Dopo quasi un mese di ricovero tra due ospedali, Eleonora Palmieri è finalmente tornata a casa. La giovane 29enne, rimasta ferita nell'incendio di Crans-Montana che ha sconvolto la Svizzera lo scorso gennaio, ha voluto condividere la realtà di chi deve affrontare un trauma da ustioni: un percorso lungo e complesso, fatto non solo di cure fisiche ma anche di un difficile lavoro psicologico. Le sue prime parole dopo le dimissioni hanno messo in luce un aspetto spesso sottovalutato di queste lesioni: la guarigione è solo all'inizio.
Eleonora ha lasciato l'ospedale Bufalini di Cesena, dove era stata trasferita dopo due settimane di cure al Niguarda di Milano. Il suo primo pensiero è andato ai medici del Centro Grandi Ustionati del Bufalini e ai colleghi milanesi che l'hanno assistita nelle fasi più critiche. Ma la ragazza non ha nascosto la realtà che l'attende: le ustioni riportate al volto e alle mani necessiteranno di almeno due anni di fisioterapia e medicazioni prima di rimarginarsi completamente.
"Forse molti non sanno che le ustioni sono traumi profondamente diversi dagli altri. Il percorso non si esaurisce con la fine del ricovero", ha spiegato Eleonora, sottolineando come queste lesioni richiedano un approccio terapeutico a lungo termine. A differenza di altre ferite, le ustioni hanno bisogno di cure costanti e progressive, con un impegno che va ben oltre il periodo di ospedalizzazione.
Ma è proprio sull'aspetto psicologico che Eleonora ha voluto porre l'accento. Chi ha vissuto un'esperienza traumatica come l'incendio del Le Constellation deve fare i conti non solo con le cicatrici fisiche, ma anche con quelle emotive. La giovane ha vissuto quei momenti da incubo in prima persona, anche se inizialmente si trovava all'esterno del locale.
Quella sera di fine gennaio, Eleonora era in fila con il suo ragazzo, in attesa di entrare nel locale dopo aver trascorso la mezzanotte in piazza con alcuni amici. Le fiamme si erano già propagate dal piano inferiore del Le Constellation, ma è stato il caos che ne è seguito a metterla in serio pericolo. Nel panico generale, la massa di persone che cercava disperatamente di fuggire l'ha inavvertitamente trascinata all'interno, proprio dove divampava l'incendio.
Là dentro, Eleonora è entrata in contatto diretto con le fiamme che le hanno provocato le ustioni al volto e alle mani. Una volta riuscita a uscire dal locale, è stato il suo ragazzo a portarla immediatamente in ospedale, salvandole probabilmente la vita. Ora, dopo le dimissioni, inizia per lei una nuova fase: quella della ricostruzione, fisica e mentale, che durerà anni ma che l'ha vista già dimostrare una forza straordinaria.
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