altra perdita devastante con la morte di Brigitte Bardot, icona del cinema francese scomparsa il 28 dicembre all'età di 91 anni.

Il mondo del cinema ha dovuto dire addio a David Lynch il 16 gennaio, appena tre giorni dopo la scomparsa del fotografo provocatore Oliviero Toscani. Il regista di Twin Peaks e Mulholland Drive, vincitore della Palma d'Oro a Cannes per Cuore selvaggio e del Leone d'oro alla carriera a Venezia, se n'è andato a 78 anni lasciando un'eredità artistica inestimabile. La sua morte ha scosso Hollywood e il mondo intero, tributando omaggio a uno dei cineasti più visionari e innovativi della storia.

A febbraio è stata la volta di Gene Hackman, trovato morto il 26 febbraio nella sua casa di Santa Fe insieme alla moglie Betsy Arakawa. Il due volte Premio Oscar per Il braccio violento della legge e Gli spietati aveva 95 anni e, secondo le indagini, sarebbe deceduto già il 18 febbraio per complicazioni legate a patologie cardiache e Alzheimer avanzato. Lo stesso giorno è arrivata anche la tragica notizia della morte improvvisa di Michelle Trachtenberg, la Dawn di Buffy l'ammazzavampiri e la Georgina di Gossip Girl, stroncata a soli 39 anni da complicazioni del diabete.

Il teatro e il cinema italiano hanno perso Eleonora Giorgi il 3 marzo, dopo la sua coraggiosa battaglia contro il tumore al pancreas raccontata pubblicamente. La vincitrice del David di Donatello per Borotalco aveva 71 anni. Ad aprile è stato il turno di Antonello Fassari, l'indimenticabile oste Cesare de I Cesaroni, scomparso il 5 aprile lasciando un vuoto nel cuore di colleghi e pubblico.

"Facevo l'elettricista, Fellini mi ha cambiato la vita", aveva raccontato Alvaro Vitali prima di spegnersi a 75 anni il 24 giugno 2025

Il 21 aprile la scomparsa di Papa Francesco all'età di 88 anni ha commosso il mondo intero. Jorge Mario Bergoglio, primo pontefice gesuita e primo Papa proveniente dall'America Latina, aveva guidato la Chiesa cattolica dal 2013 con un approccio riformatore che lo aveva reso una figura amata anche oltre i confini religiosi.

Il mondo dello sport ha pianto leggende come George Foreman, morto il 21 marzo a 76 anni, e Nino Benvenuti, scomparso il 20 maggio a 87 anni. Quest'ultimo, campione olimpico a Roma 1960 e due volte campione mondiale dei pesi medi, resta l'unico tennista italiano introdotto nella International Tennis Hall of Fame insieme a Nicola Pietrangeli, morto l'1 dicembre a 92 anni dopo una carriera straordinaria coronata da due Roland Garros e dalla storica Coppa Davis del 1976 come capitano.

La musica ha detto addio al leggendario Ozzy Osbourne, scomparso il 22 luglio a 76 anni. Il Principe delle Tenebre, voce dei Black Sabbath e icona dell'heavy metal con oltre 100 milioni di dischi venduti, ha lasciato un'eredità che va ben oltre la musica, avendo conquistato anche la tv con il reality The Osbournes. Il 21 novembre se n'è andata Ornella Vanoni, 91 anni, voce simbolo della canzone italiana capace di attraversare generazioni con brani immortali come Senza fine e L'appuntamento.

Hollywood ha perso Robert Redford il 16 settembre a 89 anni. L'attore di Butch Cassidy, La stangata e I giorni del condor, due volte Premio Oscar e fondatore del Sundance Film Festival, ha lasciato un segno indelebile nel cinema americano. Pochi giorni dopo, il 23 settembre, si è spenta Claudia Cardinale a 87 anni: la diva tunisina protagonista de Il Gattopardo, 8½ e C'era una volta il West ha incarnato l'età d'oro del cinema italiano. L'11 ottobre è stata poi la volta di Diane Keaton, morta a 79 anni dopo una carriera straordinaria che l'ha vista vincere l'Oscar per Io e Annie di Woody Allen.

La televisione italiana ha salutato giganti come Pippo Baudo, scomparso il 16 agosto a 89 anni dopo aver condotto 13 edizioni di Sanremo e decine di programmi che hanno fatto la storia della Rai. Il 2 settembre se n'è andato Emilio Fede a 94 anni, volto del TG4 per vent'anni, mentre l'8 novembre la musica ha pianto Peppe Vessicchio, storico direttore d'orchestra del Festival morto a 69 anni.

Il mondo della cultura ha perso il fotografo documentarista Sebastião Salgado il 23 maggio a 81 anni, lo scultore Arnaldo Pomodoro il 22 giugno alla vigilia dei suoi 99 anni, lo scrittore Stefano Benni il 9 settembre a 78 anni e il grande fotografo italiano Gianni Berengo Gardin il 6 agosto. Il 4 novembre si è spento a 94 anni Giorgio Forattini, re della satira politica italiana, mentre il 10 dicembre la scrittrice britannica Sophie Kinsella, autrice della saga I love shopping, è morta a 55 anni dopo aver lottato contro un tumore al cervello.

Shock e dolore per la morte violenta del regista Rob Reiner e di sua moglie Michele Singer, trovati accoltellati nella loro villa di Los Angeles il 14 dicembre: arrestato e accusato del duplice omicidio il figlio Nick, 32 anni. Tragica anche la fine dell'attaccante del Liverpool Diogo Jota, morto insieme al fratello André in un incidente stradale in Spagna il 3 luglio a soli 28 anni.

La moda mondiale ha pianto Giorgio Armani, scomparso il 4 settembre a 91 anni dopo aver costruito un impero che ha ridefinito il concetto di eleganza globale. Ben 16mila persone hanno reso omaggio allo stilista alla camera ardente prima dei funerali privati. E infine, l'ultimo giorno dell'anno, il mondo ha salutato Brigitte Bardot, icona francese morta a 91 anni dopo aver abbandonato il cinema per dedicarsi alla causa animalista attraverso la fondazione che porta il suo nome.

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