È già partita la corsa verso il Festival di Sanremo 2027, e a guidarla c'è un volto che ha conquistato l'Italia intera: Stefano De Martino, ufficialmente investito del ruolo di direttore artistico e conduttore della kermesse più attesa della musica italiana. Il passaggio di testimone con Carlo Conti, avvenuto in diretta dall'Ariston durante l'ultima serata del Festival, è già entrato nella storia dello spettacolo nazionale, e De Martino non nasconde quanto quell'istante lo abbia colpito nel profondo.
Ospite al TG1, il conduttore campano ha raccontato con sincera emozione il momento in cui ha varcato la soglia del celebre teatro ligure: «Quando sono entrato all'Ariston, l'affetto di quel teatro mi ha preso un po' alla sprovvista». Un'ammissione che svela quanto la pressione e l'entusiasmo si siano mescolati in un cocktail difficile da contenere, perfino per uno showman abituato a stare sotto i riflettori.
Ma il pensiero più commosso di De Martino va all'uomo che gli ha aperto quella porta: «Voglio ringraziare ovviamente la Rai, ma soprattutto Carlo, perché questo gesto di generosità è un ricordo che porterò per sempre nel cuore. Parla molto del professionista che è, ma soprattutto della persona eccezionale che è». Parole che fotografano un rapporto di stima autentica tra due delle figure più amate della televisione italiana.
Lontano dai riflettori, però, De Martino non sta certo perdendo tempo. Rispondendo alle domande della conduttrice del TG1 Giorgia Cardinaletti, ha rivelato di essersi immerso in un vero e proprio studio accademico del Festival: «Ho comprato tutte le enciclopedie redatte negli ultimi anni che parlano di Sanremo». Un approccio quasi scolastico, sorprendente per chi potrebbe pensare che basti l'istinto televisivo.
La motivazione dietro questa ricerca è chiara e rivela una visione a lungo termine: attraverso 76 anni di storia del Festival, De Martino intende leggere i cambiamenti dell'Italia stessa, capire come la kermesse si sia trasformata nel tempo per poi trovare la propria strada originale. Una filosofia che tradisce una maturità professionale inaspettata da chi, fino a qualche anno fa, era conosciuto principalmente come ballerino di Amici.
Sul fronte organizzativo, il neo direttore artistico ha confermato che la macchina produttiva è già in moto: «Questa è la fase iniziale dove si prepara il terreno, si prendono le prime decisioni almeno sulle cose che hanno una gestazione più lunga». Scelte che riguarderanno sicuramente la selezione dei big in gara, la scelta dei co-conduttori e l'impostazione generale di uno show che ogni anno catalizza l'attenzione di milioni di spettatori.
La sfida per De Martino è tanto affascinante quanto ardua: raccogliere l'eredità di Conti, che ha lasciato l'Ariston con numeri da record di ascolti, e imprimere al Festival un segno personale riconoscibile. I fan e gli addetti ai lavori sono già in fibrillazione, curiosi di scoprire quale volto avrà Sanremo con un conduttore che porta con sé una generazione nuova, un linguaggio televisivo diverso e una popolarità trasversale che attraversa ogni fascia d'età. L'appuntamento con la sua prima edizione è già il più atteso della prossima stagione televisiva italiana.
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