Un dettaglio inquietante emerge dalle ultime indagini sul delitto di Garlasco: il canale Brielli, corso d'acqua che attraversa la cittadina lombarda e passa proprio dietro l'abitazione dove viveva Alberto Stasi, potrebbe essere la chiave per risolvere uno dei misteri più oscuri di questo caso. Parliamo del sacchetto contenente vestiti insanguinati e scarpe, ritrovato nove giorni dopo l'omicidio di Chiara Poggi a ben 14 chilometri di distanza, nel comune di Zinasco. La domanda che tormenta inquirenti e opinione pubblica da anni è sempre la stessa: come è possibile che quelle prove siano finite così lontano dal luogo del delitto?
La risposta potrebbe trovarsi proprio nelle acque del canale Brielli, un'arteria idrica che collega Garlasco a Zinasco seguendo un percorso tortuoso attraverso la Lomellina. In esclusiva per Mattino 5, è intervenuto il dottor Bianchi, consulente esperto della società che gestisce i canali della zona, portando una prospettiva tecnica finora inesplorata. Secondo l'analisi dell'ingegnere, esiste una concreta possibilità che il sacchetto sia stato gettato nelle acque proprio a Garlasco, per poi viaggiare lungo i 14 chilometri del canale fino al punto di ritrovamento.
La questione si fa ancora più intrigante considerando la posizione geografica: il canale parte da Via Pascoli, a pochi metri dalle villette dove si consumò la tragedia, e scorre letteralmente dietro la casa della famiglia Stasi. Durante il periodo estivo, quando avvenne l'omicidio di Chiara Poggi, il canale era pieno d'acqua, un elemento cruciale per la ricostruzione dei fatti. Questa coincidenza spaziale apre scenari investigativi che non erano stati adeguatamente esplorati nelle fasi precedenti dell'inchiesta.
Tuttavia, ricostruire con precisione il percorso di quella presunta prova non è affatto semplice. L'esperto ha spiegato come il volume d'acqua durante l'estate subisca variazioni significative, così come le piene del canale che seguono dinamiche imprevedibili. Il tragitto di 14 chilometri lungo la Statale e attraverso i campi presenta numerosi ostacoli naturali e artificiali che potrebbero aver rallentato o deviato il percorso del sacchetto. La manutenzione irregolare di alcuni tratti del canale aggiunge un ulteriore elemento di complessità all'analisi.
Un aspetto tecnico fondamentale riguarda la diversa conformazione dei canali nei centri urbani rispetto alle zone di campagna. Mentre in città questi corsi d'acqua presentano tratti chiusi e tombinati, nelle aree rurali gli ostacoli sono di natura completamente diversa: vegetazione, detriti, variazioni di portata e profondità creano un sistema idraulico difficilmente prevedibile. Tutti fattori che rendono "tendenzialmente impossibile" una ricostruzione millimetrica, ma che non escludono affatto la plausibilità della teoria.
La rivelazione del collegamento diretto tra il canale e l'abitazione Stasi riapre interrogativi sulla dinamica del delitto e soprattutto sull'occultamento delle prove. Se confermata la possibilità che il sacchetto abbia effettivamente compiuto quel tragitto acquatico, si tratterebbe di un elemento determinante per comprendere come l'assassino abbia agito nell'immediatezza del crimine. La distanza temporale di nove giorni tra l'omicidio e il ritrovamento delle presunte prove si spiegherebbe con le condizioni idrauliche del canale e gli ostacoli incontrati lungo il percorso.
Questa nuova pista investigativa dimostra come, a distanza di anni dal processo che ha visto condannare Alberto Stasi in via definitiva, il caso di Garlasco continui a presentare zone d'ombra che meritano approfondimenti scientifici. L'analisi del percorso del canale Brielli rappresenta un tassello che potrebbe finalmente chiarire uno degli aspetti più enigmatici di questa tragedia che ha sconvolto l'Italia intera.
Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!