L'Italia si è svegliata nel giorno dell'Epifania sotto la morsa di un'ondata di maltempo che ha colpito gran parte del territorio nazionale, con particolare intensità al Centro-Sud. Le piogge intense e le nevicate abbondanti hanno creato situazioni critiche in diverse regioni, portando le autorità a innalzare i livelli di allerta e a chiudere temporaneamente scuole e infrastrutture in numerosi comuni. La situazione più grave si è registrata nel Lazio, dove è scattata l'allerta rossa per il bacino dell'Aniene, con conseguenze significative anche nella Capitale.
Nella regione toscana, le precipitazioni nevose hanno interessato ampie zone, soprattutto quelle collinari e dell'entroterra. La Protezione civile regionale ha diramato un'allerta gialla per neve e ghiaccio valida per l'intera giornata del 7 gennaio, con fenomeni più intensi previsti sulla Toscana orientale. Le aree maggiormente interessate includono l'Alto Mugello, il Casentino e l'Alta Val Tiberina, dove sono stati registrati accumuli fino a 10 centimetri nelle zone di bassa collina. Anche in pianura si sono verificate nevicate locali, seppur con accumuli modesti inferiori ai 2 centimetri.
Il nodo autostradale del Centro Italia ha vissuto ore particolarmente difficili. Sull'autostrada A1 Milano-Napoli, le intense nevicate tra Rioveggio e Calenzano hanno causato la formazione di code fino a 10 chilometri, con il traffico ridotto temporaneamente a una sola corsia. Problemi simili si sono registrati anche sull'A14 Bologna-Taranto, nel tratto compreso tra Bologna Fiera e Pesaro, mentre la Direttissima e altri segmenti dell'A1 hanno subito rallentamenti a causa delle condizioni meteo avverse.
La capitale ha affrontato una situazione di emergenza a causa dell'esondazione del fiume Aniene in diversi tratti. L'acqua ha invaso completamente il IV municipio e la zona di Colli Aniene, con via degli Alberini e l'area di Ponte Mammolo tra le più colpite. Le autorità hanno disposto la chiusura di numerose strade, tra cui un lungo tratto della via Tiburtina da Casale San Basilio fino al ponte di via Anticoli, in direzione Tivoli. Nel quadrante meridionale della città, nel IX municipio, è stata chiusa anche la via Laurentina.
Il sindaco Gualtieri ha emanato un'ordinanza che ha imposto la chiusura preventiva di parchi, ville storiche e cimiteri, con accesso consentito a questi ultimi solo per esigenze urgenti. Il provvedimento ha inoltre vietato le attività aggregative, ludiche e sportive non agonistiche in aree pubbliche o aperte al pubblico. Tra le raccomandazioni alla cittadinanza, quella di evitare sottopassi, zone potenzialmente allagabili e seminterrati, oltre a prestare particolare attenzione durante la guida e nelle zone costiere.
Le Marche hanno registrato nevicate diffuse e abbondanti in tutte le province, dall'entroterra pesarese al Fabrianese, dall'Ascolano al Fermano fino al Maceratese. Le temperature si sono mantenute intorno allo zero con previsioni di ulteriore calo nei giorni successivi. La Protezione civile ha monitorato costantemente l'evoluzione della situazione, mentre le autorità locali hanno attivato i piani di emergenza comunali.
In Abruzzo, l'assessore alla Protezione civile di Pescara ha comunicato l'attivazione dei gruppi operativi per il monitoraggio dei sottopassi e del fiume, dopo che il Centro Funzionale regionale ha diramato un'allerta gialla per rischio idrogeologico. La criticità ordinaria ha richiesto misure preventive per fronteggiare il possibile peggioramento delle condizioni meteo con il ritorno delle piogge.
La Campania ha visto un'intensificazione dei fenomeni temporaleschi già in atto. La Protezione Civile regionale ha prorogato ed esteso l'allerta gialla per temporali su tutto il territorio, prevedendo precipitazioni a carattere di rovescio o temporale dalle 20 del 6 gennaio fino alle 20 del giorno successivo. Le zone interessate comprendono la Piana campana con Napoli e le isole, l'area vesuviana, l'Alto Volturno, il Matese, la penisola sorrentino-amalfitana e diverse altre aree della regione.
Tra le conseguenze più temute dall'impatto delle precipitazioni, particolarmente intense in alcune zone, figurano possibili allagamenti, innalzamento dei livelli dei corsi d'acqua con rischio di inondazioni, scorrimento delle acque nelle sedi stradali, ruscellamenti e fenomeni franosi dovuti alla saturazione dei suoli. Le autorità hanno richiesto ai Comuni delle zone interessate di attivare i Centri Operativi Comunali e di implementare tutte le misure preventive previste dai rispettivi piani di protezione civile.
La Calabria e la Sicilia sono state sottoposte ad allerta gialla per rischio idrogeologico e temporali su gran parte del territorio, con particolare attenzione ai versanti ionici e tirrenici. Anche la Basilicata e la Puglia hanno registrato condizioni meteo critiche, con allerta diramata per diverse zone, dal Gargano al Salento, dal Tavoliere alla Puglia centrale.
L'ondata di maltempo ha costretto numerose amministrazioni comunali a disporre la chiusura delle scuole per il 7 gennaio. Oltre a Trieste e Muggia nel Nord-Est, tutti i Comuni della provincia di Ravenna e Forlì hanno sospeso le lezioni. In Toscana, la decisione ha riguardato diverse località tra cui Castiglione d'Orcia, Chianciano Terme, Gambassi Terme, Marradi, Palazzuolo sul Senio, Poppi, Castel Focognano e Volterra.
Nelle Marche, circa trenta comuni hanno optato per la sospensione dell'attività didattica, includendo città come Macerata, Tolentino, Fermo, Camerino, Fabriano e Urbino. A Pesaro, le scuole sono rimaste aperte con alcune eccezioni specifiche, mentre nell'Anconetano le lezioni sono state sospese a Filottrano, Corinaldo e Castelleone di Suasa. Nel Pesarese, lo stop ha interessato anche Urbania, Cagli, Fossombrone, Tavoleto, Vallefoglia, Tavullia e Montelabbate, oltre a diversi altri centri nelle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno.
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