Garlasco: analisi informatica sul pc di Chiara Poggi

La Procura di Pavia affida a consulenti informatici l'analisi del computer di Chiara Poggi per cercare elementi sui suoi ultimi momenti di vita.

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Autore: Redazione ,
Attualità
2' 52''

Il caso Garlasco torna prepotentemente sotto i riflettori con una svolta investigativa che potrebbe riscrivere capitoli rimasti nell'ombra per quasi vent'anni. La Procura di Pavia ha infatti affidato a consulenti informatici l'incarico di analizzare il computer di Chiara Poggi, la giovane donna uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione. Una mossa che arriva dopo la decisione della giudice per le indagini preliminari di respingere la richiesta di incidente probatorio anche sul pc di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio della fidanzata. Gli inquirenti sperano di trovare nei dispositivi elettronici elementi cruciali per fare chiarezza sugli ultimi momenti di vita della vittima e sul contesto che ha preceduto il delitto.

La richiesta di procedere con l'incidente probatorio era stata avanzata dagli avvocati di Andrea Sempio, oggi indagato per concorso nell'omicidio. I legali puntavano a cristallizzare una perizia irripetibile sui computer, convinti che un'analisi approfondita potesse svelare aspetti finora rimasti oscuri sulle ore precedenti la tragedia. Ma il gip ha dichiarato inammissibile la richiesta per difetto dei presupposti di legge, spiegando che l'esame informatico costituisce un accertamento ripetibile e può quindi essere svolto anche durante il dibattimento, senza necessità di ricorrere a strumenti eccezionali.

Secondo quanto emerge dalle indagini, la Procura ritiene che all'interno del pc di Chiara Poggi possano celarsi informazioni determinanti per l'inchiesta. I pubblici ministeri hanno già affidato l'esame a un team specializzato di consulenti informatici, con tempi stimati inferiori ai 60 giorni. Un dettaglio significativo riguarda proprio gli ultimi momenti della giovane donna: secondo alcune ricostruzioni, la sera prima dell'omicidio Chiara avrebbe avuto accesso al computer del fidanzato Alberto Stasi, visualizzando cartelle contenenti materiale pornografico.

La sera prima dell'omicidio Chiara avrebbe scoperto file pornografici nel computer di Stasi, un dettaglio che potrebbe aver influenzato il clima emotivo delle ultime ore

Per la difesa di Sempio, questo elemento potrebbe avere un peso rilevante nella ricostruzione del contesto emotivo e relazionale immediatamente precedente al delitto. Tuttavia, il giudice non ha ritenuto sufficiente tale circostanza per giustificare il ricorso all'incidente probatorio. Gli accertamenti informatici disposti dalla Procura di Pavia proseguiranno comunque in autonomia, e i risultati confluiranno nel fascicolo investigativo, potendo essere utilizzati sia a carico che a discarico dell'indagato.

La scelta di procedere con consulenze ordinarie anziché con l'incidente probatorio presenta una distinzione tutt'altro che secondaria. Lascia infatti aperta la possibilità che eventuali nuovi elementi vengano valutati in una fase successiva del procedimento, senza però le garanzie tipiche della cristallizzazione probatoria. Una strada che offre maggiore flessibilità investigativa ma minore blindatura delle evidenze raccolte.

L'operazione diluirà inevitabilmente i tempi dell'inchiesta. Oltre ad attendere la consulenza della professoressa Cristina Cattaneo, medico legale e antropologa forense già coinvolta nelle indagini, sarà necessario aspettare anche il deposito della perizia tecnico-informatica. I termini per le indagini scadono ad agosto 2026, e la Procura confida di riuscire a completare tutti gli accertamenti senza dover chiedere proroghe, proseguendo poi verso l'iter del rinvio a giudizio per Sempio.

Il caso Garlasco, che ha tenuto l'Italia col fiato sospeso per anni tra processi, appelli e conferme in Cassazione, potrebbe dunque conoscere un nuovo capitolo. L'analisi dei dispositivi informatici rappresenta uno degli sviluppi più significativi degli ultimi mesi, con la possibilità concreta che emergano elementi inediti su una vicenda che sembrava ormai chiusa dopo la condanna definitiva di Stasi. Gli investigatori puntano a ricostruire con precisione il puzzle delle ultime ore di Chiara Poggi, nella speranza che la tecnologia possa finalmente dare risposte alle domande rimaste senza soluzione per quasi due decenni.

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