Etna, eruzione con fontane di lava e cenere

Il Cratere di Nord-Est dell'Etna torna a eruttare con fontane di lava dopo 28 anni. L'ultimo episodio simile risale al marzo 1998, ora il livello di allerta è salito.

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Autore: Redazione ,
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Il Cratere di Nord-Est dell'Etna è tornato a produrre vere e proprie fontane di lava dopo quasi tre decenni di relativa calma. L'ultimo episodio parossistico isolato risale alla notte tra il 27 e il 28 marzo 1998, mentre ora il vulcano siciliano ha ripreso un'attività esplosiva intensa che ha portato le autorità ad alzare il livello di allerta. Il fenomeno rappresenta un evento significativo nella storia recente del gigante siciliano, che pure non aveva mai smesso completamente di dare segni di vitalità.

Boris Behncke, vulcanologo dell'Ingv di Catania, ha commentato con tono quasi affettuoso l'accaduto: "Alla fine ce l'ha fatta, questo vecchietto di cratere di Nord-Est, e ha fatto un po' di fontane di lava, vere fontane di lava, quindi un parossismo, il suo primo dopo quasi 28 anni". L'esperto ha ricostruito la sequenza degli eventi che hanno preceduto questa ripresa, ricordando come negli ultimi mesi il cratere abbia mostrato bagliori intensi all'interno del condotto, un fenomeno progressivamente intensificatosi fino agli episodi più recenti.

Nelle ultime 24 ore i sismografi dell'Ingv, l'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, hanno documentato un'attività particolarmente altalenante. Si sono alternate esplosioni quasi continue, vere e proprie fontane di lava, seguite da un temporaneo rientro dei valori del tremore vulcanico, per poi assistere a un nuovo intensificarsi con una colonna eruttiva densa di materiale piroclastico. Le condizioni meteorologiche avverse hanno tuttavia limitato la visibilità diretta del fenomeno.

Il flusso lavico si dirige verso l'alta Valle del Bove

Dal 1998 a oggi il Cratere di Nord-Est non è rimasto completamente inattivo, ma ha attraversato diverse fasi di attività stromboliana all'interno del cratere. Behncke ha ricordato in particolare l'estate del 2002, che anticipò l'eruzione del 2002-2003, e poi il maggio 2016, poco prima di una serie di parossismi alla vicina Voragine. Anche nel biennio 2018-2019 e nel 2020-2021 si sono registrate manifestazioni esplosive, così come durante e dopo la sequenza di eventi parossistici alla Voragine nel luglio-agosto 2024.

L'attuale fase eruttiva vede gli eventi localizzati principalmente al Cratere di Nord-Est e in misura minore alla Bocca Nuova. La lava sta scorrendo in direzione dell'alta Valle del Bove, un'area naturalmente deputata a contenere i flussi lavici sul versante orientale del vulcano. Per motivi di sicurezza, le zone sommitali dell'Etna sono state dichiarate off limits e interdette all'accesso.

Il Dipartimento della Protezione Civile ha deciso di innalzare il livello di allerta dal verde al giallo, disponendo inoltre la fase operativa di preallerta. Si tratta di una misura precauzionale standard in caso di intensificazione dell'attività vulcanica, che prevede un monitoraggio ancora più serrato e la preparazione di eventuali interventi. Al momento, fortunatamente, non si registrano ricadute di cenere vulcanica su aree abitate, un aspetto che tranquillizza le popolazioni che vivono alle pendici del vulcano più attivo d'Europa.

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