Il glamour ha un prezzo, e per Emily Cooper di Emily in Paris quel prezzo è decisamente troppo alto. Mentre i fan si preparano a tuffarsi nella quinta stagione della serie Netflix – in arrivo il 18 dicembre – un'analisi economica realizzata dall'agenzia di digital marketing Searchbloom ha fatto i conti in tasca alla protagonista interpretata da Lily Collins, e i risultati sono piuttosto impietosi. La giovane marketing executive americana che ha conquistato Parigi con il suo charme e i suoi look sgargianti sarebbe, nella realtà, sull'orlo del tracollo finanziario. Con uno stipendio stimato di circa 42.000 euro annui e uno stile di vita che ne costerebbe più di 103.000, Emily accumulerebbe un debito di oltre 60.000 euro ogni anno. Benvenuti nella vita parigina vera, quella che la serie Netflix preferisce non mostrare.
L'analisi condotta da Searchbloom – che ha incrociato dati di Glassdoor e Numbeo per stimare salari e costi della vita nel 2025 – ha preso in esame proprio quello che rende Emily in Paris così ipnotico: l'apparente facilità con cui la protagonista si muove nella capitale francese. Il suo elegante monolocale a Place de l'Estrapade, nel cuore del quinto arrondissement, quella pittoresca chambre de bonne al quinto piano con vista sui tetti parigini? Solo l'affitto assorbirebbe circa 30.000 euro all'anno, quasi tre quarti del suo stipendio. Le utenze aggiungerebbero altri 2.000 euro annui, prima ancora di mettere piede fuori casa.
Ma il vero colpo al portafoglio arriva dal guardaroba e dallo stile di vita. Emily cena fuori praticamente sempre nella serie – stimando conservativamente due volte a settimana, si parla di 2.780 euro annui solo per i ristoranti. Taxi, cocktail nei bar alla moda e caffè nei bistrot aggiungerebbe altri 3.840 euro. E poi c'è l'elefante nella stanza: quel guardaroba da sogno firmato Chanel, Hermès e designer esclusivi. La sola giacca Vassilis Zoulias indossata nella serie costa quasi 54.000 dollari. Il totale per mantenere quel look iconico? Oltre 65.000 euro all'anno.
La situazione non migliorerebbe affatto se Emily si trasferisse definitivamente a Roma, come suggerisce il trailer della quinta stagione che la mostra passeggiare tra le strade della capitale italiana. Un marketing executive a Roma guadagnerebbe circa 34.500 euro annui, rendendo il suo già insostenibile stile di vita ancora più irrealistico. Evidentemente, la fantasia della serie supera abbondantemente qualsiasi parametro economico credibile.
Ben diversa è la situazione di Sylvie Grateau, il sofisticato capo di Emily interpretato da Philippine Leroy-Beaulieu. Come proprietaria della sua agenzia di marketing, Sylvie guadagnerebbe circa 96.500 euro annui. Considerando un affitto medio di 17.960 euro per un appartamento in centro e un costo della vita di circa 12.820 euro (escluso l'affitto), le rimarrebbero comunque oltre 65.720 euro di avanzo annuale. Insomma, lei può effettivamente permettersi quel lusso parigino che sfoggia sullo schermo con tanta disinvoltura.
Lo studio di Searchbloom ha stilato anche una classifica dei personaggi più ricchi del marketing e delle PR nel panorama televisivo e cinematografico del 2025. In cima troviamo Shiv Roy di Succession con 186.000 dollari annui, seguita da Don Draper di Mad Men a 147.000 dollari e Olivia Pope di Scandal a 131.000 dollari. Sylvie Grateau si piazza al sesto posto con 111.623 dollari, mentre Emily Cooper non figura nemmeno nella top list – evidentemente, il suo deficit economico l'ha esclusa dalla competizione.
La ricerca dimostra quanto le vite glamour che vediamo sullo schermo siano spesso economicamente impossibili nella realtà quotidiana. Se per personaggi come Sylvie, Shiv Roy o Don Draper il lusso rappresentato è almeno teoricamente sostenibile con i loro stipendi, per Emily Cooper la distanza tra finzione e realtà è abissale. Ma forse è proprio questo il punto: Emily in Paris non è mai stata pensata come uno spaccato realistico della vita a Parigi, quanto piuttosto come una favola moderna dove il glamour trionfa sulla logica economica. Resta da vedere se la quinta stagione affronterà mai questa dissonanza o se continuerà a farci sognare con quell'impossibile leggerezza finanziaria che ha reso la serie un fenomeno globale.
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