Il caso Garlasco torna a far parlare di sé con una testimonianza che potrebbe cambiare radicalmente le carte in tavola. Una donna del paese, intervistata dall'inviata Chiara Ingrosso per il programma FarWest, ha rivelato per la prima volta di aver visto la mattina del 13 agosto 2007 Maria Rosa Poggi, madre delle gemelle Paola e Stefania Cappa, provenire in auto da via Pascoli, proprio la strada dove Chiara Poggi fu brutalmente uccisa nella villetta di famiglia. Un dettaglio mai condiviso con gli inquirenti che ora riapre interrogativi su una vicenda che sembrava chiusa con la condanna definitiva di Alberto Stasi.
La testimone, probabilmente la stessa già ascoltata da Le Iene nelle scorse settimane, non ha mai formalizzato il suo racconto alle autorità perché, come spiega senza mezzi termini, "una volta che han detto che è stato Stasi è finita lì". La donna tiene però a precisare la natura della sua dichiarazione: "Un conto è averla vista venire da lì, un conto è dire che abbia fatto qualcosa", sottolineando che non intende accusare nessuno ma semplicemente riferire ciò che i suoi occhi hanno visto quella terribile mattina d'agosto.
Il racconto acquisisce ancora più peso se incrociato con altre testimonianze emerse negli anni. L'operaio Marco Demontis Muschitta aveva infatti riferito al pm Rosa Muscio di aver notato quella mattina una "ragazza con i capelli a caschetto" in bicicletta e, particolare tutt'altro che trascurabile, "una macchina scura parcheggiata in via Pascoli". Due elementi che farebbero pensare a una presenza sospetta nell'area del delitto in orari compatibili con l'omicidio.
La testimone insiste su un aspetto che a Garlasco tutti sembrano condividere: quella mattina nessuno avrebbe visto Alberto Stasi, il giovane condannato in via definitiva per l'omicidio della fidanzata. "Per tutti a Garlasco è innocente", afferma con convinzione la donna, facendo eco a un sentimento diffuso nel paese lombardo dove molti residenti non hanno mai creduto alla colpevolezza del ragazzo. Diverse persone, come emerso nei recenti servizi televisivi, avrebbero notato altri soggetti nei pressi della villetta dei Poggi durante le ore cruciali.
Quando Chiara Ingrosso le domanda se il silenzio fosse dovuto alla paura, la risposta è netta: "Assolutamente no". La testimone rivendica con fermezza la veridicità del suo ricordo: "Non direi mai una cosa di cui non sono sicura", un'affermazione che sottolinea la sua convinzione di aver realmente visto ciò che racconta, confidato fino ad ora solo alla figlia.
L'ex generale dei Carabinieri e criminologo Luciano Garofano, collegato con lo studio di FarWest, ha lanciato un appello diretto: "Al netto di tanti mitomani che ci sono in giro, se non siete ancora andati in Procura sbrigatevi ad andare". Un invito esplicito a chiunque abbia informazioni rilevanti a farsi avanti, dopo anni di silenzi e reticenze che potrebbero aver condizionato le indagini.
Parallelamente a queste nuove rivelazioni, la difesa di Andrea Sempio ha chiesto un incidente probatorio sui computer della famiglia Poggi e su quello di Alberto Stasi. L'avvocato punta a verificare definitivamente se il movente dell'omicidio possa essere legato a contenuti presenti nei dispositivi elettronici. Tra le ipotesi circolate nel tempo, quella secondo cui Stasi avrebbe ucciso Chiara dopo che lei aveva scoperto materiale pornografico sul suo computer, teoria però smentita dal fatto che la ragazza fosse già a conoscenza di quei contenuti che la coppia talvolta condivideva.
Un'altra pista investigativa riguarda invece la possibile presenza di video intimi nel computer dei Poggi, filmati a cui Sempio – ora indagato per omicidio in concorso nella nuova inchiesta – avrebbe avuto accesso e che avrebbero potuto innescare un desiderio culminato tragicamente nell'omicidio. L'informatico ha sempre respinto con forza queste ricostruzioni, delle quali al momento non esistono prove concrete. La nuova fase del caso Garlasco si preannuncia decisiva per fare finalmente luce su uno dei delitti più controversi e dibattuti della cronaca nera italiana degli ultimi vent'anni.
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