Andrea Sempio torna a parlare del caso Garlasco. L'uomo, indagato per la terza volta in relazione all'omicidio di Chiara Poggi, ha rotto il silenzio negli studi di Verissimo su Canale 5, affrontando a viso aperto le accuse che lo vedono coinvolto nel delitto che nel 2007 sconvolse l'Italia. Un'intervista senza compenso, come hanno tenuto a precisare fonti Mediaset, in cui Sempio ha delineato la sua strategia difensiva e raccontato come questa vicenda giudiziaria stia condizionando la sua vita da quasi vent'anni.
L'indagato si dice convinto che si arriverà a una richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura, ma la sua difesa punta tutto sul proscioglimento in udienza preliminare. "Non ci sembra ci siano elementi per andare avanti al processo", ha dichiarato con fermezza, definendo però questa terza volta "la più difficile" delle indagini che lo hanno visto coinvolto. Il 2025 è stato per lui "l'anno più difficile", segnato da quella che definisce una persecuzione mediatica e giudiziaria che ha trasformato la tragedia in uno spettacolo.
"Si sono create le tifoserie e c'è una parte che ce l'ha con me. Sono un colpevole desiderato", ha spiegato Sempio, parlando di una narrazione pubblica che sembra essersi cristallizzata intorno alla sua figura. Una frase che fotografa perfettamente la dimensione mediatica che il caso ha assunto nel corso degli anni, trasformandosi in quello che lui stesso ha definito una "telenovela". C'è gente che vuole festeggiare una sua condanna, ha aggiunto amaramente, rivelando il peso psicologico di essere da quasi due decenni sotto i riflettori per un crimine che nega di aver commesso.
Durante l'intervista, Sempio ha risposto anche alle domande più scomode, a partire dalla sua opinione su chi abbia realmente ucciso Chiara Poggi. "Io, ad oggi, credo Alberto Stasi", ha affermato senza esitazioni, riferendosi all'ex fidanzato della vittima, unico condannato in via definitiva per l'omicidio. Ha poi smentito categoricamente le voci su una sua presunta infatuazione per la giovane trovata morta nella sua abitazione di Garlasco: "Sono molto amico di suo fratello Marco, l'ho incontrata qualche volta, ma il rapporto non andava oltre il semplice saluto. Non c'è mai stato nulla".
Quanto al controverso video che lo ritrae, rinvenuto sul computer di casa Poggi, Sempio ha fornito una spiegazione tecnica: "Se è stato visionato da Chiara o da qualcun altro, può essere, perché quello era il computer in uso di tutta la famiglia". Una precisazione che mira a ridimensionare un elemento che gli inquirenti considerano significativo nell'ambito dell'inchiesta sulla possibile complicità nel delitto.
L'uomo ha poi aperto uno spiraglio sulla sua vita privata, rivelando come questa vicenda giudiziaria gli abbia impedito di costruire una famiglia. "Vorrei una famiglia, mi piacerebbe far vedere un nipotino ai miei", ha confessato con una nota di rammarico. Eppure, con un cinismo figlio dell'esperienza, ha aggiunto: "Forse è stato un bene non essermi costruito una famiglia negli ultimi anni, perché altrimenti adesso ci sarebbero dentro anche loro". Una riflessione che testimonia quanto profondamente questa storia abbia condizionato ogni aspetto della sua esistenza.
Infine, Sempio ha parlato della recente separazione dall'avvocato Lovati, che lo ha difeso per anni: "È stata una decisione molto sofferta. Provo ancora affetto e stima per lui", ha dichiarato, senza entrare nei dettagli delle ragioni che hanno portato alla fine del rapporto professionale. Ora, in attesa dell'udienza preliminare, Sempio si prepara a quella che spera sia l'ultima battaglia giudiziaria di una vicenda che lo perseguita da diciotto anni, determinato a dimostrare la propria estraneità ai fatti e a chiudere definitivamente un capitolo che ha segnato indelebilmente la sua vita.
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