L'analisi forense condotta sui dispositivi informatici di Chiara Poggi e Alberto Stasi continua a sollevare interrogativi nel caso del delitto di Garlasco. Durante una recente apparizione televisiva a Mattino Cinque, l'esperto informatico Daniele Occhetti ha rivelato dettagli inediti emersi dalla perizia del 2009, commissionata dal giudice Vitelli e svolta insieme al collega Alberto Porta. Le rivelazioni riguardano soprattutto anomalie riscontrate nell'utilizzo del computer della vittima, che potrebbero modificare significativamente la lettura degli elementi digitali raccolti durante le indagini.
Rispondendo alle domande della conduttrice Federica Panicucci, Occhetti ha spiegato come l'incarico peritale del 2009 non si sia limitato all'esame dei dispositivi di Stasi. Il computer della giovane Chiara, infatti, ha riservato sorprese inaspettate che potrebbero cambiare la prospettiva sull'intera vicenda. Le tracce digitali rinvenute sul suo dispositivo raccontano una storia più complessa di quanto emerso inizialmente.
Secondo quanto riferito dal perito, nel luglio 2007 il computer utilizzato da Chiara avrebbe registrato numerose ricerche di materiale pornografico. Il dato diventa particolarmente significativo quando si incrocia con un altro elemento: queste attività sarebbero state rilevate in orari incompatibili con la presenza fisica della ragazza nella propria abitazione, dato che si trovava al lavoro. La discrepanza temporale solleva inevitabilmente domande su chi effettivamente utilizzasse quel dispositivo in determinate fasce orarie.
L'esperto informatico ha sottolineato come questa scoperta abbia una duplice rilevanza investigativa. Da un lato permette di ricostruire con maggiore precisione chi e quando abbia effettivamente operato sul dispositivo della vittima. Dall'altro, e forse questo è l'aspetto più delicato, consente un confronto diretto tra i contenuti presenti sui due computer analizzati.
La questione del confronto tra i dispositivi assume una particolare importanza per comprendere il contesto digitale dell'epoca. Come ha evidenziato Occhetti durante il collegamento, quando si analizzano le tipologie di contenuti trovati sul computer di Alberto Stasi, scoprire che materiale simile fosse presente anche sul dispositivo utilizzato da Chiara e potenzialmente da altre persone offre una chiave di lettura differente. Non si tratta più di un elemento univoco, ma di dati che richiedono una valutazione più articolata.
Il perito ha definito il computer della vittima come "molto particolare" proprio perché in grado di svelare non solo le ultime attività compiute da Chiara nell'agosto 2007, poco prima della tragedia, ma anche eventi e utilizzi precedenti. Questa stratificazione di informazioni rappresenta un tassello fondamentale per ricostruire la dinamica dei rapporti e delle abitudini dei protagonisti della vicenda.
L'intervento di Occhetti si inserisce in un nuovo capitolo mediatico del caso Garlasco, dove accanto all'avvocato Cataliotti, legale di Andrea Sempio, emergono continuamente nuovi elementi di analisi. La perizia informatica del 2009, realizzata in collaborazione con Alberto Porta, aveva esaminato non solo i computer ma anche i telefoni cellulari in possesso degli indagati, costruendo un quadro completo delle attività digitali nel periodo cruciale.
Le rivelazioni sulle anomalie nell'utilizzo del computer della vittima aprono scenari interpretativi diversi rispetto alla narrazione consolidata. Se alcuni contenuti erano stati inizialmente attribuiti esclusivamente ad Alberto Stasi come elemento caratterizzante, la presenza di materiale analogo sul dispositivo di Chiara, unitamente agli orari incompatibili con la sua presenza fisica, suggerisce una situazione più sfumata che richiede ulteriori approfondimenti sulla condivisione e sull'accesso ai dispositivi informatici tra i soggetti coinvolti nella vicenda.
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