Garlasco, Sempio: "Mai usato da solo il pc di Chiara"

Nuovi sviluppi nel caso Garlasco: la difesa di Andrea Sempio chiede un incidente probatorio sui computer della famiglia Poggi e di Alberto Stasi.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Il caso Garlasco torna sotto i riflettori con un capitolo nuovo e controverso: quello dei computer. Durante la puntata di oggi di Storie Italiane, il programma condotto da Eleonora Daniele su Rai 1, sono emersi dettagli cruciali sulla richiesta di incidente probatorio avanzata dalla difesa di Andrea Sempio, ex indagato ora sotto una nuova luce investigativa. Al centro dell'attenzione ci sono due dispositivi informatici: quello della famiglia Poggi e quello di Alberto Stasi, con ipotesi che spaziano dalla presenza di materiale compromettente a possibili moventi ancora inesplorati. Un confronto in diretta che ha visto protagonisti gli avvocati difensori e lo stesso Sempio, chiamato a rispondere pubblicamente su rumors sempre più insistenti.

L'inviato Edoardo Lucarelli ha aperto il collegamento spiegando il nodo della questione: dopo le recenti analisi del DNA, l'attenzione si è spostata sui dispositivi informatici. La difesa di Sempio ha chiesto l'incidente probatorio per verificare entrambi i computer, una mossa che arriva in risposta alla consulenza depositata dai legali della famiglia Poggi sul PC di Stasi. L'avvocato Liborio Cataliotti, che rappresenta Sempio, ha precisato che si tratta di "un passo potenzialmente decisivo", ma ha mantenuto un tono prudente: "Lo si saprà a posteriori, nella misura in cui riveli quello che può essere stato o che verrà ritenuto essere stato il movente dell'uno o dei più assassini".

Il dibattito si è fatto incandescente quando sono emerse indiscrezioni su presunti contenuti compromettenti nei computer. Lucarelli ha ricordato che "si è detto che ci fossero dei filmati pornografici, o pedopornografici addirittura", ipotesi che la consulenza della famiglia Poggi avrebbe però smentito. Cataliotti ha risposto con fermezza: "Il cliente nega precisamente questa possibilità ed è il motivo per cui abbiamo chiesto l'incidente probatorio". La richiesta, ha spiegato l'avvocato, riguarda entrambi i dispositivi per una verifica completa e trasparente, circoscritta a "ben specifici momenti o atti relativi ai due computer".

"Noi non abbiamo paura di accertare i fatti, abbiamo paura delle prove che si formano nell'oscurità"

Sotto pressione, Cataliotti ha dovuto rispondere anche agli ospiti in studio. Albina Perri ha chiesto esplicitamente se fossero tranquilli riguardo al computer del loro assistito: "Siamo tranquilli, ne ha parlato anche pubblicamente lui", ha replicato l'avvocato, chiarendo però che quel dispositivo non è incluso nella richiesta di incidente probatorio. Una scelta che ha sollevato interrogativi, ma che secondo la difesa risponde a una strategia processuale precisa. Fabio Amendolara ha insistito sulla portata delle richieste, ottenendo conferma che si tratterà di un'indagine mirata e non esplorativa.

Il momento più atteso è arrivato quando l'inviato ha intercettato l'avvocata Taccia e lo stesso Andrea Sempio. Alla domanda sul peso dell'opinione pubblica, Taccia ha risposto con tono battagliero: "L'opinione pubblica penserà a quello che vuole, c'è la libertà di pensiero". Riguardo ai presunti video intimi sul computer di Chiara Poggi, ha categoricamente smentito: "Non ha visto nessun video intimo". Sempio, visibilmente provato ma deciso, ha dichiarato davanti alle telecamere: "Mai utilizzato il computer da solo, sempre con Marco", riferendosi al fratello della vittima.

La chiusura dell'intervento è stata affidata a una frase che sintetizza la posizione della difesa: "Ormai siamo in ballo, quindi tutto quello che si deve accertare si accerta. Però in contraddittorio con le garanzie difensive". Una posizione che ribadisce la disponibilità a collaborare, ma solo nel rispetto delle procedure e della trasparenza processuale. Il caso Garlasco, a distanza di anni dall'omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007, continua a riservare colpi di scena e interrogativi inquietanti.

La richiesta di incidente probatorio rappresenta un punto di svolta potenziale in un'indagine che ha già visto condannare e poi assolvere in appello Alberto Stasi, per poi essere nuovamente condannato in Cassazione a 16 anni di reclusione. L'apertura verso nuovi accertamenti sui dispositivi informatici potrebbe riscrivere parti importanti della ricostruzione, soprattutto se emergessero elementi sul movente, ancora oggi considerato uno dei punti più oscuri dell'intera vicenda. L'attenzione mediatica resta altissima, con Storie Italiane che continua a seguire ogni sviluppo in tempo reale, dando voce a tutti i protagonisti di una storia che ha segnato profondamente la cronaca italiana.

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