Il caso Garlasco torna al centro dell'attenzione televisiva con una puntata di Mattino Cinque che prova a mettere ordine tra cronometri, simulazioni e ricostruzioni contrastanti. Dopo le polemiche esplose per un errore su uno scontrino nella puntata precedente, il programma condotto da Federica Panicucci ha virato su un terreno più concreto: i tempi di percorrenza tra Garlasco e Vigevano il giorno dell'omicidio. E qui i conti, secondo alcuni, continuano a non tornare.
L'inviato Emanuele Canta ha firmato un servizio sul campo, intervistando anche l'assessore alla cultura di Vigevano, la Dottoressa Alessandrino, che ha fornito un quadro preciso di quella giornata di agosto. La città ospitava una grande fiera che attirava migliaia di visitatori, non solo residenti ma anche da paesi limitrofi, con un afflusso particolarmente intenso nelle ore del mattino. Un dettaglio cruciale: le ordinanze comunali sul traffico prevedevano strade chiuse, viabilità modificata, rimozioni forzate e persino lo spostamento dei capolinea degli autobus extraurbani. Parcheggiare a distanza e raggiungere a piedi la piazza era prassi comune, soprattutto per chi arrivava da fuori città.
Al centro del dibattito c'è lo scontrino fornito da Andrea Sempio come alibi, e soprattutto la compatibilità dei tempi di spostamento con la situazione reale di quel giorno. Le simulazioni si moltiplicano e si contraddicono: da un lato quella realizzata dall'inviato di Mattino Cinque, dall'altro quella attribuita ad Armando Palmegiani, consulente della difesa, che secondo l'avvocato Cataliotti ridurrebbe il tragitto di ben nove minuti rispetto alla ricostruzione televisiva. Una differenza sostanziale che alimenta nuovi interrogativi sulla reale presenza di Sempio a Vigevano in quel momento.
In studio le posizioni si sono polarizzate. Tiziana Ciavardini ha invitato alla prudenza, sottolineando che le variabili sono molteplici e che qualcuno potrebbe aver trovato parcheggio rapidamente per fortuna. Tuttavia ha sollevato un dubbio importante: perché gli scontrini sono ancora nelle mani di Andrea Sempio, come dimostrato anche a Quarto Grado? L'avvocato De Rensis ha replicato con fermezza, chiarendo che per la procura gli scontrini sono autentici, ma il punto è stabilire chi li ha utilizzati, questione completamente diversa dalla loro veridicità materiale.
Ancora più netta la posizione dell'avvocato Fabrizio Gallo, che ha definito le ipotesi della Ciavardini "destituite di ogni fondamento". Gallo ha sottolineato come il servizio di Mattino Cinque abbia dimostrato la presenza sproporzionata di autovetture il 13 agosto rispetto agli altri giorni, un riscontro oggettivo che rende non solo difficile trovare parcheggio, ma anche solo raggiungere la zona. Secondo il legale, questo elemento allontana Sempio dalla località di Vigevano: "Questo secondo me allontana Sempio dalla località di Vigevano. Lo sto dicendo da mesi e questa è la prova che Sempio a mio avviso in quella piazza non c'è mai arrivato".
Alfonso Signoretti, presente in studio, ha offerto una chiave di lettura diversa sul confronto tra le simulazioni. Il giornalista ha evidenziato come il lavoro di Canta e della trasmissione non debba né accusare né difendere nessuno, mentre Palmegiani ha un ruolo di difesa dell'indagato. Una differenza di prospettiva che pesa nella valutazione delle diverse ricostruzioni temporali, e che secondo Signoretti dovrebbe far preferire il lavoro dell'inviato del programma.
Solo in chiusura di puntata Federica Panicucci è tornata sulla questione dello scontrino per un mea culpa ufficiale. La conduttrice ha ammesso l'errore commesso nella puntata precedente: "Abbiamo ricostruito lo scontrino del 14, ma abbiamo sbagliato l'orario, non era 10.37 come da noi segnalato, ma l'orario corretto era 17.32". La Panicucci ha precisato che l'errore è stato prontamente segnalato sui social della trasmissione al termine della puntata, ribadendo l'importanza di dichiarare e ammettere gli sbagli.
Il caso Garlasco continua così a interrogare l'opinione pubblica e i programmi televisivi, tra dettagli tecnici, ricostruzioni forensi e un sistema di alibi che ancora oggi, a distanza di anni, presenta zone d'ombra difficili da chiarire. La questione dei tempi di percorrenza potrebbe rivelarsi decisiva per comprendere la reale fattibilità della versione fornita da Sempio, soprattutto considerando le condizioni eccezionali di traffico e affollamento di quella giornata di agosto a Vigevano.
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