È il salto di carriera più vertiginoso nella storia recente della televisione italiana: Stefano De Martino, ex ballerino di Amici diventato conduttore di punta della Rai, è stato ufficialmente investito del ruolo di conduttore e direttore artistico del prossimo Festival di Sanremo, con tanto di servizio dedicato dal Tg1. Una promozione che ha lasciato a bocca aperta il mondo dello spettacolo e che ora spinge i critici a chiedersi: il ragazzo di Torre Annunziata è davvero pronto per il palco dell'Ariston?
A sollevare la questione con la consueta lucidità è il critico televisivo Aldo Grasso, che ha deciso di mettere De Martino sotto la lente d'ingrandimento partendo dall'analisi del programma che finora rappresenta il punto più alto della sua carriera da conduttore: Stasera tutto è possibile, in onda su Rai2. Una riflessione che nasce dall'osservazione diretta e che pone una domanda scomoda: cosa ci dice davvero questo format sul talento del suo presentatore?
Il titolo che lo ha lanciato definitivamente nell'Olimpo della televisione generalista è un varietà basato su giochi fisici, situazioni grottesche e improvvisazione comica, con ospiti fissi come Francesco Paolantoni, Herbert Ballerina, Giovanni Esposito e Biagio Izzo, più la partecipazione di Lorella Cuccarini. Il format, ormai rodato da anni, ripropone lo stesso schema: giochi da festa di compleanno, ruzzoloni, la celeberrima stanza inclinata. Grasso si chiede provocatoriamente se Cuccarini rida per genuino divertimento o per obbligo professionale.
La critica più pungente riguarda proprio il ruolo del conduttore all'interno di questo meccanismo: quando il cast non sviluppa una vera chimica, il ritmo della trasmissione cala inesorabilmente, e il presentatore rischia di ridursi a pura funzione logistica dell'intrattenimento. La comicità delle cadute e delle situazioni fisiche è certamente universale, ma l'effetto sorpresa, ripetuto stagione dopo stagione con gli stessi ingredienti, tende a svanire. Il vero banco di prova di un conduttore è proprio la capacità di ravvivare l'imprevedibile: missione non sempre riuscita.
Eppure i numeri raccontano un'altra storia, almeno in apparenza: Stasera tutto è possibile ha chiuso la serata come programma più visto con il 16,8% di share. Un dato però da contestualizzare, come sottolinea lo stesso Grasso: Rai1 ha scelto di trasmettere in contemporanea un documentario su Riccardo Cocciante che si è fermato a un modesto 10,5%. Una scelta editoriale che lascia più di un interrogativo aperto sulla programmazione della rete ammiraglia.
Sullo sfondo di questa analisi c'è la questione più grande: la doppia investitura di De Martino come conduttore e direttore artistico del Festival, avvenuta con la benedizione del sottosegretario Gianmarco Mazzi. Se il ruolo di conduttore è ben comprensibile, quello di direttore artistico appare più opaco — una formula che alcuni nel settore leggono come un modo per giustificare l'entità economica dell'ingaggio piuttosto che una reale attribuzione di responsabilità creativa.
La strada verso Sanremo è ancora lunga, e De Martino avrà tutto il tempo per dimostrare se il clamore attorno alla sua figura sia pienamente meritato. Ciò che è certo è che la pressione attorno al prossimo Festival sarà altissima, con un'industria televisiva e una critica già in posizione di attenta osservazione. Il palco dell'Ariston, si sa, può trasformare in leggende — o ridimensionare definitivamente anche i beniamini più amati.
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