L'analisi della scena del crimine di Garlasco potrebbe riscrivere la dinamica dell'omicidio di Chiara Poggi, la 26enne uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli. Secondo una nuova consulenza tecnica commissionata dalla famiglia della vittima, l'aggressione mortale non sarebbe iniziata nell'ingresso dell'abitazione, come stabilito dai Ris nel 2007, ma nella cucina. Si tratta di una conclusione che potrebbe avere implicazioni significative sul caso che ha tenuto l'Italia con il fiato sospeso per anni.
L'elaborato, affidato all'ex poliziotto Dario Redaelli, esperto di analisi delle scene del crimine, verrà consegnato agli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna la prossima settimana. I legali rappresentano i genitori e il fratello di Chiara Poggi e da tempo sostengono questa ricostruzione alternativa, già avanzata durante il processo di primo grado contro Alberto Stasi nel 2009.
La metodologia utilizzata rappresenta un approccio innovativo nel riesaminare un caso chiuso da anni. Redaelli ha spiegato a LaPresse di aver lavorato su una "rimasterizzazione delle fotografie della scena del crimine", utilizzando software moderni per migliorare la qualità delle immagini dell'epoca. Questa nuova analisi Bpa (Blood Pattern Analysis) si concentra su macchie e schizzi di sangue, elementi che potrebbero raccontare una storia diversa da quella accertata quasi diciotto anni fa.
Le nuove tecnologie hanno permesso di incrociare le fotografie originali con elementi emersi durante l'incidente probatorio genetico e dattiloscopico svolto tra maggio e dicembre dello scorso anno. Il giudice per le indagini preliminari di Pavia, Daniela Garlaschelli, aveva disposto queste verifiche che hanno portato alla luce dettagli prima trascurati o non visibili con gli strumenti dell'epoca.
Tra gli elementi riesaminati figura il ritrovamento del Dna di Alberto Stasi su una cannuccia di Estathè nella spazzatura. La Procura di Pavia aveva inizialmente ritenuto che la bevanda appartenesse alla colazione della mattina del delitto, ma questa teoria si scontra con le dichiarazioni di Stasi del 2007, secondo cui la sera precedente la coppia aveva consumato pizze d'asporto acquistate alla pizzeria 'Dietro l'Angolo'. L'ex fidanzato aveva dichiarato di aver bevuto una birra portata da casa, ancora parzialmente presente nel frigorifero al momento del ritrovamento del corpo.
La famiglia Poggi ha commissionato anche analisi specifiche sui monili indossati da Chiara il giorno dell'omicidio: quattro braccialetti, due orecchini con perla, una collana di metallo con ciondolo, una cavigliera in metallo e un orologio. Questi oggetti erano stati restituiti ai familiari solo nel 2019 dalla Corte d'assise d'appello di Milano, dodici anni dopo la tragedia.
I legali della famiglia Poggi valuteranno se depositare i risultati della consulenza al termine delle indagini preliminari su Andrea Sempio, il nuovo indagato per omicidio, o attendere un'eventuale richiesta di revisione del processo che la difesa di Stasi potrebbe presentare alla Corte d'appello di Brescia. Sempio, amico del fratello di Chiara, è finito nel mirino degli inquirenti e nelle scorse settimane ha rilasciato diverse interviste televisive difendendo la propria posizione.
Il termine per le indagini preliminari su Sempio scade il 24 gennaio, salvo proroghe che la Procura di Pavia potrebbe richiedere al giudice. Nei prossimi mesi si deciderà se chiedere il rinvio a giudizio del nuovo indagato, mentre Alberto Stasi continua a scontare la condanna a 16 anni per l'omicidio della fidanzata. Lo stesso Sempio ha dichiarato pubblicamente di aspettarsi un rinvio a giudizio, definendosi "un colpevole desiderato" dalla narrazione mediatica del caso.
La vicenda di Garlasco torna così sotto i riflettori dopo anni di apparente silenzio. Le nuove tecnologie forensi e l'ingresso in scena di un secondo indagato potrebbero riaprire interrogativi su uno dei casi giudiziari più controversi della cronaca nera italiana recente, sollevando dubbi sulla ricostruzione che aveva portato alla condanna definitiva di Stasi.
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