Una tragedia che scuote il piccolo centro campano di Sarno, in provincia di Salerno, dove Gaetano Russo, panettiere 61enne conosciuto e amato da tutta la comunità, è stato ucciso a coltellate nella notte tra il 2 e il 3 febbraio mentre difendeva sua figlia da un'aggressione. L'assassino, Andrea Sirica, 35enne di Sarno con problemi di tossicodipendenza noti alle forze dell'ordine, si era presentato nel panificio di piazza Sabotino assumendo un atteggiamento molesto nei confronti della giovane diciannovenne. Un gesto estremo che ha spezzato la vita di un uomo generoso che, ironia della sorte, aveva aiutato più volte lo stesso Sirica offrendogli cibo quando ne aveva bisogno.
Le indagini hanno rivelato un particolare inquietante: Sirica era in stato di grave alterazione già diverse ore prima dell'omicidio. Nel tardo pomeriggio del 2 febbraio, intorno alle 18, l'uomo era entrato nella chiesa di San Teodoro creando disturbo con urla e canti a squarciagola, costringendo il parroco don Antonio Agovino ad allontanarlo per non turbare i fedeli presenti. "Gli ho chiesto di allontanarsi per non disturbare i fedeli", ha raccontato il sacerdote al Corriere della Sera, confermando lo stato confusionale del 35enne nelle ore precedenti la tragedia.
La dinamica dell'omicidio è stata ricostruita dagli inquirenti attraverso le testimonianze raccolte e le prove sulla scena del crimine. Quella notte, Gaetano Russo aveva appena iniziato il suo turno notturno nel panificio, come faceva ogni sera per preparare il pane fresco per i sarnesi. La figlia 19enne, che vive nell'abitazione adiacente al negozio, ha riconosciuto Sirica attraverso la porta: lo conosceva bene, proprio perché il padre spesso gli aveva dato una mano offrendogli qualcosa da mangiare. Un gesto di solidarietà che si è trasformato in una tragica familiarità.
Diversamente dalle altre volte, però, l'approccio di Sirica è stato aggressivo e molesto nei confronti della giovane. L'immediata reazione di Gaetano Russo, intervenuto per proteggere sua figlia, ha scatenato la furia omicida del 35enne che ha afferrato un grosso coltello e si è scagliato contro il panettiere. Almeno dieci coltellate all'addome hanno stroncato la vita di Russo, sotto gli occhi della figlia rimasta sotto choc per l'orrore a cui ha assistito.
Le urla disperate hanno allarmato il vicinato, compreso un carabiniere fuori servizio che abita nelle immediate vicinanze. L'agente è accorso sul posto trovando una scena drammatica: Gaetano Russo era ormai senza vita e la ragazza in stato di shock. Nel frattempo, Sirica si era barricato all'interno del panificio, dove poco dopo è stato arrestato dagli agenti di polizia intervenuti sul luogo del delitto.
La comunità di Sarno rimane profondamente scossa dall'accaduto. Gaetano Russo era una figura benvoluta, un lavoratore instancabile che incarnava i valori di solidarietà e generosità. Proprio queste qualità lo avevano portato ad aiutare più volte Andrea Sirica, nonostante i problemi di dipendenza dell'uomo fossero noti a tutti. Gli investigatori stanno ancora lavorando per chiarire completamente il movente: se l'aggressione alla figlia sia stata casuale o premeditata, e quale ruolo abbiano giocato le sostanze stupefacenti nell'alterazione psichica di Sirica che ha trasformato un benefattore in vittima di una violenza inaudita.
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