Il caso Garlasco torna a far discutere con una clamorosa ipotesi che potrebbe ribaltare uno degli elementi chiave della difesa di Andrea Sempio. Secondo quanto rivelato dalla rivista Giallo, lo scontrino del parcheggio di Vigevano che il 37enne ha sempre presentato come prova della sua estraneità all'omicidio di Chiara Poggi potrebbe essere stato manipolato. Un'indiscrezione che, se confermata, potrebbe segnare una svolta drammatica in una vicenda giudiziaria che da diciotto anni divide l'opinione pubblica italiana. Il ticket, datato 13 agosto 2007 e rilasciato dal parcometro di piazza Sant'Ambrogio, attesterebbe infatti che Sempio si trovava a chilometri di distanza dalla villetta quando la giovane fu barbaramente uccisa.
Secondo le ricostruzioni pubblicate dal settimanale specializzato in cronaca nera, gli investigatori avrebbero scoperto elementi inquietanti durante le indagini. Alcuni mesi fa i carabinieri avrebbero convocato un vigile del fuoco che sarebbe stato visto in compagnia della madre di Andrea Sempio. L'uomo avrebbe fatto rivelazioni scioccanti: lui e alcuni colleghi, per giustificare uscite di servizio in orari non regolamentari, avrebbero fatto ricorso al produttore dei parcometri per creare scontrini con date e orari personalizzati. Una prassi irregolare che aprirebbe scenari inquietanti sulla possibile falsificazione del documento.
Il quadro si complica ulteriormente per un particolare emerso durante le perquisizioni nell'abitazione di Sempio. Gli investigatori avrebbero trovato un secondo ticket dello stesso parcheggio, datato 14 agosto 2007, quindi il giorno successivo a quello dell'omicidio. Il dettaglio cruciale riguarda i numeri seriali e mensili dei due documenti: secondo le indiscrezioni investigative, questi non coinciderebbero tra loro, sollevando dubbi sulla loro autenticità. Un'anomalia tecnica che potrebbe costituire la prova di una manipolazione.
Durante la trasmissione Ore 14 su Rai2, l'ex titolare del parcheggio di Vigevano, che ha gestito la struttura fino a dicembre 2009, ha respinto con fermezza l'ipotesi della falsificazione. Interpellata sui fatti, ha dichiarato categoricamente che non sarebbe possibile manipolare quei ticket, paragonandoli agli scontrini fiscali delle casse. Anche il generale Luciano Garofano, esperto di criminalistica e ospite fisso del programma, si è mostrato scettico sulla teoria della manomissione, affermando di non credere alla possibilità di un'alterazione del documento.
Di parere opposto si è dimostrato l'avvocato De Rensis, presente in studio, che ha sollevato una questione logistica non trascurabile. Il legale ha fatto notare come quella mattina il parcheggio di piazza Sant'Ambrogio fosse particolarmente affollato, ponendo una domanda diretta: come avrebbe fatto Sempio a trovare posto in appena cinque minuti? Un dettaglio che alimenta sospetti sulla verosimiglianza della versione fornita dal 37enne e che si aggiunge alle numerose zone d'ombra che avvolgono la sua ricostruzione dei fatti.
Va tuttavia sottolineato un elemento fondamentale: gli investigatori non hanno rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale sulla presunta falsificazione dello scontrino, nonostante lo abbiano in loro possesso da oltre un anno. Questo silenzio istituzionale renderebbe l'ipotesi della manomissione meno credibile, almeno fino a quando non emergeranno evidenze concrete da parte degli inquirenti. Il dibattito tra esperti e addetti ai lavori resta comunque acceso, con la magistratura chiamata a fare chiarezza definitiva su questo tassello cruciale del puzzle Garlasco.
Nel frattempo, il caso giudiziario si arricchisce di un nuovo capitolo parallelo che vede protagonista l'avvocato Massimo Lovati, ex legale di Andrea Sempio. Il penalista è stato rinviato a giudizio per diffamazione dalla Procura di Milano con l'accusa di aver offeso la reputazione dello studio Giarda, che aveva difeso Alberto Stasi nei processi per l'omicidio di Chiara Poggi. Il processo inizierà il 26 maggio davanti alla terza sezione penale del tribunale meneghino.
Le dichiarazioni incriminate risalgono a una conferenza stampa del 13 marzo 2025, quando Lovati rappresentava ancora Sempio. In quell'occasione, il legale aveva accusato lo studio guidato dai figli del professor Angelo Giarda, Fabio ed Enrico, di aver orchestrato una "macchinazione" contro il suo assistito nell'inchiesta avviata nel 2017. Lovati aveva parlato esplicitamente di una "manipolazione organizzata dagli investigatori dello Studio" anche riguardo al prelievo del DNA, parole che hanno spinto la difesa dello studio Giarda a procedere legalmente per tutelare il proprio onore professionale. Una battaglia giudiziaria nella battaglia che dimostra quanto il caso Garlasco continui a generare tensioni e polemiche a quasi vent'anni dal delitto.
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