Garlasco, Stasi aprì file porno il giorno del delitto

Nuova perizia informatica sul computer di Alberto Stasi rivela un dettaglio inedito sull'omicidio di Chiara Poggi del 2007, rimasto nascosto nelle prime indagini.

Immagine di Garlasco, Stasi aprì file porno il giorno del delitto
Autore: Redazione ,
Attualità
3' 16''
Fonte

Una nuova perizia informatica riaccende i riflettori sul caso Garlasco, a distanza di anni dall'omicidio di Chiara Poggi e dalla condanna definitiva di Alberto Stasi. L'analisi condotta sul computer dell'ex fidanzato della vittima avrebbe fatto emergere un particolare mai venuto alla luce in precedenza, che secondo i consulenti della famiglia Poggi potrebbe gettare nuova luce sugli eventi della sera del 12 agosto 2007. Si tratta di un elemento che, sostengono gli esperti, era sempre stato presente nei file del dispositivo ma era rimasto nascosto a causa delle modalità con cui erano state condotte le prime indagini tecniche.

Fabio Falletti e Nanni Bassetti, i due consulenti informatici incaricati dalla famiglia della vittima, hanno esaminato lo stesso computer già sequestrato all'epoca dai carabinieri. L'analisi si è concentrata sulla ricostruzione cronologica degli accessi ai file nella serata che precedette il delitto. Attraverso l'utilizzo di software specializzati per creare quella che Falletti definisce una "super cronologia molto dettagliata", i periti avrebbero individuato l'accesso a una cartella denominata "Militare" proprio alle 22 del 12 agosto.

La difesa di Alberto Stasi respinge però qualsiasi rilevanza probatoria di questa scoperta. L'avvocata Giada Boccellari, legale che assiste il condannato, ha commentato le conclusioni dei consulenti dei Poggi definendo l'elemento "irrilevante". Secondo la prospettiva difensiva, anche nell'ipotesi di una lite tra i due fidanzati quella sera, resterebbe il fatto documentato che Stasi continuò a lavorare alla propria tesi universitaria fino a dopo la mezzanotte.

All'interno della cartella "Militare" si trovava una sottocartella contenente immagini pornografiche ed erotiche. I consulenti hanno rilevato l'apertura di un file denominato "senza nome", un'immagine di natura erotica che sarebbe stata visualizzata da Chiara mentre il fidanzato era uscito di casa. La stessa immagine risulterebbe poi aperta nuovamente alle 8 del mattino del 13 agosto, questa volta da Stasi stesso. "Siamo sicuri che Chiara ha aperto questa immagine", ha dichiarato Falletti durante l'intervento nel programma televisivo "Quarta Repubblica".

Il dato era sempre esistito ma rimasto nascosto nelle indagini iniziali

Il consulente ha paragonato la scoperta a un "Salvate il soldato Ryan", definendola l'unico dato superstite delle procedure investigative originarie condotte sui dispositivi informatici. Falletti ha spiegato che le modalità scorrette con cui i carabinieri avrebbero gestito il computer nel 2007 hanno compromesso parte delle informazioni, rendendo impossibile stabilire quante altre immagini Chiara possa aver visualizzato quella sera. Tuttavia, ha sottolineato che l'apertura della cartella resta un fatto verificabile da chiunque analizzi il dispositivo con gli strumenti appropriati.

La perizia ha evidenziato anche la presenza sul computer di Chiara di video intimi della coppia, conservati in una cartella chiamata "Albert.zip". Secondo quanto riferito dai consulenti, non risulterebbero tracce di accessi a questi file da parte di terzi, indicando che solo la stessa Chiara ne aveva visione.

La difesa di Stasi ha replicato annunciando di aver affidato a un proprio consulente informatico il compito di verificare questo e altri elementi emersi dall'analisi. "Al momento questo elemento a noi non risulta che esista", ha affermato l'avvocata Boccellari, contestando l'esistenza stessa della prova dell'accesso alla cartella indicata dai periti della famiglia Poggi.

La strategia difensiva si è però spostata su un altro fronte. Il team legale di Stasi ha deciso di concentrare l'attenzione sul computer di Chiara Poggi, ritenuto più pertinente per le indagini attualmente in corso. L'avvocata ha spiegato che, essendo Stasi già stato giudicato con sentenza definitiva, il suo computer non potrà più essere oggetto di incidente probatorio, mentre il dispositivo della vittima potrebbe fornire elementi rilevanti per altre linee investigative.

La questione del movente resta centrale nel dibattito. Boccellari ha sollevato un punto cruciale: anche qualora venisse confermata la scoperta delle immagini da parte di Chiara e un eventuale litigio con il fidanzato, questo non escluderebbe automaticamente la responsabilità di altri soggetti, in particolare di Andrea Sempio, nome emerso nelle indagini difensive. L'avvocata ha sottolineato come un computer contenga numerosi dati e che i risultati dipendano dall'orientamento della ricerca, motivando così la scelta di analizzare approfonditamente il dispositivo di Chiara piuttosto che concentrarsi ulteriormente su quello di Stasi.

Non perderti le nostre ultime notizie!

Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!