Garlasco, la macchia di sangue sul telefono

La procura di Pavia indaga su una macchia di sangue sotto la cornetta del telefono nell'abitazione di Chiara Poggi. L'analisi dei Ris contraddice la ricostruzione.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Le indagini sul delitto di Garlasco potrebbero essere a una svolta decisiva. Gli inquirenti della procura di Pavia hanno raccolto una serie di elementi che puntano verso una ricostruzione completamente diversa dell'omicidio di Chiara Poggi rispetto a quella che portò alla condanna di Alberto Stasi. Al centro delle nuove acquisizioni investigative c'è un dettaglio apparentemente insignificante ma potenzialmente dirimente: una macchia di sangue scoperta sotto la cornetta del telefono fisso nell'abitazione della vittima.

La Bloodstain Pattern Analysis, ovvero l'analisi delle tracce ematiche condotta dai Ris di Cagliari, sta fornendo agli investigatori un quadro radicalmente differente della dinamica omicidiaria. Questa perizia, che rappresenta un elemento cruciale nel fascicolo a carico di Andrea Sempio, il giovane ora indagato per l'omicidio, contraddice sostanzialmente le conclusioni a cui erano giunti i carabinieri del Ris di Parma nel 2007, durante le prime fasi investigative del caso.

La presenza di sangue sotto il ricevitore del telefono solleva interrogativi fondamentali sulla sequenza degli eventi. Dal punto di vista tecnico, quella traccia può essere finita in quel punto solo in una circostanza specifica: se qualcuno aveva sollevato la cornetta prima che il sangue si depositasse, per poi ricollocarla successivamente. Un gesto che suggerisce una precisa concatenazione di azioni durante l'aggressione mortale.

L'omicidio potrebbe essere iniziato vicino al telefono, non nell'ingresso

Secondo la ricostruzione emersa nel processo che si concluse con la condanna di Stasi, l'aggressione a Chiara Poggi era iniziata nell'ingresso della villetta, nei pressi delle scale. La giovane, ferita, si sarebbe poi trascinata verso il telefono e verso le scale che conducono in cantina, dove sarebbe stata colpita nuovamente fino all'esito fatale. Una sequenza che ora viene messa in discussione dall'insieme degli elementi raccolti dagli investigatori pavesi.

La nuova ipotesi ribalta completamente questa dinamica. L'omicidio potrebbe essere scaturito da una lite scoppiata in cucina tra Chiara e il suo aggressore. In un momento di escalation della violenza, la ragazza avrebbe tentato di raggiungere il telefono, probabilmente per chiedere soccorso. Un dettaglio significativo emerge dall'analisi dell'apparecchio: tra i numeri memorizzati nella rubrica c'era quello della stazione dei carabinieri di Garlasco, facilmente raggiungibile con una semplice pressione.

Secondo questa ricostruzione alternativa, il primo colpo letale sarebbe stato inferto proprio mentre Chiara si trovava in piedi davanti al telefono, con la cornetta già in mano. Altri colpi sarebbero seguiti mentre la vittima stava cadendo a terra. A quel punto, ferita gravemente, avrebbe cercato disperatamente di raggiungere la porta d'ingresso per scappare, ma sarebbe stata aggredita nuovamente in quella zona della casa.

L'epilogo della vicenda, secondo questa versione dei fatti, vedrebbe Chiara trascinata e scaraventata verso le scale che conducono in cantina. Un ultimo elemento completa il quadro: la cornetta del telefono sarebbe stata rimessa al suo posto dall'assassino, un'azione che spiegherebbe la presenza della traccia ematica rinvenuta sotto di essa. Un gesto che potrebbe rivelare lucidità e capacità di ragionamento anche in un momento così concitato.

Le tempistiche dell'omicidio risulterebbero anch'esse differenti rispetto a quanto stabilito durante il processo a Stasi. La procura di Pavia sta ora valutando tutti questi elementi per arrivare a una decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio, che potrebbe rappresentare una svolta clamorosa in uno dei casi di cronaca nera più seguiti degli ultimi decenni in Italia.

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